Autoriparazione: un settore sempre più in difficoltà nel Biellese
Il settore dell’autoriparazione nel Biellese sta attraversando una fase di forte difficoltà. A evidenziarlo sono le più recenti analisi nazionali, dalle quali emerge un dato significativo: la provincia di Biella si colloca al nono posto in Italia per numero di veicoli circolanti rispetto agli abitanti, ma allo stesso tempo registra un progressivo calo delle imprese di autoriparazione.
Una dinamica che negli anni si è fatta sempre più evidente. Da un lato cresce l’età media del parco auto circolante, dall’altro diminuisce il numero di officine attive sul territorio. Le cause sono molteplici e si intrecciano tra loro: difficoltà nel ricambio generazionale, investimenti sempre più onerosi, complessità tecnologiche e un contesto economico che rende sempre più difficile avviare o rilevare un’attività.
Negli ultimi anni il fenomeno ha assunto dimensioni preoccupanti. Solo nel Biellese orientale hanno cessato l’attività oltre venti imprese, un numero ben superiore alle previsioni che erano state formulate in passato. In alcuni casi le officine continuano a restare operative solo fino al momento in cui i dipendenti raggiungeranno l’età pensionabile, per poi chiudere definitivamente.
Edmondo Grosso, dirigente di CNA Biella e gommista, dichiara: “Il ricambio generazionale rappresenta oggi una delle principali criticità del settore. Le nuove generazioni sono sempre meno propense a intraprendere un’attività imprenditoriale nell’autoriparazione. Gli investimenti iniziali richiesti sono molto elevati, le attrezzature hanno costi importanti e necessitano di continui aggiornamenti tecnologici. A questo si aggiungono la difficoltà di accesso al credito, i costi della formazione e un impegno lavorativo molto intenso che spesso non consente di conciliare adeguatamente vita professionale e personale. Le officine devono inoltre affrontare una crescente complessità tecnica. Le nuove automobili sono dotate di sistemi elettronici avanzati e richiedono attrezzature diagnostiche specifiche, spesso molto costose. Allo stesso tempo diventa sempre più difficile reperire personale qualificato con competenze tecniche adeguate, un ulteriore elemento che complica la gestione delle attività”.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la vendita online di ricambi, oli e pneumatici. Per esercitare l’attività di autoriparatore sono richiesti requisiti stringenti: qualifiche professionali, presenza di un responsabile tecnico, rispetto delle normative sul lavoro e sulla sicurezza, locali idonei e attrezzature certificate. Tuttavia, gli stessi prodotti possono essere acquistati liberamente su internet, spesso a prezzi particolarmente bassi.
Secondo gli operatori del settore, dietro alcune offerte molto aggressive potrebbero nascondersi fenomeni di evasione fiscale, come il mancato pagamento dell’IVA o del contributo ambientale per lo smaltimento degli pneumatici. Ogni anno, infatti, a Biella e in tutto il territorio nazionale vengono importate migliaia di gomme con un’evasione stimata in milioni di euro. Su questo fronte, i controlli risultano ancora insufficienti, mentre non mancano realtà che operano anche sul territorio senza possedere i requisiti professionali richiesti.
In un contesto come quello attuale, il settore dell’autoriparazione si trova quindi di fronte a sfide importanti che riguardano sostenibilità economica, innovazione tecnologica e ricambio generazionale. Temi sui quali le imprese chiedono maggiore attenzione e politiche di supporto per garantire la continuità di un comparto fondamentale per la mobilità e per l’economia locale.









