Essere socio di SRL

Essere socio di una SRL cosa comporta? (tutto quello che devi sapere)


Quando ci si avvicina al mondo dell’impresa e si ha intenzione di costruire la propria azienda, artigianale o di altra natura, una delle formule societarie più diffuse è quella della Società a Responsabilità limitata, la celebre Srl. Oppure, se si ha l’intenzione di partire in modo particolarmente agile, la sua nuova declinazione, la Srl semplificata. In ogni caso, prima di affrontare il percorso di costituzione, è bene sapere cosa significa essere socio di Srl, soprattutto dal punto di vista amministrativo, fiscale e giudiziario.  

Le indicazioni fornite in questo articolo hanno carattere generale: la Società a responsabilità limitata infatti è un istituto molto flessibile nella propria applicazione, grazie allo strumento dello Statuto, e pertanto nel corso degli anni si sono create numerose varianze rispetto all’indicazione generica. Come consiglio generale, qualora stiamo pianificando il nostro ingresso in una Srl già costituita, è bene consultare lo Statuto e la documentazione, possibilmente con l’aiuto di un esperto o di uno sportello di consulenza.

Che diritti ha un socio di una Srl?

Per semplicità di trattazione, in questo paragrafo ci limiteremo a prendere in considerazione la figura del Socio di una Srl che non abbia funzioni di Amministratore. Quest’ultima figura, infatti, ha il ruolo appunto di amministrare la società. Per quanto riguarda i soci non amministratori, l’articolo 2476 del Codice civile riconosce ai soci il potere di controllo sull’andamento della società stessa, e anche la possibilità di controllare l’operato degli amministratori. Diritti che possono apparire secondari ma che, in alcuni casi, possono implicare la possibilità di richiedere risarcimenti per i danni subiti dalla società o dal socio stesso. Va ricordato che tutti i diritti sociali spettano ai soci proporzionalmente alla partecipazione, cioè alle “quote” di cui ciascuno dispone. 

Normalmente, un altro fondamentale diritto per il socio di Srl è quello alla partecipazione nella divisione degli utili, sempre in maniera proporzionale alla propria quota. Questa suddivisione però può essere disposta diversamente dallo Statuto societario. Questa variazione però deve essere approvata dall’unanimità dei soci. 

Il socio di una Srl, inoltre, ha diritto a partecipare all’Assemblea dei Soci e a consultare in qualsiasi momento i documenti societari: essere al corrente dello stato di buona salute della società è, come abbiamo visto, una sorta di diritto/dovere. Per dirla in termini più semplici, un socio hai il diritto di sapere se la sua società è in buona salute, e ha il dovere di informarsi per accertarsene.

Cosa rischiano i soci di una Srl?

Sempre secondo le norme, la Srl è una società di capitali, è la risposta a questa domanda si trova nella sua stessa definizione: “a responsabilità limitata” significa infatti che i soci non rispondono dei debiti della società con il proprio patrimonio personale, oppure con i propri beni o proprietà. 

In altre parole, dal punto di vista economico, solo la società stessa risponde, con il proprio capitale sociale o con i suoi beni, a far fronte a eventuali richieste economiche di fornitori e creditori in genere. Quello che può accadere ai soci, nella peggiore delle ipotesi, è che rispondano con i capitali versati in azienda e con i dividendi non ancora corrisposti.

Diversa, invece, la situazione per quanto riguarda le responsabilità civili o penali. Senza addentrarsi troppo in tecnicismi legali, possiamo affermare che, in buona misura, i soci di una Srl condividono con l’Amministratorequesto tipo di responsabilità, quando vi sia ingerenza di gestione o intenzione a realizzare danni alla società stessa o a terzi. In parole povere, quando è evidente che un’azienda di questo tipo non sta operando in modo corretto.

Ricordiamo inoltre l’esistenza di una tipologia particolare di società, la Srl unipersonale, caratterizzata come suggerisce il nome dalla presenza di un unico socio. Questa conserva molte delle caratteristiche delle Srl “tradizionali”, ma non può, naturalmente, prevedere la figura del “socio lavoratore” che sia anche dipendente. 

