Il Governo ha emanato misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (Coronavirus), che impattano sull’attività delle imprese e sulla gestione del personale dipendente, con distinzione tra quelle che operano nei territori interessati dall’applicazione delle misure di contenimento (“Zone rosse”) e non.

Questi provvedimenti:

– sono in vigore dal 23 febbraio 2020 e sono efficaci per quattordici giorni, salva diversa successiva disposizione;

– non prevedono, al momento, nuove misure di sostegno al reddito dei lavoratori interessati alla sospensione dell’attività lavorativa, rispetto a quelle attualmente in vigore;

– non prevedono, al momento, alcuna sospensione dei termini di versamento e degli adempimenti (fiscali, contributivi, ecc.) in scadenza nel suddetto periodo.

In proposito, è in corso un confronto tra Ministero del lavoro e Parti sociali, al fine di definire le misure di cui ai punti precedenti.

È stata inoltre prevista una misura finalizzata ad agevolare il ricorso al lavoro agile (Smart working), consentendo l’applicazione della relativa disciplina, in via automatica a ogni rapporto di lavoro subordinato nell’ambito di aree considerate a rischio nelle situazioni di emergenza nazionale o locale nel rispetto dei principi previsti dalla norma di riferimento e anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti.

Gli impatti operativi della normativa in esame si possono suddividere fra:

A. imprese che operano nei territori interessati dall’applicazione delle misure di contenimento (“zone rosse”);

B. imprese che operano al di fuori di tali territori, eventualmente coinvolti da altri provvedimenti restrittivi (es. Ordinanze regionali) e non.

 

A. Imprese che operano nei territori interessati dall’applicazione delle misure di contenimento (“zone rosse”).

In base ai provvedimenti attualmente vigenti, i territori interessati dall’applicazione delle misure contenimento (“zone rosse”) sono i seguenti:

  • Regione Lombardia: comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini.
  • Regione Veneto: Vò.

Per prevenire e contrastare l’ulteriore trasmissione del virus si prevede che nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile a una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica.

La violazione delle misure di contenimento, salvo che non costituisca più grave reato, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a € 206,00 (art. 650 c.p. Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità).

Con riferimento ai Comuni sopra elencati (zone rosse), le misure vigenti impongono, tra le altre:

a) divieto di allontanamento dai Comuni interessati da parte di tutti gli individui comunque presenti negli stessi;

b) divieto di accesso a tali Comuni;

c) sospensione di manifestazioni, eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;

d) sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni forma e grado, nonché della frequenza di attività scolastiche e di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza;

e) sospensione anche dei viaggi di istruzione in Italia e all’estero;

f) sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti e luoghi;

g) sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, secondo le modalità e i limiti indicati con provvedimento del Prefetto territorialmente competente;

h) sospensione delle procedure pubbliche concorsuali, indette e in corso nei comuni della “zona rossa”;

i) chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi pubblici essenziali, secondo le modalità e i limiti indicati con provvedimento del Prefetto territorialmente competente, compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità;

l) obbligo di accedere ai servizi pubblici essenziali, nonché agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità indossando dispositivi di protezione individuale o adottando particolari misure di cautela individuate dal Dipartimento di prevenzione delle ASL competenti per territorio;

m) sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone, terrestre, ferroviario, nelle acque interne e pubblico locale, anche non di linea, con esclusione del trasporto di beni di prima necessità e deperibili e fatte salve le eventuali deroghe previste dai prefetti territorialmente competenti;

n) sospensione delle attività lavorative per le imprese, a esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, ivi compresa l’attività veterinaria, nonché di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza. Il Prefetto, d’intesa con le autorità competenti, può individuare specifiche misure finalizzate a garantire le attività necessarie per l’allevamento degli animali e la produzione di beni alimentari e le attività non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante e animali;

o) sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal Comune o dall’area indicata.

