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Cambio di mansioni: la prova dell’idoneità fisica spetta all’impresa, non al lavoratore

By |11 Aprile 2016|News|

La sentenza della Corte di Cassazione, depositata l’8 marzo, parla di idoneità fisica (reale o presunta) a sostegno del lavoratore per argomentare la propria indisponibilità a svolgere le mansioni a cui il datore di lavoro l’aveva destinato.

Un esempio pratico: la dipendente, senza fornire alcuna prova a supporto della sua posizione, si è semplicemente rifiutata di svolgere le nuove mansioni a lei assegnate (di pari livello professionale) lamentando uno stato di inidoneità fisica. A seguito di questo rifiuto, è stata licenziata per giusta causa. In primo grado, il provvedimento di licenziamento è stato considerato legittimo, mentre in secondo grado, la Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza sostenendo che non spetta al lavoratore fornire prove sulla propria idoneità fisica.

Così come per la Corte d’Appello, anche per la Cassazione non è il lavoratore, ma il suo datore a dover verificare lo stato di idoneità al lavoro.

La sorveglianza sanitaria, quindi, deve essere effettuata dal medico competente nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle direttive europee e dalle indicazioni fornite dalla Commissione. Inoltre, viene effettuata qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi.

La sorveglianza sanitaria comprende:

    • una visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica;
    • una visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. La periodicità degli accertamenti può avere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. L’organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può dare una periodicità differente rispetto a quella indicata dal medico competente;
    • visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica;
    • visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l’idoneità alla mansione specifica

 

  • visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro

 

Il medico competente esprime poi un giudizio relativo alla mansione specifica. Tale giudizio può essere di idoneità; idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni; inidoneità temporanea; inidoneità permanente.

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