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Come stanno le nostre imprese? La nostra indagine, termometro dello stato della crisi nel biellese

By |2 Maggio 2016|News|

Una crisi senza fine. Dalla nostra indagine emerge ancora tutta la sofferenza che insiste sugli artigiani e le piccole imprese e cresce l’esasperazione verso l’eccessiva tassazione e il peso della burocrazia.

Anche nel 2015 è stato negativo il saldo delle imprese artigiane e sono l’eccessiva tassazione e la diabolica burocrazia i nemici principali, i mostri da abbattere.

Oltre al “sentimento” delle imprese, abbiamo voluto presentare cifre e considerazioni per permettere a tutti di conoscere e riflettere, soprattutto chi è stato chiamato a governare questo territorio. La conoscenza delle realtà economiche è oggi più che mai importante per capire attraverso di esse il vero stato di salute economico della nostra area geografica.

Ad oggi, le micro, piccole e medie imprese dell’artigianato biellese, come evidenziato lo scorso anno, rappresentano ancora un malato che non ha ancora arrestato il proprio stato febbrile.

Le cure, che principalmente si è autosomministrato, non hanno ancora sconfitto la malattia e a malapena, al prezzo di enormi fatiche, riescono a conservarne ancora l’energia in attesa della guarigione completa. La ripresa quindi, di cui si sente tanto parlare, non solo non è ancora arrivata, ma è ben lungi dall’essere individuata e percepita.

C’è invece ancora crisi, tanta crisiE con essa la sofferenza, o meglio l’insofferenza e la rabbia che si fa sempre più fatica a contenere, soprattutto nel settore edile che soffre più di altri l’attuale fase economica anche a causa dell’elevato numero di micro imprese individuali di cui è composto.

Oltre la crisi, infatti, questo settore, che con il suo indotto costituisce più del 50% delle imprese iscritte all’Albo Artigiani, sta subendo un vero e proprio inasprimento burocratico dalle autorità preposte alla vigilanza nei cantieri che, applicando correttamente, ma pedissequamente leggi, regolamenti e circolari dello Stato, stanno creando notevoli problemi nei rapporti di lavoro tra colleghi in un momento in cui, senza voler nulla togliere alle regole scritte, ci sarebbe sicuramente bisogno di più buon senso, come è stato per altro negli ultimi quattro, cinque anni e come sembra ancora esserci in molti territori confinanti il nostro.

Scarica il risultato della nostra indagine cliccando qui.