Le misure di cui alle lettere a), b) e o) – divieto di allontanamento, accesso e svolgimento di attività lavorativa – non si applicano al personale sanitario e al personale delle Forze di polizia, Vigili del fuoco e Forze armate.

Gli individui che dal 1° febbraio 2020 sono transitati e hanno sostato nei comuni sopra elencati sono obbligati a comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, ai fini dell’adozione, da parte dell’autorità sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza.

Inoltre, gli individui che hanno avuto contatti con casi confermati di Coronavirus o che abbiano fatto ingresso in Italia dopo avere soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono sottoposti, rispettivamente, alla quarantena o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, per quattrodici giorni (Ministero della Salute, ordinanza 21 febbraio 2020).

 

Lavoro agile

È agevolato il ricorso al lavoro agile o Smart working.

In particolare, lo Smart working può essere introdotto in via automatica a ogni rapporto di lavoro subordinato nell’ambito di aree considerate a rischio nelle situazioni di emergenza nazionale o locale nel rispetto dei principi previsti dalla norma di riferimento e anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti. Tale disposizione, pertanto, è applicabile non solo nei Comuni sopra elencati ma, in via generale, al verificarsi delle situazioni di emergenza nazionale o locale.

Qualora si verifichino tali condizioni, gli obblighi di informativa sulla sicurezza sono resi in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’INAIL.

 

Rispetto alla gestione dei rapporti di lavoro, possono profilarsi le seguenti situazioni:

A.1) Sospensione dell’attività di impresa nei Comuni della “zona rossa”: fatta eccezione per le attività che possono svolgersi in modalità domiciliare o a distanza, i lavoratori sono sospesi dall’attività. Occorre attendere disposizioni in merito a eventuali misure di sostegno al reddito aggiuntive rispetto a quelle ordinariamente previste.

Tale sospensione, con le relative conseguenze, non può che estendersi, in via indiretta, alle imprese che pur avendo sede al di fuori dei comuni della “zona rossa” operano all’interno degli stessi (es. imprese che gestiscono i servizi di trasporto di merci e persone, ecc.).

A.2) Sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal Comune o dall’area indicata: per tali lavoratori, in considerazione dell’obbligo di non allontanarsi dai comuni della “zona rossa”, il datore di lavoro – avente sede al di fuori di tali territori – è tenuto a giustificare l’assenza e a non ammettere nelle proprie sedi tali lavoratori, in violazione degli obblighi imposti.

Se l’attività può essere svolta a distanza, è presumibile che anche a tali lavoratori, a temperamento del divieto, sia applicabile la possibilità di continuare a rendere la prestazione in modalità Smart working.

Se ciò non è possibile, l’assenza è giustificata; è da ritenere che, al momento, non sia previsto alcun obbligo in capo al datore di lavoro di provvedere direttamente a retribuire i lavoratori durante il periodo di sospensione. Sarà pertanto possibile riconoscere ai lavoratori la fruizione di periodi di ferie o permessi retribuiti. Si resta in attesa di eventuali misure specifiche a sostegno del reddito.

A.3) Lavoratori sottoposti alle misure di quarantena o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di quattordici giorni.

In assenza del conclamarsi dello stato di malattia, almeno ad oggi, mancano istruzioni dell’INPS che possano legittimare una parificazione di tale condizione allo stato di malattia retribuito e/o indennizzato.

Se l’attività può essere svolta a distanza, anche per tali lavoratori è possibile consentire la prestazione in modalità Smart working.

È da ritenersi, al momento, che non sia previsto alcun obbligo in capo al datore di lavoro di provvedere direttamente a retribuire i lavoratori durante tale periodo di sospensione. Sarà pertanto possibile riconoscere ai lavoratori la fruizione di periodi di ferie o permessi retribuiti.

 

B) Imprese che operano al di fuori di tali territori, eventualmente coinvolti da altri provvedimenti restrittivi (es. Ordinanze regionali) e non.

