Il rilancio dell’imprenditoria e dell’occupazione femminile nel PNRR


Nella Sala delle Allegorie di Palazzo Ferrero al Piazzo di Biella si è tenuto domenica 5 dicembre il convegno organizzato dal Gruppo Impresa Donna di CNA Biella sul tema del PNRR e dell’imprenditoria femminile, nel contesto della settima edizione di Mani@fattura, l’esposizione di prodotti d’artigianato ad opera delle imprenditrici del gruppo.

 

Dopo i saluti istituzionali da parte del Direttore Luca Guzzo, della Presidente del Gruppo Impresa Donna Annalisa Zegna e dell’Assessora Barbara Greggio, è stato proiettato il video-messaggio del Vice Ministro allo sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin, che ha voluto ricordare il fondo da 400 milioni di euro istituito al Ministero dello sviluppo economico e i 40 milioni stanziati per il Fondo Impresa Donna. Parlando di parità di genere, ha anticipato uno dei temi cruciali dell’incontro, ovvero il salto culturale necessario nel nostro Paese prima ancora di quello economico, nei confronti dell’universo femminile.

 

Sono quindi intervenute le quattro relatrici della mattinata, a cominciare da Rossella Calabrò, Presidente CNA Impresa Donna Piemonte, che ha concentrato il suo incisivo intervento su un dato allarmante: Biella ha la percentuale di imprenditoria femminile più bassa del Piemonte, e sicuramente l’emergenza Covid non è stata d’aiuto. Questo perché troppo spesso la donna ha un ruolo di soccorso e “tappa buchi”, in famiglia, e allo stesso tempo nelle aziende le donne sono spesso escluse dalle quote societarie. Inoltre, nel mondo dell’artigianato, le imprese femminili devono far fronte al settore dell’hobbistica, che toglie fette di terreno alle artigiane con partita Iva e lo fa senza pagare le tasse: le titolari di partita Iva, invece, hanno come compito anche quello di far percepire la differenza tra un’impresa e una semplice attività di svago.

Infine, la Presidente ha posto l’attenzione sul tema dei rifiuti generati dalle imprese e sul tema della formazione, delle competenze e dell’aspetto commerciale: le imprese, anche quelle femminili, devono porre sempre più l’accento sul fare la differenza puntando alla qualità e alla tecnica. E anche Biella può farla.

Valentina Masserano, Vice Presidente del Gruppo Impresa Donna di Biella, si è fatta invece portavoce di quelle donne che non sono nate imprenditrici o libere professioniste ma che, per una serie svariata di motivi, ad un certo punto della loro vita hanno deciso di diventarlo ed esserlo a tutti gli effetti. E che poi hanno dovuto scegliere tra famiglia e lavoro oppure scendere a compromessi, rinunciando a qualcosa. Con la pandemia, molte donne si sono reinventate negli ultimi due anni, molte hanno rivisto i propri prodotti e servizi e trovato nuovi stimoli per andare avanti.
E soprattutto in questo momento storico la conciliazione lavoro-famiglia è stata un problema importante. Sono necessari interventi mirati, volti ad essere la soluzione e non un palliativo.

Ha poi proseguito: “In un Paese in cui resta altissimo il tasso di disoccupazione femminile rispetto alla media europea e dove il lavoro svolto dalle donne è ancora considerato come “elemento debole” del sistema piuttosto che come “risorsa primaria” da valorizzare e mettere in primo piano per favorire il rilancio economico, la strada da percorrere per raggiungere la meta è ancora lunga ma promettenti passi si stanno compiendo in questi mesi, come ci racconta anche il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Infine, la Vice Presidente ha sottolineato ancora una volta che manca il sostegno dello Stato anche sul fronte della maternità, che non dovrebbe essere penalizzante ma anzi, dovrebbe essere premiata. E se le aziende dovrebbero essere libere di assumere donne giovani, le donne dovrebbero sentirsi libere di essere madri senza rinunciare al lavoro, con uno stipendio adeguato e con la parte maschile che si prende le proprie responsabilità anche a casa.

 

L’Avvocata Giovanna Prato, Presidente Comitato Pari Opportunità Ordine Avvocati di Biella, a questo punto è intervenuta per parlare del PNRR, una grande occasione per cambiare e far cambiare mentalità a questo Paese. Ricordando i 400 milioni totali in arrivo e poi in particolare i 40 milioni stanziati dallo Stato per il Fondo Impresa Donna, ha toccato temi quali l’inclusione di genere e il cambio di mentalità per una nuova legge sulla parità salariale a favore di una equità di genere.
Secondo l’Avvocata Prato è necessario e indispensabile riequilibrare i carichi di cura onerandone il genere maschile e immaginare piani di sviluppo aziendali volti alla transizione ecologica e alla digitalizzazione, senza dimenticare la riorganizzazione aziendale che coinvolga sempre di più donne, giovani e disabili, nessuno escluso.

