Cessione del credito per Bonus Casa

Cessione del credito per Bonus Casa 2022: scopri le novità!


Il decreto bollette 2022 ha introdotto la possibilità, per le banche, della cessione del credito per bonus casa a favore dei propri correntisti. Si semplifica così la procedura di cessione del credito delle banche in modo particolare per quanto riguarda il super bonus 110 per cento. Ma le novità non si fermano qui: il decreto Aiuti approvato il 5 maggio 2022 dà la possibilità alle banche di cedere il credito ai correntisti in qualunque momento, svincolando la procedura dal dover esaurire le altre possibilità di cessione. E’ stato inoltre concesso di presentare nuovamente la comunicazione di cessione all’Agenzia delle entrate per le spese del 2021 per quei casi nei quali la domanda fosse stata scartata a causa di errori materiali.

Nell’articolo che segue vediamo nel dettaglio che cosa significa e comporta la cessione del credito, che cosa è cambiato nel 2022 rispetto al passato e come fare per avviare una procedura di cessione del credito.

In cosa consiste la cessione del credito nel super bonus 110

Il Decreto rilancio, e in particolare l’articolo 119, che si riferisce ai  bonus edilizi, introduce la possibilità, in alternativa alla detrazione nella dichiarazione dei redditi, di ricevere uno sconto diretto in fattura oppure di poter optare per la cessione del credito a soggetti terzi. Ma come funziona?

Lo sconto in fattura, come si può facilmente evincere, avviene direttamente nella fattura del fornitore. Con la cessione del credito, invece, il credito maturato viene ceduto a banche, assicuratori, fornitori o altri intermediari terzi che anticipano i soldi per conto del committente. Se la prima opzione è piuttosto semplice, e specialmente indicata, almeno fino alle recenti concessioni e novità, per quei soggetti che non dispongono di capienza fiscale per poter abbattere l’imposta sul reddito come ad esempio le partite IVA forfettarie, la seconda ha subito alcune variazioni dalla sua introduzione e i suoi meccanismi di applicazione sono cambiati.

La cessione del credito è gratuita? In realtà non è a costo zero. Se le banche da una parte forniscono la liquidità necessaria al contribuente, dall’altra devono coprire delle spese e giustificare l’operazione commercialmente e così trattengono una parte del credito d’imposta maturato per far fronte a queste spese relative alla gestione delle pratiche e all’erogazione dei soldi (in genere viene mediamente concesso un credito pari all’80%). Inoltre, se con lo sconto in fattura non ci si preoccupa più dell’avanzamento dei lavori, con le banche è necessario presentare dei SAL (stato di avanzamento dei lavori) o il saldo dell’intervento.

Come si fa a cedere il credito a una banca?

Anche nel 2022, il primo passo è quello di affidarsi a un professionista che si occuperà di redigere la documentazione necessaria da portare alla banca e preparerà lo studio della fattibilità del progetto unito ad un piano economico e finanziario. A questo punto bisognerà richiedere un visto di conformità ad un intermediario poiché, a partire dal 12 novembre 2021, il “decreto antifrodi” si applica alle comunicazioni trasmesse in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia vi è un’eccezione: il visto di conformità e l’asseverazione del tecnico non vengono richieste per gli interventi di valore inferiore a 10.000 euro, effettuati su singoli immobili o condomini, ad esclusione del bonus facciate. E neppure su quelle opere classificate come “edilizia libera”.

A questo punto bisognerà scegliere il soggetto a cui si vorrà cedere il credito d’imposta. Secondo il decreto correttivo al Sostegni ter la cessione può essere libera, ed effettuata successivamente per altre due volte (tre con il decreto bollette 2022) a banche e intermediari finanziari. Ovviamente questa procedura è applicabile al superbonus così come agli altri bonus casa che presentano la possibilità di detrazione al 50% o al 65% a seconda dei casi.

L’ultimo step sarà l’invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate. La documentazione deve essere inviata entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono stati eseguiti i lavori e sostenute le spese di ristrutturazione.

A partire dal 1° maggio di quest’anno l’Agenzia delle entrate attribuisce un codice univoco al credito d’imposta ceduto in sede di prima comunicazione. Non sono ammesse le cessioni parziali.

Chi può usufruire della cessione del credito?

Come previsto dal decreto Rilancio, nell’articolo 121 poi modificato dalla legge di bilancio 2021, chi negli anni 2020, 2021 e 2022 ha sostenuto spese per gli interventi ammessi al superbonus è un primo potenziale beneficiario. Ma non solo. Può cedere il credito anche chi, negli anni 2020 e 2021, ha effettuato  spese per gli ulteriori interventi indicati nel precedente articolo. E in particolare: interventi di recupero del patrimonio edilizio, interventi di efficienza energetica o antisismici, interventi di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, installazione di impianti fotovoltaici o di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Come visto, la cessione del credito può essere disposta in favore di fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi oppure di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) e poi agli istituti di credito e agli intermediari finanziari.

Dalle banche ai correntisti privati con partita IVA

Secondo quanto previsto dal  recente decreto, per la prima cessione del credito si può scegliere il soggetto al quale cedere senza alcun vincolo. La seconda cessione potrà esserci, ma solo all’interno del sistema degli intermediari finanziari controllati dalla Banca d’Italia. Le banche potranno cedere i crediti in modo illimitato, ma solo ai clienti professionali privati che siano loro correntisti. Un’opportunità che dovrebbe superare le polemiche sulla stretta che ha limitato il numero di cessioni ammesse e vietato il frazionamento del credito dopo la prima cessione, causando non poche preoccupazioni a fornitori e clienti finali.

Come si comunica la cessione del credito all’Agenzia delle Entrate

Per la comunicazione della cessione del credito si usa la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate. L’agenzia avrà cinque giorni di tempo per produrre una ricevuta di accettazione oppure di scarto della richiesta. In questo secondo caso sarà possibile effettuare dei correttivi e ripresentare la richiesta entro il 5 del mese successivo alla prima presentazione.

La pratica può anche essere sospesa per massimo 30 giorni se vengono rilevati dei rischi per effettuare i controlli necessari. La verifica può riguardare la veridicità delle asseverazioni secondo il confronto con i dati in possesso dell’Agenzia, onde evitare duplicazioni di benefit quali ad esempio la contemporanea detrazione unita alla cessione del credito.

La comunicazione può essere fatta dal proprietario dell’immobile? la risposta è affermativa in caso si tratti di una villetta o una casa singola di un unico proprietario, mentre nel caso di un condominio, specie per il superbonus, ad inviare la comunicazione all’agenzia dovrà essere il soggetto che rilascia il visto di conformità.

I crediti accettati dall’Agenzia delle Entrate sono visibili nel cassetto fiscale del cessionario e possono venire utilizzati, da subito, in compensazione tramite modello F24.

Ultima novità: l’Agenzia delle Entrate ha inoltre permesso la cessione del credito di imposta anche per quei soggetti “incapienti” ossia per i soggetti che non hanno capienza di imposta per potere beneficiare dello sconto per via delle detrazioni fiscali Irpef. Una nuova condizione che, di fatto, apre alla richiesta di credito di imposta anche a quelle partita IVA forfettarie che sono state citate all’inizio dell’articolo e che prima del provvedimento erano di fatto legate allo sconto in fattura.

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