Anche al di fuori di tali Comuni, diverse Regioni (ad esempio, Emilia-Romagna, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Val d’Aosta) e per territori delle Regioni Lombardia e Veneto diversi dalla “zona rossa”, sono intervenute varie Ordinanze regionali, a seconda della situazione, che hanno adottato tutte o solo alcune delle misure indicate dal Governo.

Rispetto alla gestione dei rapporti di lavoro, possono profilarsi le seguenti situazioni:

B.1) Sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune o nell’area interessata (“Zona rossa” individuata dal Dpcm): il datore di lavoro è tenuto a giustificare l’assenza e a non ammettere nelle proprie sedi tali lavoratori, in violazione degli obblighi imposti.

Se l’attività può essere svolta “a distanza”, è da ritenersi che anche a tali lavoratori sia applicabile la possibilità di continuare a rendere la prestazione in modalità Smart working. Se ciò non è possibile, l’assenza è giustificata.

È presumibile, al momento, che non sia previsto alcun obbligo in capo al datore di lavoro di provvedere direttamente a retribuire i lavoratori durante il periodo di sospensione. Sarà pertanto possibile riconoscere ai lavoratori la fruizione di periodi di ferie o permessi retribuiti. Si resta in attesa di eventuali misure specifiche a sostegno del reddito.

B.2) Divieto di inviare propri lavoratori nei Comuni dalla “Zona rossa”

B.3) Divieto di ammettere nei propri locali individui (non solo dipendenti, ma anche fornitori, clienti, visitatori, ecc.) provenienti dalla “Zona rossa”

B.4) Qualora, a partire dal 1° febbraio 2020, l’azienda abbia inviato lavoratori nei Comuni della “Zona rossa” oppure nelle aree della Cina interessate dall’epidemia, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità per svolgervi attività, pur essendo imposto l’obbligo in capo agli individui, è opportuno che informi della circostanza il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL.

B.5) Lavoratori sottoposti alle misure di quarantena o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di quattordici giorni (in tutti i casi previsti dall’art. 2 del Dpcm in esame e ordinanza 21 febbraio 2020 del Ministero della salute: l’assenza dal lavoro è giustificata.

In assenza del conclamarsi dello stato di malattia, almeno ad oggi, mancano istruzioni dell’INPS che possano legittimare una parificazione di tale condizione allo stato di malattia retribuito e/o indennizzato.

Se l’attività può essere svolta “a distanza”, anche per tali lavoratori è possibile consentire la prestazione in modalità Smart working. Al momento è da ritenersi che non sia previsto alcun obbligo in capo al datore di lavoro di provvedere direttamente a retribuire i lavoratori durante tale periodo di sospensione. Sarà pertanto possibile riconoscere ai lavoratori la fruizione di periodi di ferie o permessi retribuiti.

B.6) Sospensione di attività e servizi per effetto di provvedimenti territoriali (es. chiusura palestre, servizi scolastici e conseguente sospensione di servizi annessi ecc.): si ritengono applicabili le indicazioni che riguardano la sospensione dell’attività di impresa nei Comuni della “zona rossa” (punto A.1).

Il datore di lavoro, in base al territorio in cui ha la propria sede lavorativa, dovrà attenersi alle indicazioni specifiche contenute nelle Ordinanze regionali, che possono essere anche più restrittive, in particolare, se trattasi della “zona rossa”.

Ogni eventuale ulteriore chiarimento può essere richiesto al nostro Ufficio Paghe.

