Demografia imprese. Saldo 2022 in rosso, le parole del Presidente Pirali


Nei giorni scorso la Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte ha diffuso i dati relativi alla demografia imprese 2022. Il saldo è leggermente in rosso, con Novara unica provincia di quadrante in attivo (+0.35%). Lieve flessione per la provincia di Biella, che si attesta a -0.69%.

Fanalino di coda il VCO che fa registrare un più significativo -1.18%. Il dato complessivo di quadrante è anch’esso in leggera contrazione (-0.24%), contrastando, però, con quello regionale e nazionale, rispettivamente +0.25% e +0.79%.

Nel dettaglio, il 2022 ha fatto registrare la nascita di 3.522 nuove imprese a fronte di 4.830 cessazioni. Sulla base di questi numeri, sono 73.301 le attività complessivamente registrate nelle quattro province che compongono il quadrante.

«Come ci aspettavamo – commenta Gionata Pirali, Presidente di CNA Biella –, anche per il 2022 il recente report sull’andamento demografico redatto dalla nostra Camera di Commercio di quadrante, non porta dati incoraggianti. La Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte registra, infatti, 4.830 cessazioni a fronte di 3.522 imprese neocostituite. Questi dati negativi, ovviamente, sono confermati anche per la nostra Provincia che perde complessivamente 1.105 imprese. Da diversi anni, purtroppo, vediamo tassi di decrescita sul registro imprese e il clima non può più essere registrato come di incertezza, bensì come di contrazione sistemica. Sono anni che la nostra Associazione è al fianco delle nostre imprese per cercare di supportarle nelle molteplici difficoltà quotidiane, ma appare ormai chiaro a tutti che le dinamiche economiche mondiali non lasciano al comparto imprenditoriale la possibilità di programmare i propri investimenti per il futuro».

«Se poi relazioniamo i dati camerali con la rilevazione annuale promossa dall’osservatorio di CNA Piemonte dal titolo “Monitor piccole imprese” lo scenario appare più chiaro – continua Pilali -. Le percezioni delle PMI biellesi portano al titolo della rilevazione di questo anno ossia “Una crescita DOP: discendente, orizzontale, pragmatica”. In un contesto globale che vede evidenti difficoltà economiche dovute ad una coda della crisi sanitaria a cui si somma l’aumento dei costi energetici, le nostre imprese non stimano una forte ripresa nel breve termine ma soprattutto si distaccano dalle soluzioni adottate in altri territori, risultate efficaci, come ad esempio le aggregazioni d’impresa e l’apertura verso mercati internazionali».

«Risulta chiaro che le esigenze e le manovre correttive per reggere a queste “tempeste” economiche sono da parametrare alle dimensioni aziendali, e i “piccoli” hanno molte più difficoltà a trovare forme aggregative efficaci. Questo atteggiamento, però, porta con sé la conseguenza che, nel medio periodo, si vedrà una ulteriore contrazione dei margini di redditività e una sostanziale mancanza di innovazione ed investimenti. Per riuscire ad invertire questa tendenza, le piccole imprese hanno bisogno di aggregarsi mantenendo le autonomie individuali. Tutto ciò va fatto velocemente, semplificando i processi e la burocrazia, cercando di prevedere la possibilità di affiancarci incentivi o sgravi fiscali. Seppur ad oggi lo scenario delle piccole realtà economiche non sia molto incoraggiante, CNA lavora e lavorerà per far sì che le nostre imprese non pensino ad un futuro che sia una sostanziale previsione di ritorno al passato, bensì una visione del domani positiva e di crescita; è giunto il momento di invertire la tendenza e cambiare quel segno», conclude il Presidente di CNA Biella.

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