CNA Biella. Premio Bimbo Faber: “Al passo con il cambiamento”, parola di Valentina Gusella


Un Premio in grado di tenere il passo del cambiamento, delle trasformazioni economico-sociali che interessano il territorio, sempre più veloci, sempre più incalzanti. Questa è la rotta segnata dalla seconda edizione del Premio Bimbo Faber, messo in palio da CNA Biella per valorizzare le eccellenze del Biellese. Un riconoscimento che nel 2023 ha lanciato il nuovo claim, tre parole che ne cristallizzano l’essenza: Passione, Territorio e Progetto.

Un trinomio che rappresenta, però, anche chi questo Premio lo ha ideato. Valentina Gusella, Direttrice di CNA Biella, ci spiega perché il contest è così importante per l’Associazione di categoria delle micro e piccole imprese artigiane: «Il Premio Bimbo Faber fa parte integrante della vision di CNA, che vuole portare il “Valore del Territorio” al centro della progettualità di tutti gli attori della vita sociale, politica, produttiva, relazionale. Il Premio può essere uno strumento per dare un valore aggiunto alla progettualità e, al contempo, valorizzare le eccellenze che del territorio sono espressione. CNA vuole essere il futuro del Biellese che lavora, produce, innova, investe, crea ricchezza e bellezza, con al centro le persone e le relazioni tra le persone. Un futuro in cui tutti capiscano il valore nell’investire su se stessi ma anche sulla crescita della comunità».

Non a caso, il Premio Bimbo Faber si materializza in un’opera d’arte, la scultura realizzata da Daniele Basso per il 50° anniversario di CNA Biella.

«In effetti, il Premio è la proiezione dell’idea che sta alla base dell’opera di Daniele Basso, coniugandoli con i valori che caratterizzano la nostra Associazione, ovvero la passione per il proprio mestiere ma anche la volontà di tracciare nuove rotte attraverso progetti innovativi, che abbiano una ricaduta importante sul territorio».

Quindi il Premio, in definitiva, ha un forte impatto simbolico?

«Proprio così: il Premio mira a diventare un simbolo del Biellese per valorizzare trasversalmente le nostre eccellenze. Quest’anno, cambiando un po’ rotta rispetto al passato, la giuria ha premiato un progetto per la sua ricaduta economico-sociale e per la volontà di salvaguardare storia e radici di ciò che Biella rappresenta nel mondo».

La trasversalità è quindi anche apertura al cambiamento…

«Sì, assolutamente. Parliamo di un’iniziativa, il Premio Bimbo Faber appunto, che si evolve e si adatta ai tempi e che in futuro premierà progettualità con valori e percezione che possono cambiare di anno in anno. Tutto ciò si traduce nella volontà da parte nostra di non premiare un’unica categoria o eccellenze specifiche di un solo settore, ma di puntare sulle realtà in grado di tener testa alle trasformazioni economico-sociali del territorio».

Forse il bello è proprio questo: oggi come oggi, pur tenendo fede ai valori di fondo che lo contraddistinguono, non siamo in grado di prevedere che tipo di progettualità potrà essere insignita del Premio Bimbo Faber nell’edizione… 2035.

«Infatti. La nostra volontà e che sia un Premio in grado di seguire passo passo l’evoluzione del nostro Biellese, che nel 2035, chi può dirlo, magari sarà molto diverso da come lo percepiamo e vediamo ora. Lavoreremo proprio in questa direzione: vogliamo fare in modo che anche per le prossime edizioni continuino ad arrivare molte candidature e, come dicevo in precedenza, provengano da settori quanto più trasversali possibile».

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