Il 12 marzo è uscita la nuova procedura telematica per le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (ne abbiamo parlato qui). Fin dalla sua messa in pratica, ci sono però state molte incongruenze, ragion per cui il Ministero del Lavoro ha emesso una circolare per fornire alcuni chiarimenti:

  • la procedura riguarda tutti i lavoratori subordinati del settore privato e non di quello pubblico;
  • contrariamente a quanto anticipato, per le dimissioni basterà solo il pin INPS (comunque non semplice da ottenere per chi non è “pratico”), senza la necessità di dotarsi dei codici identificativi cliclavoro;
  • resta sempre la possibilità di rivolgersi ed essere aiutati da patronati, sindacati, enti bilaterali o commissioni di certificazione che utilizzano i loro requisiti cliclavoro;
  • a disposizione, una casella di posta (dimissionivolontarie@lavoro.gov.it) come servizio di supporto per gli utenti, che potranno mandare i loro quesiti inerenti alla procedura.
  • sono attive le FAQ aggiornate e un video tutorial per assistere gli interessati.

Tuttavia, alcune incongruenze persistono. Ad esempio, non è più prevista la risoluzione consensuale in seguito a comportamenti “concludenti”: mail, telefonate, comunicazioni informali o raccomandate postali.

Il dipendente che si allontana dal lavoro senza dire nulla o avvisando usando i mezzi sopra indicati, sarà considerato ancora alle dipendenze del datore, perciò verrà licenziato per giusta causa con conseguente pagamento del ticket.

Un altro aspetto da chiarire riguarda i frequenti errori di quantificazione del preavviso: non è sempre semplice calcolare il tempo del preavviso. Questo comporta, in caso di errore, l’annullamento della procedura e l’obbligo a compilarne e inoltrarne una nuova.

Occorrono, quindi, maggiore chiarezza e ulteriori casi esemplificativi.

Per informazioni, scrivici a mailbox@biella.cna.it o contatta i nostri Uffici provinciali.