Il 6 maggio si è tenuto a Biella presso la nostra sede l’incontro con i candidati a Sindaco per le elezioni del 26 maggio 2019: sono intervenuti Alessandro Pizzi (Onda Verde), Giovanni Rinaldi (Movimento 5 stelle), Dino Gentile (Lista Civica Biellese), Marco Cavicchioli (Partito Democratico) e Claudio Corradino (Lega).

Noi di CNA abbiamo voluto porre loro alcune domande inerenti le piccole e medie imprese e il mondo degli artigiani. Ecco che cosa ci hanno risposto a rotazione in questa serata, avendo ognuno a disposizione 5 minuti per rispondere ad ogni domanda e, al termine, ognuno ha avuto la possibilità di fare un breve e libero intervento.

Elezioni comunali 2019 Biella

Prima domanda

Sono ormai parecchi anni che i dati Camerali certificano un saldo negativo delle imprese Biellesi più alto che negli altri territori piemontesi, e il fenomeno è ancora più accentuato per le imprese artigiane (più di 1.000 imprese perse dal 2008 al 2018). Significa che il territorio Biellese è meno attrattivo e “fertile” che in passato, e/o che ha perso competitività rispetto alle altre province? Quali politiche e azioni pensa di mettere in atto per invertire questa tendenza e far sì che le aziende esistenti continuino ad operare e crescere, e al contempo attrarre e favorire la nascita di imprese nuove e competitive?

 

Pizzi

In passato, spiega Pizzi, le risorse sono state polverizzate su mille rivoli e oggi viviamo in un territorio senza identità. Serve un nuovo brand da vendere sul territorio e occorre un nuovo tessile che con nuovi loghi punti sulla salute. Mancano le idee, che non significano cattiva amministrazione, ma mancanza di progettualità.

Occorre ripartire dalle risorse naturali e ambientali che il territorio ha, puntando a 3 grandi settori: il primo sulle imprese manifatturiere che utilizzino nuove tecnologie, il secondo nel generare e recuperare efficienza energetica e patrimonio edilizio, il terzo promuovendo gruppi di acquisto tra imprese.

Secondo Pizzi bisogna ora puntare sul turismo, per una “Biella città parco”.

 

Rinaldi

È necessario prima di tutto incidere sulla tassazione troppo pesante che grava sugli immobili, poi snellire le procedure per l’apertura delle nuove attività. Secondo Rinaldi è fondamentale anche avere dei buoni collegamenti con le aree urbane esterne, per portare residenti in città: la meta da privilegiare è sicuramente Milano. Biella infatti ha degli immobili dal valore più basso, quindi si possono attrarre lavoratori che gravitano sulla grande città, diventando per loro un buon punto d’appoggio per qualità della vita. E poi ribadisce che servirà senza dubbio un’attività più propulsiva da parte dell’amministrazione, sui progetti concreti.

 

Gentile

L’unico dato che aumenta a Biella è quello dei pensionati, con lo Stato che vessa gli Enti locali, che di conseguenza faticano a restare in piedi, sostiene Gentile. Come se ne può uscire? Con la connettività, la quale permetta di far arrivare velocemente le persone a Biella. Fondamentale quindi per lui un buon collegamento ferroviario, ma non solo per i pendolari: anche per i turisti del weekend.

 

Cavicchioli

Il Comune fa la sua parte e incide poco sulla tassazione totale: così inizia Cavicchioli. In 5 anni, anche ereditando e concludendo vecchi progetti, Biella ha portato a compimento numerose opere ed ha potenziato gli uffici e i lavori pubblici. Secondo lui si può ragionare su una riduzione degli oneri di urbanizzazione (oggi sui 150€/mq.), pensando ad una possibile riduzione che potrebbe aiutare le imprese. Infine, chiede alla platea di farsi parte attiva nel segnalare tutte le criticità che ci possono essere nei regolamenti comunali, che potrebbero quindi essere risolte.

 

Corradino

Si può migliorare l’immagine di Biella con un vero e proprio marchio che possa girare il mondo: “Biella Città della Moda”. Ecco l’idea di Corradino. Questo permetterebbe alla città e al territorio di essere più visibile e realizzare un volano che ne recuperi l’identità. Turismo e commercio devono smetterla di viaggiare su binari separati e darsi reciprocamente una mano. Occorre poi sfruttare il nuovo codice di appalti che, con le ultime modifiche introdotte, potrebbe dare una concreta mano alle imprese locali.

Infine, in Comune Corradino vorrebbe un ufficio dedicato unicamente alla ricerca di fondi europei, così da finanziare diverse attività.

Elezioni comunali 2019 Biella

Seconda domanda

Nonostante i tanti sforzi, il nostro territorio patisce ancora una grande frammentazione e disorganizzazione dell’offerta turistica, culturale e ricettiva, che comunque avrebbe ampi spazi di crescita con conseguente aumento degli investimenti ed inevitabile creazione di nuovi posti di lavoro. Quali azioni pensa di mettere in atto per realizzare tutto ciò, e quali strategie intende adottare per fermare la desertificazione commerciale in centro città e nei quartieri ed aumentare l’attrattività abitativa per fermare il continuo saldo negativo dei residenti?

 

Corradino

Per Corradino manca una regia che coordini gli eventi e le iniziative e al contempo semplifichi la burocrazia. Il brand “Biella Città della Moda” è da lui pensato per operare verso un vero e proprio rilancio della città. Via Italia dovrebbe essere il cuore del progetto che vedrà, oltre al comune, impegnate in prima persona l’Unione Industriale Biellese e i proprietari degli immobili, che dovranno rivedere le tariffe sugli affitti.

