Il Decreto Legge 17 marzo 2020 numero 18, cosiddetto “Cura Italia”, è composto da 5 Titoli che contengono ben 127 articoli che, tra gli altri, comprendono la sospensione degli adempimenti amministrativi e delle maggiori scadenze fiscali, nonché per il sostegno al reddito.

Il Decreto introduce anche importanti misure atte a sostenere le imprese, i lavoratori e le famiglie.

In questo nostro primo commento sintetico, non ci occuperemo dei Titoli 1 (Misure di potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale) e 5 (Ulteriori Disposizioni), ma cercheremo di dare delle prime risposte sulle misure che interessano il sostegno al lavoro (Titolo 2), il sostegno alla liquidità attraverso il sistema bancario (Titolo 3), e le misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese (Titolo 4), non commentando le proroghe relative alla cosiddetta “zona rossa” in quanto, fortunatamente, il nostro territorio non vi rientra.

In relazione alle scadenze, le imprese devono essere suddivise in tre blocchi.

  • Settori maggiormente danneggiati: imprese turistico ricettive, bar, ristoranti, gestori di teatri e cinema, soggetti che gestiscono mostre e fiere, soggetti che gestiscono asili nido e scuole, autotrasportatori ecc.;
  • Contribuenti con ricavi inferiore ai due milioni di euro;
  • Altre: imprese non rientranti nei settori maggiormente danneggiati con ricavi superiori ai due milioni di euro.

Premesso che per tutti vi è stata la proroga di tutte le scadenze fino a venerdì 20 marzo, vediamo ora nel dettaglio cosa prevede il decreto.

Settori maggiormente danneggiati

Sono sospesi i versamenti che scadono nel periodo compreso fra l’8 marzo e 30 aprile 2020 che riguardano:

  • ritenute alla fonte su redditi di lavoro dipendente e assimilato che tali soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;
  • contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria.

Il versamento dell’IVA invece è sospeso nel periodo compreso fra l’8 marzo e 31 marzo 2020

Contribuenti con ricavi inferiori a due milioni di euro

Per questa categoria vengono sospesi i versamenti che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020, se della seguente natura:

  1. relativi alle ritenute alla fonte e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale su redditi di lavoro dipendente e assimilato che i menzionati soggetti hanno operato in qualità di sostituti d’imposta nei confronti di dipendenti e categorie assimilate (es. co.co.co.);
  2. relativi all’imposta sul valore aggiunto;
  3. relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

Per gli altri soggetti, cioè quelli con fatturato superiore a due milioni di euro e non rientranti nei settori maggiormente colpiti non è prevista nessuna sospensione dei versamenti che dovranno essere effettuati entro il 20 marzo.

Facciamo notare che gli altri versamenti, come ad esempio la tassa vidimazione libri sociali, l’imposta di registro sugli affitti e ritenute di acconto applicate sui compensi percepiti da lavoratori autonomi e alle provvigioni devono essere eseguiti entro il 20 marzo.

I versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

Cartelle di pagamento e rottamazione

Per tutti i soggetti è inoltre prevista la sospensione dei termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e di addebito, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020.

I pagamenti sospesi dovranno essere effettuati entro il mese successivo il periodo di sospensione, ovvero il 30 giugno 2020.

È inoltre disposto il differimento al 31 maggio 2020 della rata del 28 febbraio relativa alla cosiddetta rottamazione-ter e della rata in scadenza il 31 marzo del cosiddetto “saldo e stralcio”.

Adempimenti tributari

Sono sospesi tutti gli adempimenti tributari diversi dai versamenti che scadono nel periodo compreso fra l’8 marzo e il 31 maggio 2020. Tali adempimenti potranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni.

Credito di imposta per botteghe e negozi

Ai soggetti esercenti attività d’impresa è riconosciuto un credito di imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020 di immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Sono esclusi dal credito i soggetti con attività rientrante nelle categorie che possono rimanere aperte.

Indennità per professionisti, lavoratori con contratti di collaborazione, artigiani e commercianti

Sono coinvolti:

  • i liberi professionisti con partita Iva; i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla gestione separata;
  • i commercianti, gli artigiani, i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali;
  • gli operai agricoli e i lavoratori dello spettacolo non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria.

Per tali soggetti è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’importo non concorre alla formazione del reddito, e pertanto non è soggetta a imposizione.

L’indennità sarà erogata dall’INPS previo domanda.

Sostegno a reddito – cassa integrazione ordinaria e in deroga

Anche in questo caso per chiarezza faremo tre distinguo: Fondo Solidarietà Bilaterale Artigianato (FSBA), cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione in deroga.

Il primo strumento (FSBA) è riferito a tutte le imprese artigiane per le quali esiste una specifica modalità definita da una delibera d’urgenza del 2/3/2020 e che ha effetto dalle sospensioni intervenute dal 26/2/2020 al 31/3/2020 per la causale CODIV-19.

La procedura è stata semplificata rispetto al sostegno tradizionale, e il verbale di accordo sindacale deve essere inviato via mail all’Ente Bilaterale di Bacino di Biella, mentre l’accordo sottoscritto dalle parti sociali deve essere inviato a mezzo procedura SinaWeb sul sito FSBA.

I termini di 30 giorni dall’inizio della sospensione per l’inoltro della pratica sono temporaneamente sospesi.

I beneficiari sono i lavoratori assunti prima del 26/2/2020 ed è l’INPS che provvede al pagamento diretto.

