Biscottificio Cervo: un secolo di storia, tradizione e identità biellese
Dal 1926 quattro generazioni della famiglia Gamba raccontano, attraverso i loro prodotti, il territorio e la sua memoria
Cento anni di attività, quattro generazioni e un legame profondo con il territorio: il Biscottificio Cervo celebra nel 2026 un secolo di storia, confermandosi una delle realtà artigiane più rappresentative del Biellese e della tradizione dolciaria piemontese.
La storia del Biscottificio Cervo inizia nel 1926, a Chiavazza, quando Annibale Gamba, spinto dalla ripresa economica del primo dopoguerra, decide di affiancare al forno panificatore del padre Luigi una nuova attività dedicata alla pasticceria tradizionale piemontese. Una scelta coraggiosa e lungimirante, che dà vita a un’impresa destinata a diventare parte dell’identità gastronomica locale. Il nome “Cervo” non è casuale: richiama il torrente e la valle omonima, simboli di vita e lavoro, e il paese di Chiavazza, storicamente porta d’accesso alla valle. Fin dagli esordi, il Biscottificio Cervo si distingue per un prodotto destinato a diventare iconico: il panettone basso glassato piemontese, che conquista rapidamente il pubblico biellese e diventa una delle regalistiche natalizie più apprezzate dalle aziende del territorio.
Nel secondo dopoguerra entra in azienda Giovanni, figlio di Annibale, e insieme al padre amplia la produzione introducendo il biscotto novellino. Semplice, autentico e riconoscibile, il novellino diventa presto un prodotto quotidiano, capace di accompagnare generazioni di biellesi e di affermarsi come simbolo di una tradizione condivisa. Negli anni successivi, il Biscottificio Cervo consolida la propria gamma con una selezione ampia e rappresentativa della pasticceria secca piemontese, affiancando ai biscotti storici i panettoni e le specialità legate alle ricorrenze. Con l’ingresso di Alberto, nipote di Annibale, l’azienda avvia una fase di crescita strutturata: si amplia la distribuzione, dai piccoli negozi di paese alle grandi insegne, e si investe nell’ammodernamento dei processi interni, nel controllo qualità e nella digitalizzazione.
Oggi, con Alessandro, pronipote di Annibale, il Biscottificio Cervo è giunto alla quarta generazione. Una fase che segna un ritorno alle origini, puntando sul rapporto diretto con il pubblico attraverso lo storico punto vendita aziendale e lo store digitale, rafforzando al tempo stesso la presenza a livello nazionale ed europeo.
«Essere oggi alla guida del Biscottificio Cervo, nel centenario della sua fondazione, significa molto più che portare avanti un’attività di famiglia», afferma Alessandro Gamba. «Significa prendersi cura di una storia che attraversa quattro generazioni e che ha saputo diventare parte dell’identità di un territorio. È una responsabilità doppia: da un lato c’è l’eredità, fatta di ricette, gesti, profumi e relazioni; dall’altro la necessità di guardare avanti, di interpretare il presente e il futuro con coerenza ma anche con coraggio.
«Per noi, tradizione non è ripetere, ma capire. Capire perché certi biscotti, certi lievitati, certi gesti artigianali continuano a emozionare dopo cent’anni. E far sì che possano ancora raccontare qualcosa, anche oggi. Il nostro obiettivo non è semplicemente produrre, ma generare valore: attraverso la qualità degli ingredienti, l’attenzione ai dettagli, il rapporto diretto con chi ci sceglie. Ogni nostro prodotto nasce in laboratorio, ma vive nelle case delle persone, nei ricordi, nei momenti condivisi. Ed è lì che la tradizione trova senso e continua a camminare.
«Il legame con Chiavazza e con Biella non è solo affettivo, è sostanziale. Il nostro radicamento ci ha permesso di crescere, di essere riconosciuti, di diventare un simbolo. Guardando al futuro, vogliamo continuare su questa strada: con umiltà, con passione, con la consapevolezza che il vero successo sta nel riuscire a restare autentici anche nel cambiamento. Perché una tradizione viva è quella che continua a emozionare».
A cento anni dalla sua nascita, il sogno di Annibale Gamba continua: raccontare attraverso i biscotti non solo una tradizione dolciaria, ma anche emozioni, ricordi e legami tra generazioni, portando nel mondo il sapore del Biellese e del Piemonte con uno sguardo sempre rivolto al futuro.