Inoltre, la certificazione in questi ambiti farà accedere le imprese idonee a bandi e fondi pubblici, e permetterà inoltre di avere una visibilità e criteri di reputazione importanti, anche per quelle attività artigiane che si inseriscono in una filiera. Parità di genere certificata e maternità non più vista come una malattia: si tratta di una nuova mentalità da approcciare a livello imprenditoriale quanto prima.

La Consigliera di Parità Supplente per la provincia di Biella, Erika Vallera, dopo aver ricordato il ruolo che ricopre sul territorio questa figura istituzionale nominata dal Ministero del lavoro per operare a fianco delle aziende, ha posto l’attenzione in chiusura del convegno sugli interventi a sostegno delle politiche attive e delle pari opportunità. Ha ricordato inoltre la rete creata attraverso questo organo, che periodicamente organizza un tavolo di lavoro in cui mettere a sistema ciò che c’è sul territorio e coinvolgendo diverse associazioni femminili che organizzano e collaborano a progetti comuni.

Riguardo al PNRR, Vallera ha sottolineato quanto esso vada analizzato con occhi diversi, quelli della parità di genere. Le imprese femminili purtroppo ad oggi sono meno digitalizzate di quelle maschili.
Dopo la maternità tante donne si sono reinventate trovando un compromesso con se stesse. Hanno cambiato prospettiva perché mancava una struttura attorno. Mancano ancora tanti servizi che possano conciliare famiglia e lavoro, e il welfare deve diventare un imperativo per datori pubblici e privati. Il PNRR stima che entro il 2026 ci sia un +4% di occupazione femminile, o almeno questo è l’obiettivo di questo piano sul fronte dell’imprenditoria femminile. Ma servono strutture e risorse imminenti, perché la pandemia ha squarciato un velo di disagi già presenti da decenni. E, ha concluso, il Paese resta un passo indietro se le donne restano indietro.

 

È intervenuto sul tema anche Gionata Pirali, Presidente di CNA Biella, che si è detto molto preoccupato per la disparità di genere e per mentalità attuale da rifondare: il piano economico è importante ma anche e soprattutto quello culturale, che parte dalla parità in casa e dalla distonia da azzerare. CNA vuole essere sicuramente pragmatica per portare avanti questi due piani di lavoro anche sul nostro territorio.

 

In conclusione ha preso la parola Delio Zanzottera, Segretario CNA Piemonte. Nel suo discorso ha spiegato che a livello regionale ancora non sta arrivando nulla riguardo al PNRR e non si sa quando arriverà. Quello che è certo è che il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, il PNRR, ha una data ultima che è il 2026, data lontana ma in realtà molto vicina per realizzare concretamente dei progetti e capire che cosa serve e quali risorse investire. Il Segretario ha ricordato che ad oggi l’Italia, secondo gli ultimi dati Istat, ha un’economia in forte ripresa, siamo la locomotiva d’Europa per la prima volta. La crescita si deve agli uomini, il dato femminile è stabile. Ma la disuguaglianza femminile ha radici lontane e il PNRR è una grande opportunità per colmarla insieme a quelle territoriali e generazionali, disegnando un nuovo modello sociale.

Infine, Zanzottera ha più volte posto l’attenzione sull’aspetto dell’orientamento scolastico, tema a lui molto caro. Il piano infatti vuole promuovere l’integrazione anche nei cicli scolastici, per le competenze digitali e per le pari opportunità. Si parla nel piano di orientamento scolastico e della transizione scuola-università, ma purtroppo manca del tutto il passaggio dalla scuola secondaria agli istituti superiori: l’orientamento precoce merita più attenzione, è un momento fondamentale nella formazione delle generazioni di domani.

 

Sul concludersi della mattinata è intervenuto anche il Vice Presidente della Provincia di Biella, Emanuele Ramella Pralungo, che ha riflettuto con i presenti sul PNRR, tema dell’incontro, e su quanto il territorio dovrà sfruttarlo (ma tutta la provincia e non solo il comune di Biella).

Pralungo però vede il piano con preoccupazione per via della burocrazia e dei tempi non rapidi della PA, che sarà sicuramente messa sotto stress e dovrà reinventarsi.

“Questa è sicuramente una partita economica importantissima ma, come detto già in precedenza, ancora prima di questo serve un salto culturale nei confronti del mondo femminile, che per fortuna le donne ci stanno costringendo a fare”.

Chiusi i lavori e ringraziati tutti i presenti e le relatrici, la giornata è proseguita con l’esposizione delle artigiane nella sala accanto e due workshop creativi aperti al pubblico.

Ecco quali espositrici erano presenti con i loro prodotti e manufatti: La Bottega dei Mestieri, Annalisa Zegna, Chiara Lorenzetti, Maria Cristina Pegoraro, Sara Calvio, Cristina Argentero e Anna Calamita Di Tria.

I workshop sono stati invece tenuti da Cinzia Flor’art (sulle ghirlande natalizie) e da Cristina Lobascio (su Armocromia e restyling creativo).

Guarda le foto dell’evento

Photo credits: Giuliano Beduglio

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