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Scritture contabili adeguamento studi di settore: cosa rilevare


Gli ISA (indicatori sintetici di affidabilità) nascono dal 2018 per sostituire gli studi di settore con l’attuale codice tributario. Questi ultimi, sempre più perfezionati e nel tempo precisi e puntuali, hanno sollevato le tante imprese fedeli dagli accertamenti, ma non sono riusciti a dare una risposta alle imprese che non erano in regola con i ricavi stimati a causa di inefficienze nell’attività d’impresa e non per dolo.

Quelle imprese che possedevano delle inefficienze, nella produzione dei ricavi e del reddito, avevano un’elevata probabilità di essere selezionate per  un accertamento. E così si è arrivati al loro superamento. Gli ISA (disciplinati con l’art. 9 bis del D.L. 50/2017) sono il risultato di questa esigenza: un nuovo strumento di compliance finalizzato a favorire l’emersione spontanea di basi imponibili, che stimola l’assolvimento degli obblighi tributari e rafforza la collaborazione tra i contribuenti e la Pubblica Amministrazione. 

Vediamo nel dettaglio l’argomento e come adeguarsi agli studi di settore in caso di incongruità.

Che cosa sono gli studi di settore?

Gli studi di settore sono strumenti statistici costruiti sulla base dei diversi fattori economici che riguardano l’attività di alcune categorie di lavoratori autonomi e di professionisti. Nascono per superare la rigidità e le ingiustizie della minimum tax e per offrire un punto di riferimento sia ai contribuenti sia all’Amministrazione fiscale. 

Con la legge Finanziaria per il 2007 vengono introdotte alcune modifiche che consentono di disegnare con maggiore completezza le indicazioni economiche relative ai diversi operatori.

Ai contribuenti, fino al 2018, anno in cui sono stati in vigore, veniva data la possibilità di evitare un possibile accertamento dei ricavi che era presunto, rendendo nota a priori la stima dei ricavi che l’Amministrazione finanziaria si aspettava in caso di selezione per la verifica. Questo prima del termine per eseguire i versamenti dell’IVA e delle imposte sui redditi dovuti. Gli ISA si compilano con opportuni modelli previsti dall’Agenzia delle Entrate.

Chi è soggetto agli studi di settore?

Gli studi di settore, ma oggi sarebbe più opportuna parlare di ISA, si applicano a chi esercita prevalentemente una attività per le quali sono stati approvati gli studi.

Rientrano le attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio.

Per sapere se si è soggetti è sufficiente verificare se il proprio codice attività rientra nella tabella dei codici per i quali sono stati approvati gli studi. E i dati rilevanti per gli studi di settore anche vanno comunicati anche da alcuni soggetti che sono esclusi dagli studi quali: i soggetti che determinano il reddito con criteri “forfettari”, i contribuenti che dichiarano un volume di ricavi/compensi di ammontare superiore a euro 5.164.569 e fino a 7,5 milioni di euro e i contribuenti che rientrano nei casi di cessazione dell’attività, di liquidazione ordinaria o che si trovino in un periodo di non normale svolgimento dell’attività.

I dati comunicati saranno utilizzati per valutare se le caratteristiche strutturali dell’impresa sono coerenti con i ricavi o compensi dichiarati.

Come adeguarsi in caso di incongruità

Gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) hanno cambiato l’approccio dell’Amministrazione finanziaria rispetto alla ricerca di sacche di evasione fiscale tra le imprese e il lavoro autonomo.

Con gli studi di settore imperversava la logica della determinazione dei livelli di congruità dei ricavi/compensi – coerenza degli indicatori economici e normalità. Se il contribuente non si adeguava vi era il forte rischio di un controllo. Un commercialista è la figura professionale più indicata per richiedere un consulto poiché con gli ISA al contribuente viene attribuito, invece, rispetto al passato, un grado di affidabilità fiscale compreso in una scala di valori che va da 1 a 10 (il massimo). E per migliorare il proprio livello di affidabilità, il contribuente può indicare in dichiarazione ulteriori componenti positivi rispetto a quelli che derivano dalle scritture contabili. Queste indicazioni non portano maggiori interessi o sanzioni, ma solo se il versamento delle imposte da essi scaturite sia effettuato nei termini e nelle modalità previste per il versamento a saldo delle imposte sui redditi. Vi è sempre facoltà di effettuare anche il pagamento rateale sia in acconto che in saldo per le cifre dovute.

Se non si è congrui agli studi di settore si è assoggettati a un maggiore controllo da parte del Fisco. Esiste un software,Gerico”, che l’Agenzia delle Entrate utilizza per calcolare la congruità delle diverse categorie, tenendo conto della normalità economica, della coerenza economica e dell’effetto dei correttivi e così via.

Cosa vuol dire congruo e coerente? Si tratta della situazione ideale in cui si può trovare un contribuente: ricavi congrui e indici coerenti, una classica situazione in cui da un lato lo studio di settore ha centrato la clusterizzazione del contribuente e, al contempo, il contribuente ha svolto un’attività economica lineare.

Il contribuente può dunque adeguarsi agli studi di settore indicando i maggiori ricavi derivanti dagli studi di settore in dichiarazione (rispetto alla dichiarazione dei redditi) e pagando una maggiorazione del 3%.

Come fare per non incorrere in un mancato adeguamento? L’adeguamento ISA si può ottenere dichiarando ulteriori componenti positivi  che non risultano dalle scritture contabili ma che sono rilevanti per la determinazione della base imponibile ai fini Irpef per “migliorare” il proprio profilo di affidabilità e per accedere ad un regime di premialità.

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