Nel Decreto Legge 17 marzo 2020 numero 18, cosiddetto “Cura Italia”, e più precisamente nel Titolo 3, vi sono contenute le prime norme di carattere economico decise dal nostro Governo per cercare di calmierare il più possibile gli effetti della pandemia Covid-19 sulle aziende del nostro Paese.

Il Titolo 3 ha come sottotitolo infatti: “Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario”.

Il Sistema bancario è quindi coinvolto in maniera importante attraverso moratorie su finanziamenti e leasing contratti dalle imprese, e misure di sostegno finanziario, oltre che di liquidità sicuramente necessaria per far fronte alle imminenti spese correnti.

Come riportato nel nostro precedente articolo del 13 marzo scorso, la nostra Associazione, congiuntamente con l’amministrazione comunale, in una videoconferenza tenutasi lo stesso giorno, ha avuto modo di conoscere la disponibilità dei principali Istituti di Credito presenti sul territorio biellese, che attraverso le loro filiali si sono attivate per l’attuazione di queste misure a favore di tutte le imprese.

Questa operazione di regia, ben condotta dall’Assessore alle attività produttive del Comune di Biella Barbara Greggio, dopo una settimana di “sperimentazione”, ha portato tutti gli Istituti a rendere noto nel dettaglio i primi interventi varati, che però hanno evidenziato due importanti criticità nel rendere operative le azioni di supporto finanziario comunicate nella riunione iniziale.

La prima è quella relativa al fatto che le aziende rilevano una tempistica di attivazione dei prodotti, non allineata alle loro attuali esigenze, in quanto le scadenze ordinarie e di fornitura non possono essere procrastinate molto oltre la data di scadenza originaria.

La seconda è che è stata rilevata una discrezionalità di ciascun interlocutore bancario nel prendere in considerazione l’applicazione della moratoria anche per i finanziamenti, che, va detto, non è stata prevista nel Decreto del 17 marzo.

Quest’ultima crea non pochi problemi alle piccole e alle microimprese come ad esempio le ditte individuali, dove, per svariati motivi, la commistione tra codice fiscale e partita Iva nelle partite finanziarie è molto frequente.

Ad esempio, tanti imprenditori per motivi di rating hanno acquistato beni strumentali come persona fisica contraendo un finanziamento che ad oggi non rientra nei criteri di moratoria. Un caso su tutti l’acquisto dell’auto che ha indubbiamente un uso promiscuo nella quotidianità, ma che è stata acquistata con un finanziamento personale che si paga con i redditi da lavoro.

Su questo particolare aspetto riteniamo che vada rivisto il Decreto affinché prenda in considerazione tale criticità, ma confidiamo fin da subito in una più profonda presa di coscienza da parte degli Istituti Bancari, affinché prendano in considerazione l’estensione degli aiuti anche a tutte le forme di finanziamento, compresi gli aumenti di fido, andando quindi oltre le disposizioni dettate dal Decreto.

Nei prossimi giorni porremo comunque sicuramente la questione ai referenti territoriali dei principali istituti di credito per chiedere che vi siano questi interventi aggiuntivi in grado di adeguare la moratoria anche a queste esigenze delle imprese.

Di seguito puoi trovare i documenti pervenuti a tutt’oggi, tramite l’ufficio dell’Assessore, dei principali Istituti Bancari:

Riservandoci di ritornare su questi argomenti con approfondimenti ulteriori ed estesi, ricordiamo che ogni ulteriore chiarimento e/o approfondimento può essere richiesto alla nostra sede di Biella raggiungibile al numero di telefono 015351121 o con mail all’indirizzo: mailbox@biella.cna.it.

I nostri uffici sono infatti chiusi al pubblico, ma il personale vi continua ad operare, ricevendo eventualmente su appuntamento.

Biella, 21 marzo 2020

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