come si calcola l'iva

A cosa serve e come si calcola l’iva? Guida completa e dettagliata


Hai cercato online come calcolare l’iva? La formula in sé è piuttosto semplice, ma se facciamo un passo indietro, per comprendere a cosa serve questa imposta, e perché viene applicata, scopriamo che il calcolo dell’IVA non è univoco e che in Italia esistono percentuali diverse a seconda della tipologia di bene a cui viene applicata, oppure alla tipologia di servizio o prestazione.

L’imposta di valore aggiunto, questo il significato esteso dell’acronimo IVA, è talmente comune per tutti noi che potremmo pensare che ci sia sempre stata, complici gli scontrini che quotidianamente vediamo o le fatture che emettiamo o riceviamo se abbiamo a che fare con le imprese. 

Ma non è così. 

L’IVA esiste solo dal primo gennaio del 1973 e l’aliquota ordinaria, alla sua nascita, quella almeno applicabile alla maggior parte di beni e servizi, fu stabilita nella misura del 12% e nel corso dei successivi 50 anni ha subito diversi incrementi fino al 22% attuale.

Percentuali diverse, ancora oggi, e una storia che posa le proprie radici ideali sulla costituzione della CEE (La Comunità Economica Europea) nel 1957 ma un calcolo e un significato standard.

Di seguito, in questo articolo, tutto quello che bisogna sapere sull’IVA in una guida completa e dettagliata. 

Che cos’è l’IVA?

L’IVA è un’imposta indiretta e, come si può immaginare dal suo nome, riguarda il valore aggiunto della produzione e lo scambio di beni o servizi.

E’ stata sostanzialmente inserita nell’ordinamento italiano a seguito del recepimento di alcune direttive europee: gli Stati membri hanno reso necessaria la struttura dell’IVA dopo l’abolizione delle frontiere doganali, rendendola funzionale alla realizzazione della libera circolazione di beni e servizi nel territorio comunitario. L’IVA infatti, pur essendo applicata su ogni operazione economica, è destinata a restare neutrale nelle fasi di produzione o di scambio anteriori al consumo. In altre parole, a pagarla realmente sono soltanto i consumatori finali.

Ma che cos’è l’IVA, scendendo nel dettaglio? Vediamo meglio come si presenta in Italia nelle diverse aliquote..

Elenco aliquote IVA

L’aliquota ordinaria dell’IVA dal 1° ottobre 2013 è al 22%. Le percentuali sono cambiate nel corso del tempo, ma oggi, assieme all’ordinaria si trovano due aliquote ridotte, rispettivamente al 4%, al 5% e al 10%:

In tutti i casi queste aliquote sono il risultato di un’evoluzione normativa che si è adeguata alle molteplici dinamiche economiche del paese. Così, per calcolare il valore dell’IVA bisogna conoscere la tipologia del bene o del servizio interessato. Le due aliquote compensative che affiancano quella ordinaria sono state introdotte per quei beni e servizi che maggiormente incidono sul costo medio della vita. 

La maggior parte degli acquisti, di fatto, avviene con aliquota del 22%, ma per beni di prima necessità come gli alimentari o i servizi primari, come le utenze domestiche o le opere sulla prima casa, si scontano aliquote ridotte. Come? In base a tabelle prefissate che contemplano tutti i gruppi merceologici e la relativa imposta da applicare. 

A queste, poi, si aggiungono le operazioni esenti, non imponibili, ed escluse. Rientrano nella prima categoria le prestazioni sanitarie, le prestazioni didattiche ed educative, i trasporti urbani, tec. oppure operazioni creditizie, servizi finanziari e assicurativi. Nella seconda categoria rientrano le esportazioni e le operazioni assimilate. Mentre fra le operazioni escluse si annoverano quelle non soggette ad imposta come ad esempio certe fatturazioni.

Semplifica il calcolo dell’IVA con il nostro calcolatore

Per rendere ancora più semplice e immediato il calcolo dell’IVA, abbiamo sviluppato un pratico calcolatore interattivo. Questo strumento è progettato per aiutarti a calcolare velocemente l’IVA applicabile, senza doverti affidare a calcoli manuali.

Calcolatore IVA

Come funziona

  1. Inserimento Importo: Inserisci l’importo netto del bene o del servizio nel campo dedicato.
  2. Scelta dell’Aliquota: Seleziona l’aliquota IVA appropriata dal menu a discesa. Puoi scegliere tra le aliquote standard in Italia: 22%, 10%, 5% e 4%.
  3. Risultati Immediati: Clicca sul pulsante “Calcola” e visualizza istantaneamente sia l’IVA calcolata sia l’importo totale.

Perché utilizzarlo

Il nostro calcolatore elimina il rischio di errori nel calcolo dell’IVA, garantendo risultati precisi in pochi secondi. È uno strumento indispensabile sia per i professionisti che per i privati, facilitando il calcolo delle diverse aliquote IVA in maniera intuitiva e immediata.

Calcolo dell’IVA con calcolatrice

Ma a cosa serve il calcolo dell’IVA? Le ragioni possono essere molteplici e, in fin dei conti, l’operazione si riduce al calcolare una percentuale piuttosto semplice. Ma le cifre in gioco possono essere tuttavia piuttosto alte. E da qui la ragione per la quale può essere più semplice calcolare l’Iva utilizzando la calcolatrice, magari per fare un semplice preventivo ma in modo accurato per i propri clienti, offrendo un prezzo finale corretto senza dover fare l’errore di guadagnare meno oppure versare tasse all’Agenzia delle Entrate che non erano state calcolate.

