Costantini confermato al timone di CNA Nazionale per i prossimi quattro anni. Delegazione biellese a Roma per l’Assemblea elettiva
Dario Costantini resta alla guida di CNA per i prossimi quattro anni. A confermarlo nella sua carica di Presidente nazionale fino al 2029 è stato il voto unanime dell’Assemblea elettiva, che si è riunita oggi, giovedì 4 dicembre 2025, a Roma.
Tra i delegati che hanno votato per la riconferma, anche una rappresentanza di CNA Biella, composta dal Presidente Andrea Valentini, dal Vice Presidente Filippo Miotto, e dalla Direttrice Valentina Gusella.
L’incontro capitolino è stato anche l’occasione per tracciare un primo bilancio delle attività svolte nell’ultimo quadriennio dall’attuale Presidenza e per presentare il piano strategico che ha come obiettivo dichiarato la crescita del nostro Paese, grazie al contributo della galassia socio-economica rappresentata proprio dagli artigiani.
Sono cinque le priorità della Confederazione. Le ha enumerate lo stesso Presidente Costantini nel suo doppio intervento, il primo nel corso dell’Assemblea privata e il secondo in quella aperta al pubblico: lavoro, energia, credito, burocrazia, e riforma della Legge quadro dell’Artigianato (quella in vigore ha ormai “festeggiato” il 40° compleanno).
Tutte priorità che, a ben vedere, rappresentano oggi delle criticità, spine nel fianco che complicano la vita a tanti micro e piccoli imprenditori italiani.
«Dal Trentino alla Sicilia – ha sottolineato il Presidente nazionale -, tutte le nostre imprese faticano a trovare dipendenti. Una su tre non trova alcun candidato e solo l’11% ha la fortuna di trovare il profilo idoneo. Servono strumenti fiscali e finanziari per agevolare il passaggio generazionale e non disperdere competenze preziose».
Peraltro, se è vero che l’artigianato è tradizione, dall’altro non ci si può permettersi di rinunciare all’innovazione. «Le piccole imprese che utilizzano stabilmente l’intelligenza artificiale sono il 30% del totale, il doppio rispetto allo scorso anno», ha spiegato Costantini.
Certo, oggi il contesto in cui le nostre imprese sono costrette ad operare e competere è tutt’altro che incentivante, se non addirittura penalizzante. «Conviviamo con una pesante stretta del credito. In 15 anni è crollato del 75% alle piccole imprese, -23% negli ultimi 4 anni. Confidiamo che la Nuova Artigiancassa possa rappresentare la svolta e siamo fiduciosi che il Governo stanzi risorse adeguate per l’efficacia dello strumento».
Ancora cruciale il tema del costo degli approvvigionamenti energetici: «Il prezzo all’ingrosso è tornato ai livelli pre-crisi – ha ricordato il Presidente -, ma le nostre imprese pagano l’energia il 50% in più di quattro anni fa. Dobbiamo agire su due fronti: riformare la struttura della bolletta, perché gli oneri generali di sistema sono il doppio della media europea e occorre più concorrenza tra gli operatori del settore energetico, che hanno realizzato 70 miliardi di profitto dal 2021 a oggi».
Contestualmente, bisogna stimolare la produzione da fonti rinnovabili e per questo «abbiamo presentato il progetto per l’auto-produzione che poi è stato inserito in Transizione 5.0. Un’occasione non sfruttata al meglio», ha chiosato Costantini.
La burocrazia continua a rappresentare un muro quasi invalicabile, che ostacola investimenti e crescita. «Le nostre 100 proposte di semplificazione – ha affermato il numero uno di Piazza Mariano Armellini – consentirebbero risparmi per 7 miliardi all’anno alle imprese, a costo zero per lo Stato. Siamo tra i grandi sponsor delle semplificazioni e la collaborazione con il Ministro Zangrillo porterà risultati concreti. Il decreto in arrivo porterà risparmi burocratici pari a 1.500 euro ad ogni impresa italiana».
L’ultimo nodo da sciogliere riguarda la riforma della Legge quadro dell’Artigianato: «Era il nostro grande obiettivo a inizio mandato – ha precisato Costantini – e la legge annuale sulle Pmi contiene la delega al Governo per modernizzare la normativa, superando limiti dimensionali e vincoli societari che non hanno più alcun senso. Ora abbiamo nove mesi per scrivere norme moderne, per consentire all’artigianato italiano di essere ancora l’emblema del rinascimento del nostro Paese», ha concluso il Presidente Costantini.



















