richiedere un brevetto

Come richiedere un brevetto: tutto quello che devi sapere per proteggere le tue idee


Un brevetto è una forma di proprietà intellettuale che conferisce al suo titolare il diritto legale di escludere altri dalla produzione, dall’uso o dalla vendita di un’invenzione per un periodo limitato di anni. Richiedere un brevetto è importante perché incoraggia l’innovazione fornendo agli inventori un incentivo finanziario per far conoscere le loro invenzioni, oppure per permettere alle aziende di utilizzarle in via esclusiva. Questo strumento di protezione consente alla società di beneficiare delle nuove tecnologie e fornisce anche un modo per altri inventori di basarsi sulla tecnologia esistente.

La norma sui brevetti, soprattutto in Europa e in Italia, è piuttosto complessa, tuttavia ci sono alcuni capisaldi da tenere a mente: quello fondamentale è che il brevetto deve fornire una soluzione a un problema tecnico, e questa soluzione deve essere nuova e frutto dell’ingegno. Inoltre, come vedremo, perché un’invenzione sia brevettabile deve essere descritta in modo sufficientemente dettagliato nella domanda. Ecco perché la stesura della domanda di brevetto è un passaggio fondamentale. 

Quanto costa ottenere un brevetto?

Fortunatamente a questa domanda possiamo trovare una risposta chiara e diretta da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, che mette a disposizione una pagina dedicata proprio a questo argomento.

Se la domanda viene effettuata telematicamente, il costo base per depositare un brevetto per via telematica è di 50 euro. Chi preferisce il vecchio sistema cartaceo dovrà affrontare un costo base di 120 euro in qualsiasi caso. Se si tratta di un brevetto d’invenzione, il costo per il deposito cartaceo può salire fino a 600 euro, in base al numero di pagine. 

Dal momento che i brevetti registrati in Italia offrono anche una copertura internazionale nei paesi dell’Unione Europea, è inoltre necessario fornire una traduzione in inglese della rivendicazione. In alternativa queste vengono tradotte dall’Ufficio Brevetti con un costo aggiuntivo di 200 euro per richiesta.

Per gli inventori particolarmente prolifici inoltre bisogna aggiungere che ogni rivendicazione oltre alla decima di brevetti di invenzione presenta un costo aggiuntivo di 45 euro.

Per mantenere un brevetto oltre i cinque anni sono inoltre previsti costi aggiuntivi che vanno dai 60 euro per il sesto anno fino ai 650 euro degli anni dal quindicesimo al ventesimo, soglia massima possibile. 

Chi può richiedere un brevetto?

Dal punto di vista strettamente formale, chiunque può richiedere un brevetto, presentando la domanda e fornendo la documentazione all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Si tratta però di un lavoro che richiede sia competenze tecniche (bisogna, per esempio, presentare descrizioni e disegni tecnici), sia competenze burocratiche e amministrative per fare sì che la domanda vada a buon fine. 

Insomma, chi abbia una buona idea che ritiene pronta per essere brevettata troverà una soluzione più semplice nel rivolgersi a qualche servizio di consulenza specializzato. CNA Biella, per esempio, fra i servizi per i propri associati, mette anche a disposizione quello per la registrazione di marchi e brevetti. In alternativa, per una prima analisi conoscitiva è possibile rivolgersi anche al proprio legale o all’ufficio legale della propria azienda.

Quanto tempo ci vuole per richiedere un brevetto?

Anche in questo caso la risposta arriva direttamente dal MISE: attualmente si tratta di una procedura piuttosto lunga. L’iter completo infatti si concretizza, secondo quanto indicato dal Ministero, in 24 / 25 mesi in caso di ricezione positiva del brevetto. Durante questo periodo è possibile, per esempio, decidere se estendere la domanda di brevetto all’estero (entro 12 mesi dal deposito in Italia), oppure presentare osservazioni ed eccezioni al rapporto di ricerca fornito dall’Ufficio Brevetti e Marchi in seguito alla domanda.

In caso di rifiuto è possibile anche presentare un ricorso, entro 60 giorni dal rifiuto stesso. 

Insomma, chi voglia cimentarsi con la registrazione di un brevetto, deve prepararsi a tempi di gestione piuttosto lunghi. 

Come si scrive una domanda di brevetto?

In realtà non esiste un “modello” obbligatorio di domanda da seguire. O meglio, esistono due moduli standard per effettuare la domanda, a seconda che si tratti di un brevetto di invenzione o di utilità, ma insieme a questi deve essere depositata una relazione tecnica il cui formato è aperto.

Gli unici due fattori di certezza sono che la relazione deve includere sia un riassunto sia quelle che vengono chiamate rivendicazioni, che in pratica possiamo definire i “come” e i “perché” del brevetto: occorre insomma spiegare in modo chiaro a cosa serve l’idea presentata e quali sono gli elementi che la contraddistinguono rispetto a eventuali altre soluzioni già esistenti. 

La descrizione del progetto, e in generale tutta la documentazione, deve essere di carattere tecnico: le domande, infatti, vengono vagliate da esperti di ciascun settore. Chiaramente è possibile, e anzi è consigliato, includere schemi e disegni tecnici dell’invenzione, corredati di spiegazione. 

Un lavoro piuttosto complesso, che presenta per chi non è esperto diversi margini di errore: ecco perché è consigliabile rivolgersi a servizi terzi specializzati nella richiesta.

Perché è importante registrare i brevetti prima di vendere online?

Di fatto i brevetti costituiscono la tutela della proprietà intellettuale su invenzioni e soluzioni delle aziende. Quando si vende online, le merci e i prodotti sono potenzialmente esposti a tutto il mondo, anche a zone con tutele minori di quelle offerte in Italia e in Europa. In questo caso, un brevetto serve non solo a tutelare il proprio lavoro (ed eventualmente a monetizzare l’idea), ma anche come forma di protezione da azioni poco trasparenti. Così come avviene per i marchi, infatti, c’è un rischio, minimo ma reale, che un’idea particolarmente vincente possa essere brevettata o registrata altrove, con gravi conseguenze per l’azienda che l’ha proposta per prima.

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