Per quanto si tratti di un calcolo semplice è facilissimo incappare in errori grossolani anche nel calcolare l’IVA con la calcolatrice. Errori che possono portare, ad esempio, banalmente, ad un minor guadagno. Saper esporre l’IVA consente anche ai clienti di comprendere al volo quale sia il reale valore del bene o servizio che stanno acquistando e quanto sia la tassazione. Ci sono poi quei casi nei quali sarà necessario, da un totale non diviso tra imponibile e IVA, sapere con esattezza a quanto ammonti il primo e quanto sia il valore della seconda: in questo caso si parla di scorporo dell’IVA.

Quale che sia il lato da cui si affronta la questione, il calcolo dell’IVA si può tranquillamente eseguire con la calcolatrice dello smartphone senza dover conoscere particolari rudimenti di contabilità. 

In pratica: fatto 100 il prezzo pieno di un prodotto o di un servizio (imponibile +IVA) e considerato x come la percentuale di IVA che interessa conoscere (che può essere del 4%, del 10% o del 22%), la formula per calcolare l’IVA è come segue:

50€ (il nostro 100) e si vuole scorporare l’IVA al 22% (la nostra incognita x) dal totale bisogna dividere questo numero il primo numero per 1,22 secondo una semplice proporzione: 50(euro):100=x:22;

Quindi, facendo due calcoli veloci di esempio, per calcolare l’IVA con la calcolatrice: 50/1.22 = 40,98 (che può considerarsi il netto senza IVA),

In questo modo si è ottenuto l’imponibile. A questo punto, con la calcolatrice, si calcolerà l’IVA che interessa con una semplice sottrazione: 50-40,98=9,02 euro.

Riassumendo, la formula per calcolare la percentuale d’imposta è IVA = (prezzo netto imponibile * aliquota IVA) / 100. Per arrivare al prezzo lordo da pagare (con IVA da versare) basta sommare l’imponibile IVA netto: Importo lordo = IVA + netto imponibile.

Calcolo IVA con excel

Calcolare l’IVA con Excel risulta ancora più immediato rispetto all’operazione con la calcolatrice. Non importa che l’IVA sia al 4% o al 10%, oppure al 22%, poiché sarà sufficiente sapere qual è l’aliquota che interessa. La formula di excel sarà dunque flessibile proprio per poter permettere variazioni dell’IVA anche magari dovute a futuri aumenti.
Il calcolo in sé è una proporzione che non necessita di formule particolari, e può essere molto utile, ad esempio, per la compilazione di un listino.
Si può trattare di un calcolo IVA sull’imponibile o di uno scorporo IVA. Nel primo caso, in una casella (A4) di un foglio di calcolo di excel si inserirà il valore dell’imponibile, mentre nella casella sottostante, A5, si inserirà il valore dell’IVA in percentuale (es. 22%). Nella cella A6 si scriverà dunque la formula excel seguente: =A4*(1+C5) e il risultato sarà il valore finale costituito da imponibile più IVA. Nel secondo caso, invece, dello scorporo, nella casella B4 inseriremo il totale IVA inclusa, nella casella B5 il valore dell’IVA espresso in percentuale (es. 22%) e nella casella B6 si scriverà la formula excel: =B4/(1+B5) per ottenere l’imponibile. Anche in questo caso, volendo, l’IVA sarà la differenza tra i valori in B4 e B6.

Cenni storici, come è cambiata la percentuale nel tempo

Si potrebbe dire che la storia dell’IVA è piuttosto variegata, nel senso che da quando è stata introdotta, ad intervalli più o meno costanti, è sempre cresciuta nel tempo. Abbiamo visto come si calcola l’IVA, vediamo ora un po’ della sua storia. Come accennato in precedenza, alla sua entrata in vigore, il 1º gennaio 1973, l’aliquota ordinaria, quella applicabile alla maggior parte di beni o servizi, fu stabilita nella misura del 12%. Soltanto quattro anni più tardi, nel 1977 venne portata al 14% e tre anni dopo, nel 1980, salì al 15%. Gli anni ‘80 del secolo scorso furono sono ricchi di balzelli: l’IVA salì ancora di un punto, fino al 19%, nel 1988. Per quasi un decennio, poi, non ci furono altre variazioni, fino al 1997, quando si assestò al 20% e vi rimase per ben 14 anni, ovvero fino al 2011, quando tornò a salire e precisamente fino al 21%. Con la legge di stabilità del 2013, poi, l’IVA raggiunse il 22%, che in Italia regge ancora oggi, mentre è rimasta al 4% per beni alimentari, di prima necessità e beni agricoli, e al 10% per i beni e prodotti turistici e per le opere edili (esclusa la vendita degli immobili).

Curiosità, a quanto ammonta negli altri paesi UE?

E all’estero? Anche in Europa l’Iva si è “mossa” come in Italia e soprattutto, incide nello stesso modo per i consumatori? Nell’area mediterranea le aliquote ordinarie si equivalgono: in Francia è al 20%, in Spagna al 21%. In Irlanda, da un anno a questa parte, dal 21% l’IVA è passata al 23%, mentre in Germania è al 19% con un’unica aliquota agevolata al 7%. L’Ungheria è lo Stato con l’aliquota più alta, al 27%, ma in generale anche nel nord Europa non sono da meno: Svezia e Danimarca (25%) e Polonia (23%), assieme a Grecia (24%) e Portogallo (23%) permettono all’Italia di non essere la nazione con l’imposta valore aggiunto più alta d’Europa. Dove si paga meno? A Malta, col 18%.

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