Forfettari e fattura elettronica

Forfettari e fattura elettronica: perché conviene adeguarsi prima che diventi obbligatoria


Forfettari e fattura elettronica: a breve i primi, fino ad oggi in prevalenza ancora affezionati alla fattura cartacea, saranno costretti ad adeguarsi all’emissione digitale. Quando esattamente? In realtà in questo momento non esiste una data certa, ma è probabile che la deadline possa coincidere con il terzo trimestre del 2022, a partire dal prossimo 1 luglio.

Ma che cosa obbliga, di fatto, i forfettari alla fattura elettronica? Essenzialmente, in Italia, questo passaggio normativo ha a che fare con le indicazioni europee in seno al PNNR, che richiedono l’estensione all’obbligo di fatture elettroniche al maggior numero di soggetti possibili, con la finalità piuttosto chiara di poter maggiormente controllare il fenomeno dell’evasione.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, nel 2017 sono state gestite 30,2 miliardi di fatture PA e 111 mila relative alle operazioni B2B. Fra quelle cifre erano ancora piuttosto pochi i forfettari che facevano ricorso alla fatturazione elettronica. Un numero aumentato sensibilmente negli anni successivi, ma ancora molto lontano da un pieno utilizzo, tanto che l’obbligo avrà la finalità di coinvolgere la quasi totalità dei soggetti alla fatturazione elettronica.

Prima di conoscere la data esatta dopo la quale la scelta non sarà più tale, è ragionevole riflettere sulla serie di vantaggi per i quali è particolarmente sensato adeguarsi alla fattura elettronica anche per il regime forfettario. Ma prima facciamo un passo indietro e ripercorriamo le principali tappe della fatturazione elettronica.

Fattura elettronica: cenni storici

La storia della fatturazione elettronica, per quanto possa, ad una valutazione superficiale, apparire piuttosto recente, in realtà possiede una storia oltre che ventennale.

Dall’inizio dei Duemila, infatti, si sono susseguite una serie di tappe storiche essenziali che hanno condotto la normativa sino alle richieste attuali. Vediamo, di seguito, i passaggi principali dell’evoluzione che ha portato aziende, professionisti e Pubblica Amministratori a lasciare il formato cartaceo per il formato elettronico.

Anni 2001-2007

Il 20 dicembre 2001 l’Unione Europea emana la direttiva n. 2001/115/CE con lo scopo di semplificare, modernizzare e armonizzare le modalità di fatturazione previste in materia di imposta sul valore aggiunto.

La direttiva, che viene recepita dai vari Paesi Ue con decorrenza dal 1° gennaio 2004, prevedeva la possibilità di emissione, trasmissione e conservazione delle fatture con modalità esclusivamente informatiche. Di fatto, viene introdotta per la prima volta la fatturazione elettronica con alcune specifiche caratteristiche tra le quali le norme di conservazione. Con il recepimento della norma sulla fatturazione elettronica, in Italia viene ammessa la possibilità di gestire il flusso della fatturazione, compresa la conservazione delle fatture, secondo modalità interamente elettroniche.

Ma è possibile che ciò sia avvenuto soltanto nel 2004? In realtà non è del tutto vero. Sin dal 1986  è infatti ritenuto valido l’invio delle fatture tramite posta elettronica. E dal 2001 era già comunque possibile inviare la fattura attraverso fax e supporto informatico. Ma in entrambi i casi era necessario “materializzare” il documento una volta ricevuto.

Dalla promulgazione della Legge n. 244/2007 la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di utilizzare la fatturazione elettronica, ma i termini di decorrenza della norma verranno stabiliti soltanto nel 2013.

Anni 2010-2013

Nel luglio 2010 L’Unione Europea emana la direttiva 2010/45/UE che modifica la precedente, del 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda le norme in materia di fatturazione. Direttiva che viene recepita dal legislatore italiano nella legge di stabilità del 2013. Viene così stabilito che per fattura elettronica si intende la fattura che sia stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico. Tuttavia  il suo utilizzo risultava subordinato all’accettazione da parte del destinatario.

Anni 2014-2016

Con una legge del marzo 2014 viene sensibilizzato il Governo ad incentivare l’utilizzo della fatturazione elettronica. Come? Invitandolo a predisporre la riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, l’utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, nonché di adeguati meccanismi di riscontro tra la documentazione in materia di IVA e le transazioni effettuate.

