Finanziamenti e contributi a fondo perduto per eCommerce e Web Marketing


I contributi a fondo perduto per la realizzazione di eCommerce e la gestione del web marketing con il PNRR sono una realtà. Oltre che una grande opportunità per il mondo delle PMI italiane.
Per tutte le imprese che commercializzano i propri prodotti, la creazione di un eCommerce aziendale, o la realizzazione di un proprio spazio all’interno di market place di proprietà di terzi, equivale ad aprire una propria finestra commerciale sul mondo.
I finanziamenti previsti dal PNRR nel 2022 sono un contributo aziendale che va proprio in questa direzione con i fondi Next Generation EU nati far ripartire le imprese post Covid. Con le risorse stanziate dall’Unione Europea nell’ambito del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza sono previste molte proposte di finanziamento a supporto delle PMI nell’internazionalizzazione e nella transizione digitale ed ecologica.
Il web è un’opportunità. E creare una piattaforma di vendita online, adottando i corretti accorgimenti per promuoverla, costituisce una concreta garanzia di sviluppo d’impresa. Con il bando Simest, riaperto sino a fine maggio, è possibile farlo ad un costo agevolato. Vediamo come.

Quali sono i progetti finanziati?

Il bando Simest che eroga finanziamenti e contributi a fondo perduto per eCommerce e Web Marketing finanzia diversi soggetti per la creazione e sviluppo di piattaforme, sia realizzate ad hoc per la singola impresa, sia l’utilizzo di piattaforme di terzi, come ad esempio un market place.
Nel primo ambito, definito prioritario dal bando, ossia tale che almeno una tra le spese effettuate dall’azienda deve far parte di questa categoria, rientrano: la creazione, acquisizione e configurazione della piattaforma; l’acquisto di componenti hardware e software, compresa l’estensione di componenti software per ampliare le funzionalità (ad es. software per la gestione degli ordini, circuiti di pagamento, servizi cloud, integrazioni con ERP, CRM, AI e realtà aumentata) e poi ancora la creazione e configurazione app e le spese di avvio dell’utilizzo di un eventuale market place.
Vi è poi una seconda categoria di spese ammissibili che prende il nome di “Investimenti per la piattaforma oppure per il market place” che raccoglie tutte quelle spese non strettamente legate alla costruzione della piattaforma ma fondamentali per sostenerla. Tra queste rientrano: le spese di hosting del dominio della piattaforma; i costi di noleggio per utilizzo della piattaforma oppure del market place; le spese per investimenti in sicurezza dei dati e della piattaforma; l’aggiunta di contenuti e soluzioni grafiche; le spese per lo sviluppo del monitoraggio accessi alla piattaforma e per lo sviluppo di analisi e tracciamento dati di navigazione; le consulenze finalizzate allo sviluppo e/o alla modifica della piattaforma e infine la registrazione, omologazione e tutela del marchio e le spese per certificazioni internazionali di prodotto.
In ultimo sono rendicontabili le spese promozionali e di formazione relative al progetto, in altre parole quelle più strettamente legate al web marketing e SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca) dell’eCommerce realizzato. Tra queste rientrano: le spese per l’indicizzazione della piattaforma oppure del market place; le spese appunto per le attività di web marketing; le spese per la comunicazione e la formazione del personale interno adibito alla gestione/funzionamento della piattaforma.
Non sono ammissibili e finanziabili le spese per attività connesse all’esportazione, ossia le attività direttamente collegate ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o le spese correnti riferite all’attività di esportazione.

Come si accede ai fondi PNNR?

Ai contributi a fondo perduto dei fondi PNNR si accede attraverso piattaforme online che gestiscono le candidature delle imprese. Per la pubblica amministrazione, ad esempio, il Governo italiano ha messo a disposizione la piattaforma PA digitale 2026. Anche le imprese private accedono ai bandi attraverso portali, o piattaforme gestite da soggetti privati che forniscono anche consulenza.

Nello specifico, per partecipare al bando sull’eCommerce e il Web Marketing è necessario richiedere l’accesso e registrarsi come sul portale di Simest, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che gestisce le candidature a valere sul Fondo 394/PNRR.

Per quanto riguarda i criteri di partecipazione, le risorse del bando sono destinate esclusivamente alle imprese di piccola e media dimensione e ogni azienda potrà presentare una sola domanda di finanziamento.

Cosa finanzia Simest?

Il bando Simest finanzia, a tasso agevolato (definito dalla legge sui finanziamenti per l’internazionalizzazione “L.133/08” e pari al 10% del tasso di riferimento UE, ovvero al 31 dicembre scorso equivalente allo 0,055%) senza ulteriori garanzie.
Il finanziamento inoltre risulta in regime “de minimis”, con co-finanziamento a fondo perduto in regime di “Temporary Framework” e riguarda nello specifico proprio la realizzazione di un progetto di investimento digitale per la creazione, o il miglioramento, di una piattaforma e-commerce o, in alternativa, l’accesso ad una piattaforma di terzi (ad esempio market place) per la commercializzazione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano.
Per Temporary Framework si intende il quadro temporaneo di aiuti di Stato che l’Unione Europea ha concesso agli stati membri per far fronte all’emergenza Covid-19 volto a consentire l’introduzione di misure di sostegno all’economia, in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato, spesso sotto forma di agevolazioni fiscali a sostegno delle imprese italiane.
Il regime de minimis è invece quel regime che individua gli aiuti di entità non elevata che possono venire concessi alle imprese senza violare le norme sulla concorrenza.
Per una piattaforma propria l’impresa partecipante può richiedere contributi a fondo perduto fino a 300.000 euro (in ogni caso non oltre il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati). Per l’utilizzo invece di una piattaforma di terzi è possibile richiedere fino a 200.000 euro, anche in questo caso comunque non oltre il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati). C’è anche un importo minimo degli investimenti, fissato in 10.000 euro.
La durata del finanziamento è stabilita in 4 anni, di cui uno di pre ammortamento e, in generale, per le PMI interessate la quota massima concessa a fondo perduto è del 25%. Percentuale che per le imprese del sud sale al 40%.

Quanto tempo ho per partecipare al bando?

Il portale di Simest resterà aperto fino alle ore 18:00 del 31 maggio salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse complessive disponibili. 

il Fondo, che inizialmente è stato dotato 1,2 miliardi di euro, ha ancora a disposizione circa 360 milioni euro: un importo che sarà assegnato fino ad esaurimento. Proprio in questa logica, ossia quella di possedere risorse limitate, la presentazione della domanda non comporta il diritto ad ottenere l’agevolazione prevista, che resta subordinata alla effettiva disponibilità delle risorse finanziarie.

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