In merito alla cassa integrazione ordinaria, i datori di lavoro che nell’anno 2020 si avvalgono della causale Emergenza COVID-19 possono presentare domanda di cassa integrazione ordinaria e di assegno ordinario:

  • per periodi di sospensione/riduzione decorrenti dal 23/2/2020 ed entro il mese di agosto 2020;
  • per una durata massima di 9 settimane;
  • a beneficio dei lavoratori in forza alla data del 23/2/2020.

Le domande devono essere presentate entro la fine del 4° mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione/riduzione. Sono richiesti l’espletamento della procedura d’informazione, la consultazione sindacale e l’esame congiunto, che possono essere svolti in via telematica entro 3 giorni successivi al giorno di richiesta.

I datori di lavoro privati non soggetti alla normativa in materia di integrazione salariale possono accedere ai trattamenti d’integrazione in deroga, in conseguenza dell’emergenza COVID-19, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a 9 settimane.

Il trattamento d’integrazione in deroga è riconosciuto, per l’anno 2020 a decorrere dal 23/2/2020 dalle Regioni o dalle province autonome:

  • ai datori di lavoro privati inclusi i datori di lavoro agricoli, della pesca, del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, esclusi i datori di lavoro domestico;
  • previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, per i datori di lavoro che occupano più 15 dipendenti (accordo quadro territoriale).

Ai lavoratori è riconosciuta la contribuzione figurativa.

L’iter per la concessione dei trattamenti di integrazione in deroga è il seguente:

  • le domande di cassa integrazione in deroga sono presente alle Regioni interessate;
  • la cassa integrazione in deroga è concessa con decreto delle Regioni interessate (nei limiti di spesa previsti) che provvedono anche alla verifica della sussistenza dei requisiti di legge;
  • le Regioni approvano le domande secondo l’ordine cronologico di presentazione;
  • le Regioni inviano all’istituto, entro 48 ore dall’adozione, il decreto di concessione, unitamente alla lista dei beneficiari.

L’INPS provvede al pagamento diretto delle prestazioni e al conseguente monitoraggio della spesa.

Per quanto ad oggi conosciuto la regione Piemonte e molte altre regioni non hanno ancora approvato né i modelli e le modalità di presentazione, ma soprattutto non ha ancora approvato il regolamento attuativo.

Sospensioni mutui e limiti alla revoca di affidamenti

Alle piccole e medie imprese, con esposizioni debitorie “in bonis” al 17 marzo 2020, che comunicano a banche e intermediari finanziari con un autocertificazioni in cui dichiarano di “aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19”:

  1. non possono essere revocati dal 29 febbraio 2020 al 30 settembre 2020, neanche per la parte non ancora utilizzata, le aperture di credito a revoca e i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti (es. Linee di cassa, Anticipo fatture/Ri.Ba/Export/Contratti, linee di factoring);
  2. sono prorogati fino al 30 settembre 2020 e alle medesime condizioni (unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità) i prestiti non rateali (es. finimport, finanziamenti bullet);
  3. viene sospeso fino al 30 settembre 2020 il pagamento delle rate di finanziamenti (anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie) e dei canoni di leasing. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione viene dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Anche se i finanziamenti sono erogati con fondi, in tutto o in parte, di soggetti terzi, le operazioni precedenti sono realizzate senza loro preventiva autorizzazione con allungamento automatico del contratto di provvista in relazione al prolungamento dell’operazione di finanziamento e alle condizioni originarie.

Per i finanziamenti agevolati è necessaria una comunicazione all’ente incentivante che entro 15 giorni può provvedere a fornire le eventuali integrazioni alle modalità operative.

Su richiesta del finanziatore, che deve indicare l’importo massimo garantito, viene concessa automaticamente e gratuitamente da parte del Fondo di Garanzia per le PMI una garanzia del 33%:

  • sui maggiori utilizzi degli affidamenti a revoca (punto 1), calcolati come differenza tra gli utilizzi al 30 settembre 2020 e quelli al 18 marzo 2020;
  • sui prestiti non rateali (punto 2);
  • sulle singole rate e canoni sospesi (punto 3).

Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”

Per un periodo di 9 mesi dall’entrata in vigore decreto, viene esteso ai lavoratori autonomi e ai professionisti il fondo di solidarietà sui mutui “prima casa”.

Pertanto, possono beneficiarne del fondo, non solo coloro che hanno subito la riduzione dell’orario o la sospensione dal lavoro in seguito all’allarme Coronavirus, ma anche – e per un periodo di 9 mesi – i lavoratori autonomi e i liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato “in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data”, una riduzione del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019, in seguito alla chiusura o alla riduzione del lavoro dovuta alle misure adottate dall’autorità competente con il diffondersi del Covid-19.

La domanda di sospensione delle rate del mutuo va presentata alla stessa banca erogatrice del finanziamento, compilando il modulo ufficiale disponibile sul portale Consap SPA allegando la documentazione necessaria ad attestare il verificarsi delle condizioni.

La banca inoltrerà poi l’istanza alla Consap, che farà le sue verifiche e rilascerà entro 15 giorni lavorativi il nulla osta.

Riservandoci di ritornare su questi argomenti con approfondimenti ulteriori ed estesi, ricordiamo che ogni ulteriore chiarimento e/o approfondimento può essere richiesto alla nostra sede di Biella raggiungibile al numero di telefono 015351121 o via email all’indirizzo: mailbox@biella.cna.it. I nostri uffici sono infatti chiusi al pubblico, ma il personale vi continua ad operare, ricevendo eventualmente su appuntamento.

Biella, 18 marzo 2020

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