Dall’agosto del 2015 i soggetti passivi IVA possano optare per la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni, ma con decorso dal 2017.

Nel 2016, sempre con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale il Governo rivede profondamente la normativa relativa allo “spesometro”, che prevede l’obbligo della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.

Anni 2018-2019

La Legge di bilancio del 2018 introduce alcune importanti disposizioni in tema di fatturazione elettronica che modificano la legge del 2015.

A partire dal 1° gennaio 2019, nei rapporti tra operatori economici, viene sancito l’obbligo di fatture elettroniche e delle relative note di variazione elettroniche. Restano escluse da tale obbligo le imprese in regime di vantaggio e le imprese forfettarie.

Obbligo fatture elettroniche per i forfettari: cosa cambia

Come visto nei cenni storici, la fattura elettronica in forfettario era rimasta al di fuori dei regolamenti, senza essere normata. Per i professionisti e le imprese esenti IVA e regime forfettario, dal 2022 si è giunti ad un punto di svolta: il Consiglio UE ha approvato la richiesta dell’Italia di estendere l’obbligo di fattura elettronica ai forfettari on pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre 2021. Si tratta di un obbligo che non è ancora operativo, in attesa di una specifica norma che lo regolamenti. Quando succederà? Al momento si possono avanzare solo ipotesi. Inizialmente doveva essere dal 1 gennaio 2022, ma oggi, a seguito di proroga, tutto lascia propendere per la data del 1 luglio 2022.

Che cosa cambierà per chi è abituato al cartaceo? Per prima cosa sarà necessario dotarsi si un applicativo per l’emissione della fattura. Sul mercato ci sono moltissimi servizi web a prezzi differenti e collegabili direttamente al cassetto fiscale dell’Ufficio delle Entrate. In linea generale si può optare per un programma (o servizio web) già utilizzato dal proprio commercialista; o comunque creare una diversa, e migliore, comunicazione e trasferimento delle informazioni fra impresa e commercialista. Le marche da bollo non saranno più cartacee ma virtuali, e saranno pagabili con addebito su conto corrente bancario o postale oppure utilizzando il modello F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate.

Forfettari e fattura elettronica, perché conviene adeguarsi già adesso?

Ma perché conviene adeguarsi alla fatturazione elettronica prima dell’entrata in vigore dell’obbligo? Intanto perché è un metodo particolarmente comodo e pratico per emettere e ricevere fattura. La fatturazione elettronica può essere poi gestita attraverso svariati applicativi: alcuni a pagamento, altri gratuiti ma, soprattutto, è il metodo di fatturazione che coinvolge il maggior numero di soggetti e quindi ormai è particolarmente conveniente gestire la fatturazione in modo elettronico.

La ratio che spinge l’Unione Europea ad incentivare l’utilizzo della fatturazione elettronica anche per i forfettari è quella di generare risparmi derivanti da un incremento dell’efficienza dei controlli. Ma per gli utenti (imprese e professionisti) la maggior parte dei vantaggi economici non deriva da minori costi di stampa e spedizione delle fatture, né tanto meno da un innato senso della legalità. Ciò che davvero risulta vincente è dato dalla completa automazione e integrazione dei processi tra le parti. Sono questi elementi che generano una riduzione e ottimizzazione dei costi. A titolo di esempio si elimina il data entry manuale, no errori registrazioni, no smarrimenti), ridotto rischio falsi e duplicazioni (riconciliazione automatica dei dati e processi autorizzativi con controlli sui dati fattura più efficienti) e riduzione errori nei pagamenti e riduzione dei tempi medi di pagamento: tutta una serie di vantaggi che vale la pensa sperimentare da subito, senza attendere l’entrata in vigore dell’obbligo.

La fatturazione elettronica permette di inviare e ricevere fatture senza dover stampare sulla carta nessuna fattura. E quindi azzera completamente qualsiasi costo di stampa, eventuale spedizione, e poi i costi di marca da bollo e di uno spazio fisico in cui conservare le fatture cartacee. Insomma, l’utilizzo per i forfettari della fatturazione elettronica è una vera e propria rivoluzione digitale che permette di inviare fatture in forma elettronica e di compilarle e mandare a clienti, commercialisti e a tutti i diretti interessati in maniera semplice e assolutamente tracciata.

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