Cosa cambia tra socio lavoratore e dipendente?

La figura del socio lavoratore all’interno delle Srl è sempre oggetto di un certo dibattito. Perché se a livello di logiche generali risulta piuttosto frequente che i soci di una società a responsabilità limitata possano operare all’interno della stessa, l’applicazione pratica e la flessibilità offerta dalla possibilità di creare statuti societari ad hoc ha creato moltissime situazioni diverse. 

Quindi, se per “socio lavoratore” si intende semplicemente un socio non Amministratore che contribuisce all’azienda con il proprio lavoro, di fatto è equiparabile a un semplice socio. L’unica differenza, nella consuetudine, è che contribuisce con il proprio operato anziché con i propri fondi (diversamente dai “soci di capitale”). Avrà diritto alla partecipazione dei dividendi aziendali e avrà l’obbligo di versare i propri contributi, per esempio a INPS o alla propria cassa di riferimento e IRPEF e di osservare tutti gli altri adempimenti, anche in assenza di dividendi

Diversa è la situazione dei soci che sono anche dipendenti. Questa situazione può verificarsi in presenza di requisiti specifici, in particolare: 

  • Il Socio non può essere di maggioranza;
  • Non deve fare parte dell’organo amministrativo

In questo specifico caso, il socio assume in aggiunta anche i diritti/doveri del dipendente. Una strada piuttosto complessa da percorrere, che però offre il vantaggio di una busta paga, mentre i soci non dipendenti si vedono corrisposti i dividendi aziendali, che possono essere soggetti a maggiore variabilità. 

Quando i soci di una Srl rispondono dei debiti?

Questo è uno dei punti più chiari della gestione di una società a responsabilità limitata: i soci non rispondono mai con il proprio capitale personale dei debiti di una Srl, nemmeno in caso di fallimento. In termini tecnici si dice che il patrimonio dei soci non è aggredibile. Questo a meno che, come abbiamo visti, non si verifichino casi particolarmente gravi di rilevanza penale o civile, nei quali comunque la responsabilità dei soci deve essere dimostrata nelle sedi preposte. 

Come vengono pagati i soci di una Srl?

Nel caso più generale possibile, i soci (non dipendenti, come abbiamo chiarito) vengono pagati attraverso la distribuzione dei dividendi, ovvero degli utili netti che l’azienda ha maturato nell’anno di esercizio precedente. Gli utili vengono considerati redditi ai fini della tassazione. Ci sono altri meccanismi per il trasferimento di denaro, per esempio i rimborsi spese, ma anche in questo caso norme e consuetudini costituiscono una lunghissima serie di possibilità. 

La scelta migliore, per identificare la strategia migliore per un’azienda, soprattutto se si tratta di una nuova impresa, è quella di rivolgersi ad esperti del settore, per esempio lo sportello creazione d’impresa di CNA Biella. 

Per esempio, all’interno delle Srl è possibile riconoscere un compenso all’Amministratore che, come abbiamo visto, può essere un socio ma non un socio-dipendente. Anche questa strada, tuttavia, può risultare percorribile e vantaggiosa in funzione di numerosi parametri, come il fatturato ma anche il numero di soci e la struttura stessa della società.

Quando l’amministratore di una srl risponde con il proprio patrimonio?

Di norma, non trattandosi di ditte individuali o di società di persone, si applica anche all’Amministratore il criterio generale per cui i beni personali non sono aggredibili. Tuttavia, la Legge prevede alcuni casi in cui l’Amministratore può essere chiamato a rispondere in solido per i debiti contratti dall’azienda. In particolare, questa situazione si verifica quando l’Amministratore è chiamato a rispondere attraverso una azione di responsabilità. I casi più tipici in cui questa particolare situazione può verificarsi sono il conflitto di interessi oppure il fatto di avere agito contro le disposizioni di legge. In parole semplici, quando si rende evidente che l’Amministratore ha agito con dolo o in modo irresponsabile. Un problema, insomma, che non dovrebbe riguardare le aziende se non in casi particolarmente limitati.

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