 

Altre misure generalizzate

Nei restanti territori, si suggerisce alle aziende di osservare, sulla base di una valutazione del rischio, almeno le seguenti misure preventive e precauzionali (oltre a quanto indicato ai punti precedenti):

  • evitare occasioni di aggregazione in luoghi chiusi (meeting, riunioni, ecc.), favorendo le riunioni in modalità videoconferenza, Skype o simili;
  • limitare il più possibile la visita di clienti e fornitori esterni presso le sedi lavorative. Qualunque visita di esterni deve essere comunicata preventivamente alla Direzione;
  • attivare, qualora la mansione sia compatibile, la possibilità di lavorare in modalità smart working, in alternativa concedere la possibilità di utilizzare ferie o permessi retribuiti o prevedere, in presenza dei requisiti, il ricorso agli ammortizzatori sociali;
  • nelle situazioni in cui i lavoratori sono impegnati stabilmente nei locali aziendali, assicurare la salubrità degli ambienti, ad esempio prevedendo l’accurata pulizia degli spazi e delle superfici con appositi prodotti igienizzanti, dotandoli anche di guanti o mascherine protettive e simili accorgimenti, sempre in base alla valutazione dei rischi e alla specifica attività svolta.

Sul piano sanitario, si ricorda che coloro che riscontrano sintomi influenzali o problemi respiratori non devono andare in pronto soccorso, ma devono chiamare il numero 112 (118 nelle regioni in cui non è attivo il numero unico europeo ad esempio in Veneto): il personale della Centrale Operativa valuterà ogni singola situazione e adotterà le misure necessarie.

Per informazioni generali chiamare 1500, il numero di pubblica utilità attivato dal Ministero della Salute o i numeri al momento attivati dalle singole Regioni:

  • Lombardia 800.89.45.45
  • Veneto 800.46.23.40
  • Piemonte 800.333.444
  • Piacenza 0523 317979 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13)
  • Emilia Romagna 800 033 033
  • Campania 800 90 96 99

Per tutti valgono le raccomandazioni di seguire le buone prassi igieniche per la prevenzione delle malattie a trasmissione respiratoria:

  • lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi;
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di affezioni respiratorie acute;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca se non ci si è lavati le mani;
  • coprire la bocca ed il naso quando si tossisce o si starnutisce; non usare gli antibiotici se non consigliati dal medico; pulire le superfici con disinfettanti a base di alcol;
  • usare la mascherina solo in caso di presenti sintomi quali tosse o starnuti, o se si assiste una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus (viaggio recente in Cina o altre aree a rischio e sintomi respiratori);
  • i prodotti made in China e i pacchi in arrivo dalla Cina non costituiscono pericolo;
  • contattare il numero verde 1500 se tornando dalla Cina si hanno sintomi influenzali;
  • i propri animali di compagnia non costituiscono pericolo di contagio.

Nella giornata di domenica 23 febbraio, la Regione Piemonte per contrastare la diffusione del Coronavirus, ha diramato dei provvedimenti contenenti aspetti che rendono poco chiaro il comportamento da adottare da parte di artigiani operanti nel settore dei servizi alla persona, per esempio acconciatori e centri estetici, ristorazione e commercianti.

Il presidente di CNA Piemonte Fabrizio Actis e il segretario Filippo Provenzano hanno incontrato lunedì 24 febbraio il Presidente della Giunta regionale Alberto Cirio e l’assessore alle attività produttive Andrea Tronzano. I vertici di CNA Piemonte hanno affermato: “Abbiamo raccolto una situazione di forte incertezza che investe le nostre attività artigiane dei servizi alla persona e gli esercizi commerciali. In questo senso è stata chiesta una specifica circolare esplicativa regionale relativa all’ordinanza emanata ieri che consenta di dare indicazioni chiare e omogenee per tutto il territorio regionale”. Il Presidente Cirio, poche ore dopo, ha emesso un’ordinanza per escludere dalla sospensione tutte le attività economiche, agricole, produttive, sanitarie, sociosanitarie, commerciali e di servizio.

Qui il testo integrale.

Tutto il Sistema delle CNA Piemontesi ha intrapreso un percorso di monitoraggio sulle ripercussioni economiche e produttive nei differenti settori delle micro e piccole imprese piemontesi dovute alla gestione dell’emergenza Coronavirus e ne daranno comunicazione costantemente nei prossimi giorni.