Al momento in cui scriviamo questo articolo (ottobre 2019), in Italia l’unico regime agevolato per chi inizia un’attività è il regime forfettario. Infatti, per chi oggi apre una nuova attività non è più possibile optare per il regime dei minimi, il quale è stato sostituito dal regime forfettario. Inoltre, l’età non è più un parametro: le agevolazioni fiscali sono ora estese a tutti, giovani e meno giovani. Mentre per quanto riguarda le agevolazioni per i disoccupati c’è l’anticipazione della NASpI.

Agevolazioni apertura partita Iva: cosa bisogna sapere

Vediamo tutto nel dettaglio e facciamo chiarezza: in questo articolo troverai tutte le regole, le agevolazioni apertura partita Iva giovani e le cose da sapere.

Che cos’è il regime forfettario agevolato (regole 2019)

È un regime fiscale agevolato, destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni. La legge di bilancio 2019 ne ha ampliato l’ambito applicativo, innalzando la soglia limite dei ricavi/compensi ed eliminando gli ulteriori requisiti di accesso riguardanti il costo del personale e quello dei beni strumentali.

Quali sono i requisiti di accesso

Possono accedere al regime forfettario sia i contribuenti che iniziano una nuova attività di impresa, arte o professione e presumono di conseguire ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro, sia coloro che già sono in attività e, nell’anno precedente all’applicazione del regime forfettario, hanno conseguito ricavi o compensi entro la soglia indicata.

Se si esercitano più attività, contraddistinte da codici Ateco differenti, occorre considerare la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.

Quali sono le cause di esclusione

Non possono accedere al regime forfettario:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini Iva o di regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • i non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente realizzato;
  • i soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a tali datori di lavoro, fatta eccezione per chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

Ricordiamo inoltre che il regime forfettario cessa di avere efficacia a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il requisito di accesso previsto dalla legge, ovvero si verifica una delle cause di esclusione.

Reddito e tassazione

Chi applica il regime forfettario determina il reddito imponibile applicando, all’ammontare dei ricavi conseguiti o dei compensi percepiti, il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata.

Dal reddito determinato forfettariamente si deducono i contributi previdenziali obbligatori, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell’impresa familiare fiscalmente a carico, ovvero, se non fiscalmente a carico, qualora il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa sui collaboratori stessi; l’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo.

Al reddito imponibile si applica un’unica imposta, nella misura del 15%, sostitutiva di quelle ordinariamente previste (imposte sui redditi, addizionali regionale e comunale, Irap).

Nel caso di imprese familiari, l’imposta sostitutiva, applicata sul reddito al lordo dei compensi dovuti dal titolare al coniuge e ai suoi familiari, è dovuta dall’imprenditore.

Il reddito calcolato forfetariamente rileva anche ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia, non per la determinazione dell’ulteriore detrazione spettante in base alla tipologia di reddito (articolo 13 del Tuir).

Ecco i maggiori vantaggi per chi avvia una nuova attività

L’imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività in presenza di determinati requisiti:

  • il contribuente non ha esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da intraprendere non costituisce, in nessun modo, mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso del periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • se viene proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del beneficio non supera il limite che consente l’accesso al regime.

Le agevolazioni per le piccole partite Iva riguardano non solo il fronte fiscale ma anche quello previdenziale: artigiani e commercianti potranno richiedere la riduzione dei contributi INPS del 35% anche nel 2019.

Chi vuole aprire una partita IVA nel 2019 può contare sulla flat tax al 15% (oppure al 5% nelle condizioni sopra elencate) e sulle ulteriori agevolazioni previste, tra cui gli ormai noti bonus per le assunzioni, ai quali da aprile dovrebbe aggiungersi anche l’incentivo per chi assume beneficiari del reddito di cittadinanza.

Per i titolari di partita Iva in regime forfettario sono previste importanti agevolazioni fiscali e semplificazioni. Gli ammessi al regime fiscale in oggetto beneficiano di una tassazione agevolata con imposta sostitutiva:

  • pari al 5% per i primi 5 anni di attività se si tratta di nuove iniziative imprenditoriali e non prosecuzioni di attività precedenti (forfettario start up);
  • pari al 15% dal 6° anno per le nuove attività e per coloro che passano da un regime fiscale, ordinario o dei vecchi minimi, al regime forfettario.

Nei prossimi paragrafi parleremo di agevolazioni apertura partita Iva disoccupati.

Anticipo NASpI per apertura partita Iva

Ecco cosa devi sapere sull’indennità di disoccupazione erogata in unica soluzione (per lavoratori licenziati dal 1° maggio 2015).

Che cos’è e a chi è rivolta

Il beneficiario dell’indennità NASpI, che intende avviare un’attività di lavoro autonomo o un’impresa individuale o sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, può richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo complessivo della NASpI. La NASpI anticipata si rivolge ai soggetti beneficiari di indennità NASpI che siano stati licenziati dal 1° Maggio 2015 e che intendano:

  • avviare un’attività lavorativa autonoma;
  • avviare un’impresa individuale;
  • sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa con rapporto mutualistico di attività lavorativa da parte del socio;
  • sviluppare a tempo pieno e in modo autonomo l’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato luogo alla NASpI (articolo 8, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22).

Come funziona la NASpI: quanto spetta e la decadenza

L’importo dell’indennità mensile NASpI spettante e non ancora percepito è liquidato in un’unica soluzione. Non spettano l’assegno al nucleo familiare (ANF) e la contribuzione figurativa. Sull’importo erogato è operata la trattenuta IRPEF secondo la normativa vigente.

Qualora il percettore di NASpI sia beneficiario dell’indennità in misura ridotta pari all’80% del reddito presunto derivante da attività di lavoro autonomo per effetto di precedente opzione per il cumulo fra quest’ultimo reddito e la prestazione NASpI, la prestazione anticipata sarà erogata considerando l’importo residuo da corrispondere senza l’applicazione della riduzione stessa.

L’indennità va restituita quando il lavoratore instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per il quale l’indennità corrisposta in forma anticipata sarebbe durata se fosse stata erogata in forma mensile. È escluso il caso del rapporto di lavoro frutto dalla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa.

Requisiti per fare domanda e quando farla

Il richiedente deve essere nella condizione di avente diritto alla NASpI la domanda va presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa. Se l’attività è iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato luogo alla prestazione NASpI, la domanda di anticipazione deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla domanda di indennità NASpI.

La domanda si presenta online all’INPS attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può presentare tramite contact center al numero 803164 (gratuito da rete fissa) oppure 06164164 da rete mobile, oppure ancora tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La domanda deve essere corredata dalla documentazione che attesta l’assunzione di iniziative finalizzate allo svolgimento dell’attività autonoma. Se l’attività richiede una specifica autorizzazione o iscrizioni ad albi professionali o di categoria, è necessario dichiararne gli estremi del rilascio.

Per l’attività di lavoro associato in cooperativa va dichiarata l’avvenuta iscrizione della cooperativa nel registro delle imprese della Camera di commercio competente per territorio e nell’Albo nazionale delle società cooperative gestito dalle Camere di commercio. Deve, inoltre, essere indicata la data della sottoscrizione della o delle quote di capitale sociale della cooperativa.

Per qualsiasi informazione, richiesta di consulenza o domanda, CNA Biella ha un ufficio dedicato a chi intende aprire una nuova attività: la nostra Simona Perino sarà la tua Business Angel!

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