È proprio così: da uno studio della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Istat si evince che negli ultimi 12 mesi, nella fascia d’età tra i 30 e i 39 anni, si sono registrate le perdite maggiori in termini di lavoratori autonomi. Infatti, ad oggi sono loro a pagare il prezzo più alto di questa crisi dovuta alla pandemia da Covid-19.

 

I dati complessivi

Tra il secondo trimestre del 2019 e quello di quest’anno sono stati persi in totale 841 mila posti di lavoro e, di questi, 219 mila sono quelli in proprio: un comparto che è passato quindi da 5,4 a 5,1 milioni di occupati con una flessione del 4,1%.

Per il 79% dei professionisti, nei mesi più critici tra aprile e maggio, le entrate sono scese e, di questi, per il 35,8% il calo è stato superiore al 50%.

Come dicevamo, i protagonisti di questa crisi economica sono soprattutto i professionisti tra i 30 e i 39 anni: tra il secondo trimestre 2019 e quello del 2020 ve ne sono 110 mila in meno sui 219 mila complessivi. Mentre il calo è del 2,4% nella fascia 40-59 anni e del 2,2% tra gli over 60.

Incidenza degli autonomi su totale occupati, per classe d’età, 2010-2019 (val. %).

 

I settori più colpiti

I segmenti del lavoro autonomo più colpiti sono i piccoli imprenditori del commercio con 71 mila addetti in meno, ma anche nel mondo delle professioni intellettuali ad elevata qualificazione e di quelle tecniche, che vedono una perdita rispettivamente di 31 mila e di 39 mila occupati.

A livello settoriale la ricaduta ha riguardato, oltre al comparto della ristorazione e delle attività ricettive, anche gli agenti finanziari e assicurativi, la filiera dei servizi alle imprese (-11,3%), dell’informazione (-11,5%) e della formazione (-14,8%).

Variazione del lavoro autonomo tra II trim. 2019-II trim. 2020, principali settori in calo (val. ass e var. %).

 

Neppure il Bonus dello Stato dedicato alle partite Iva, di cui hanno beneficiato oltre 4 milioni di lavoratori, è riuscito ad arginare le gravose difficoltà reddituali e di liquidità riscontrate dai giovani liberi professionisti. “È pertanto chiaro – sostengono nello studio – che bisogna fare scelte di lungo periodo per sostenere maggiormente il lavoro autonomo e, di conseguenza, far crescere i livelli occupazionali ad esso collegati”.

Il Presidente del nostro Gruppo Giovani Imprenditori, Andrea Valentini, ha infine dichiarato:

“La situazione è estremamente delicata. Vediamo quotidianamente, anche tra i nostri associati Under 40 di Biella, segnali di difficoltà, incertezza rispetto al futuro e sfiducia verso le Istituzioni. Non ci dobbiamo mai dimenticare però che il futuro passerà inevitabilmente da noi, dalla nostra capacità di innovare, dalla nostra creatività e dalla nostra visione imprenditoriale. Siamo la generazione della Resilienza, quella abituata a fare i conti con i cambiamenti e quella più capace ad interpretare, positivamente, le trasformazioni che il mercato ci impone. Continuiamo a credere che le nostre imprese possano fare la differenza e che saranno la traccia per le imprese del futuro”.