Alla scoperta dei nostri associati: Barbara Varese e la sua magica Bürsch


Un’oasi di pace e bellezza incastonata nel cuore delle Alpi biellesi. Un luogo magico, che ormai richiama turisti dall’Italia e dall’estero. Rifugio e ristoro per chiunque voglia dedicarsi un po’ di tempo, lontano dai ritmi frenetici della città, piccola o grande che sia. Una coccola, una carezza per il corpo e per la mente.

Tutto questo, e molto altro ancora, è la Bürsch, la country house di Barbara Varese, imprenditrice di origine genovese ma residente a Milano che, dalle “ceneri” della casa un tempo frequentata come “buen retiro” in Valle Cervo prima dal nonno e poi da suo padre, ha creato uno scrigno in cui si fondono gusto estetico e armonia con la natura circostante.

La struggente bellezza dell’Alta Valle Cervo, e in particolare di frazione Oretto (nel Comune di Campiglia Cervo), dove sorge il borgo che ospita la Bürsch, da sola non basterebbe. Come sempre, sono le persone a fare la differenza. E, in questo caso, il tocco delicato dell’imprenditoria femminile è un vero valore aggiunto.

Fin dall’inizio, infatti, Barbara Varese, per far crescere il suo progetto imprenditoriale fondato sul concetto di wellness, si è circondata di altre donne. Non è un caso che la chef della Bürsch, Erika Gotta, sia stata selezionata tra i migliori chef italiani under 35, prima tra le donne.

Dopo la semina (la struttura è stata inaugurata nel 2018), arriva il raccolto. I mesi di novembre e dicembre dello scorso 2022 hanno portato a Barbara Varese e al suo staff grandi riconoscimenti, continuando a far parlare della country house anche molto lontano dai confini biellesi.

«Due mesi fantastici – ricorda la titolare della Bürsch -. A novembre la nostra bravissima chef, Erika Gotta, ha vinto il Premio Golosario e a dicembre abbiamo ricevuto il Premio Ospitalità dedicato agli hotel in Italia. Abbiamo conquistato il gradino più alto del podio per la “ristorazione alberghiera, ospitalità e servizi”. Sempre a dicembre, Erika a è stata insignita del Premio Food Accademy come miglior chef under 35 in Italia».

Cosa ci riserva il futuro alla Bürsch?

Stiamo ricevendo tantissime richieste per il 2023: abbiamo già 12 matrimoni confermati e 15 eventi aziendali prenotati. Inoltre ci stiamo aprendo al mercato estero, in Alta Valle Cervo iniziano ad arrivare turisti svizzeri, francesi, olandesi e inglesi. Tra qualche mese alla Bürsch verrà celebrato e festeggiato il matrimonio di una coppia di Sidney.

Tra le altre cose, state puntando molto anche sulla “rivoluzione green”, giusto?

Proprio così, la nostra struttura è sempre più plastic free e stiamo cercando di lavorare su tutto ciò che possa rendere la country house amica dell’ambiente in termini di sostenibilità. In realtà lo abbiamo fatto fin da subito, con l’efficientamento energetico dell’intero borgo.

Anche in cucina c’è molto green, per così dire…

Sì, se per green intendiamo il fatto che Erika ama arricchire i suoi piatti con le erbe spontanee e in generale con verdura e frutta di stagione. In quest’ottica stiamo pensando di ingrandire ulteriormente il nostro orto.

Oltre all’ospitalità, avete iniziato a fare promozione del territorio circostante proponendo ai clienti piccoli pacchetti turistici

Fin dall’inizio della mia attività a Oretto ho voluto provare a tessere rapporti con le altre strutture radicate in Valle. Grazie a questi contatti, oggi siamo in grado di offrire diverse visite private da proporre ai clienti. Tra le più gradite c’è, ad esempio, quella al Cappellificio Cervo, ma organizziamo anche passeggiate nella natura e visite guidate alla scoperta dei misteri di Rosazza.

La promozione che state facendo attraverso la Bürsch può costituire un ottimo volano per ripopolare l’Alta Valle Cervo?

Credo proprio di sì. Una cosa per me molto bella è che alcune persone, coppie, che ormai sono diventate nostri clienti abituali, stanno cercando casa in Valle, una ha già comprato casa. Questo è un modo per restituire vita e vitalità a un territorio che, finalmente, si sta risvegliando.

E anche i giovani possono essere validi testimonial…

Con Fondazione BIellezza stiamo lavorando su un progetto che coinvolge gli studenti. Si tratta di un hackathon che abbiamo ospitato qui alla Bürsch nel corso del quale abbiamo chiesto ai ragazzi cosa vorrebbero valorizzare del territorio in cui risiedono, sia per viverlo meglio sia per poterlo condividere con i loro amici che abitano fuori dal Biellese.

Barbara, siamo in chiusura, ci fai un’ultima anticipazione sui tuoi progetti futuri?

Volentieri. Abbiamo deciso di allargarci! Da marzo partiamo con la realizzazione di nuove strutture da trasformare in country house. Una l’abbiamo già acquistata, sempre qui a Oretto, ma il progetto ne prevede altre. Ci vorrà sicuramente del tempo, ma la volontà di puntare sulla crescita della Bürsch c’è tutta, e anche l’entusiasmo.

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