Biella Cresce Bimbo Faber

Il Progetto di Biella Cresce premiato con Bimbo Faber guarda al futuro dalle parole dei fondatori Valeria Rosso e Rodolfo Cavaliere


Parlare di Biella Cresce come di un semplice progetto formativo non è soltanto riduttivo, ma rischia di non essere corretto. Valeria Rosso e Rodolfo Cavaliere sono marito e moglie, ma anche cofondatori e formatori di un’associazione che ha rivoluzionato, risultati alla mano, i metodi dell’apprendimento per i bambini della scuola primaria e della materna.

Biella Cresce è il primo progetto in Italia a diffondere su ampia scala le più aggiornate conoscenze scientifiche sull’apprendimento dei bambini, per far crescere una generazione migliore.

Il fare e il saper fare sono due elementi particolarmente ricorrenti nell’associazione: due concetti assolutamente coincidenti con le motivazioni del premio Bimbo Faber istituito da CNA Biella. E anche per questo motivo la prima edizione di Bimbo Faber è stata assegnata proprio a Biella Cresce.

Biella Cresce sposa perfettamente la mission di Bimbo Faber: non solo quello che facciamo noi con l’associazione,  ma anche con quello che le neuroscienze stanno sempre più scoprendo, cioè che il vero apprendimento avviene tramite l’esperienza diretta, con il fare. Le capacità cognitive dell’essere umano si sviluppano in risposta al desiderio di essere protagonisti nell’ambiente” racconta orgogliosamente Rodolfo Cavaliere e prosegue: “Non appena un bimbo viene coinvolto in un’attività pratica, reale, dove può manipolare, l’apprendimento si ottiene molto più velocemente rispetto ad altre metodiche”.

Avere quotidianamente a che fare con i bambini, nelle scuole, e non come attività integrativa restituisce bene il senso di come la società possa essere cambiata e, in certa misura, anche i bambini con essa. Ma è proprio così? Ci sono più difficoltà rispetto a un tempo perché le famiglie viziano di più i figli, oppure semplicemente oggi vengono a mancare certi modelli di apprendimento che in passato erano più naturali? Su questo argomento Rodolfo Cavaliere non ha dubbi: “Rispetto a un paio di generazioni fa non sono cambiati i bambini, ma si può dire che sia cambiata la costruzione del percorso di apprendimento, subendo una deviazione fuori dalla fisiologia. Come spesso capita ci si accorge di perdere le cose quando non si hanno più. Provo a rispondere con un esempio: si è scoperto da poco tempo che la capacità di usare le dita (imparando ad allacciarsi le scarpe) è strettamente collegata a quelle capacità matematiche, tant’è vero che alcuni bimbi con difficoltà in matematica, fatti esercitare con alcune abilità manuali, migliorano molto di più in nella materia senza affrontarla direttamente. Un bimbo oggi va a giocare a calcio a sei anni ma non sbuccia un legnetto per costruirsi l’arco e non aiuta il nonno nell’orto, ovvero non si impegna in attività in cui deve usare le mani. In conclusione abbiamo costruito una società che pensa che tutto sia catalogabile in procedure standard dove la libertà di sperimentare viene sempre più messa da parte. Non dobbiamo fare i nidi come la fabbrica piuttosto che il contrario

La Storia di Biella Cresce è pionieristica non solo a livello locale, ma anche nel panorama italiano. Valeria e Rodolfo, infatti, ad un certo punto della loro vita scoprono che la scienza conosceva già le dinamiche alla base del lavoro attuale lavoro, ma nessuno le applicava con un metodo, in modo funzionale. Molta teoria, in altre parole, ma poca pratica nel diffondere gli aspetti innovativi portati alla luce dalla ricerca. Mancava qualcosa dunque. Un qualcosa che Biella Cresce ha saputo trovare e declinare nella praticità, mettendo insieme diversi mattoncini. “Ci siamo trovati, ad un certo punto, in un campo estivo, con delle bimbe che non riuscivano bene in matematica. Così abbiamo deciso di provare a insegnarla loro in modo diverso  – continua Cavaliere – e abbiamo registrato tutto e mandato questi video a degli scienziati. Una di questi, Daniela Lucangeli, ci ha risposto e ci ha chiesto di incontrarci. Abbiamo compreso molte cose e ci siamo iscritti a un corso di psicologia dell’apprendimento e quindi, anche su suo consiglio, deciso di avviare un centro nel nord-ovest, dove non esisteva, convincendo alcune imprese private a credere nel progetto, in modo tale da renderlo accessibile a tutti e non un servizio a pagamento che sarebbe stato molto limitante. E ancora oggi proseguiamo con questa convinzione e su questa strada”.

Lo sguardo di Biella Cresce è proiettato ampiamente verso il futuro. Nel tempo, per necessità, i formatori hanno cominciato a trasmettere il metodo agli insegnanti e l’obiettivo principale, oggi, è quello di coinvolgere le scuole in modo sempre più capillare.

Valeria Rosso, grande protagonista del successo di Biella Cresce, spiega così il progetto premiato con il Bimbo Faber per i prossimi anni: “Per penetrare nel territorio con delle buone pratiche, per essere veramente d’aiuto, non basta seguire 15 o 20 classi e neppure avviare un metodo per un periodo limitato di tempo. Per crescere ulteriormente serve il passaparola degli insegnanti sull’utilità del progetto e in generale che ci si accorga effettivamente che ciò che proponiamo è qualcosa il cui risultato è stato dimostrato scientificamente e che non è impossibile da fare. Ogni cosa si può mettere in pratica quotidianamente e può davvero essere utilissima a livello di prevenzione rispetto ai disturbi dell’apprendimento e soprattutto nei confronti del benessere di bambini insegnanti”.

Il metodo parte dalla scuola e Rosso non ha dubbi sulla positività dell’interazione benefica del metodo: “Gli insegnanti che mettono in pratica queste modalità di gioco e di attività, un mix tra gioco e didattica, stanno bene a loro volta e si divertono. Ciò che ci piacerebbe fare, da qui ai prossimi 5 anni, è arrivare a coinvolgere tutte le classi del Biellese della primaria e dell’infanzia fino al nido, perché la matematica è innata e prima si comincia e meglio è. Diffondere il metodo in maniera che tante insegnanti e tante scuole sappiano che possono iscriversi gratuitamente al nostro percorso di supporto e di formazione continua”.

Ad accompagnarli in questo percorso, da un paio di settimane, anche l’opera d’arte di Daniele Basso Bimbo Faber, che con l’avvio del nuovo anno scolastico farà bella mostra di sè nella sede di Biella Cresce. Conclude Valeria: “La lasceremo in associazione perché la vogliamo fare in modo che i bambini e le famiglie lo possano vedere e possano farsi una foto assieme al Bimbo Faber”.

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