Sostiene infine di voler attrarre persone che vengano da fuori per provare i nostri prodotti enogastronomici, per immergersi nella natura delle nostre montagne e per vivere momenti di relax perché, ricorda, qui abbiamo tutto.

 

Cavicchioli

A suo parere c’è troppo pessimismo, stiamo facendo un percorso che necessita di un avanzamento costante, a partire dal progetto Unesco che deve essere visto come punto di partenza e volano di attrattività. Sul centro storico Cavicchioli annuncia che sono ormai in dirittura di arrivo 8/9 milioni di euro di fondi europei, frutto di una progettazione che porterà a realizzare numerosi interventi di arredo urbano (panchine, videocamere di sorveglianza, segnaletica stradale, illuminazione ecc). Occorre un progetto (magari artistico) che interessi le vetrine del centro, per un ruolo più attivo e sinergico tra immobiliaristi, proprietari e imprenditori. Infine, secondo lui, occorre prestare tanta attenzione alle periferie.

 

Gentile

Un sindaco deve avere coraggio e reggere le critiche, difendendo le opere nelle quali si è deciso di investire, dice Gentile. Ritiene che oggi via Italia sia in condizioni indecenti e che debba essere ripulita anche attraverso un nuovo piano per il commercio, che preveda interventi semplici e di facile attuazione.

Propone di utilizzare i grandi spazi degli edifici industriali dismessi di Via Carso, immaginandoli collegati dalla stazione al centro. In quei luoghi si potrebbe pensare a progetti che interessino le fiere e quindi il turismo.

 

Rinaldi

L’amministrazione può e deve dare una mano, favorendo e incentivando i tanti lavori che ancora si possono e si devono fare sul risparmio energetico, anche attraverso delle vere e proprio Esco, che sarebbero in grado di far lavorare le imprese, soprattutto quelle locali. Così interviene Rinaldi.

Sul centro pensa ad un vero e proprio distretto “Bio”, seguendo l’esempio di quanto fatto nell’Astigiano, vista la bontà e varietà dei nostri prodotti e lavorando quindi ad un vero e proprio distretto gastronomico. Secondo lui è poi necessario creare eventi in maniera costante, che invoglino gli abitanti ad uscire di casa la sera. E poi suggerisce di ridurre le quote Tosap in concomitanza con gli eventi.

 

Pizzi

Per Pizzi occorre invece creare/ricreare un’identità di Biella, un brand, utilizzando le eccellenze storiche che la città si porta dal proprio passato. È possibile realizzare un vero e proprio “Parco Naturale”, unendo i tanti meravigliosi parchi esistenti ai fabbricati storici industriali. E questa nuova idea di Biella va comunicata al di fuori dei nostri confini. Pensa poi a 2 grandi festival: il primo sull’arte contemporanea e il secondo sulla lettura, da realizzarsi attraverso l’istituzione di una vera e propria agenzia.

Elezioni comunali 2019 Biella

Terza domanda

Visto che non esiste più la Provincia, intesa come “intermediario” politico, tra il territorio e la Regione, alla quale sono state trasferite numerose competenze, è consapevole il futuro sindaco di Biella, di dover assumere anche un ruolo di “capofila” delle istanze ed esigenze di tutto il Biellese verso la Regione Piemonte? E se sì, come e cosa intende fare per coordinare queste attività? (Una cabina di regia?)

 

Gentile

Viste le problematiche create, Gentile non vede l’ora che tornino le province. Prima secondo lui garantivano almeno funzionalità, ora ci sono solo costi in più. Propone il ripristino del Consorzio dei Comuni e dichiara che il Sindaco di Biella dovrà comunque giocare un ruolo molto importante di “traino”. E certamente occorrerà chiarezza prima di tutto a livello nazionale.

 

Cavicchioli

L’attuale Sindaco non capisce cosa s’intenda con “cabina di regia”, che dichiara essere una parola vuota, priva di significato. Tiene a precisare che nel recente passato si sono fatte molte cose insieme ad altri sindaci, con i quali ci sono stati importanti accordi sulle agenzie partecipate ed anzi, insieme a UIB si è andati in Regione a chiedere una cosa sola, poi ottenuta, facendo così a tutti gli effetti “una regia” (si riferisce all’elettrificazione della Biella-Santhià). E nei prossimi 5 anni spiega che bisognerà darsi l’obiettivo dell’elettrificazione anche della Biella-Novara. Inoltre, è d’accordo che il Sindaco di Biella debba assumere un ruolo rilevante, ma questo non va enfatizzato, deve prima di tutto fare il suo lavoro occupandosi di contenuti concreti: meno parole e più fatti.

 

Rinaldi

Rinaldi sostiene che, essendo in una fase “transitoria” (intendendo anche lui come Gentile che prima di tutto ci debbano essere indicazioni a livello nazionale), il Sindaco di Biella deve essere sicuramente consapevole di essere “propulsivo” e “capofila” di istanze di tutto il territorio, ma di rimando è necessario che anche tutti gli altri sindaci siano meno campanilisti e riconoscano Biella come “Comune traino”.

E poi ricorda quanto servano interventi prima di tutto urgenti, che portino persone oggi a Biella, non in un futuro troppo lontano attraverso progetti lunghi da realizzare.

 

Pizzi

Quel che resta della Provincia è ancora eccessivamente burocratico e di ostacolo all’imprenditoria nel campo dei rifiuti e molto altro, ribadisce Pizzi. È d’accordo che Biella sia capofila di un Consorzio dei Comuni e propone che, dopo i consigli comunali, vengano svolte anche delle riunioni nelle quali siano coinvolte le Associazioni e soprattutto i giovani.

 

Corradino

L’esponente della Lega invece pensa che l’ex Consorzio dei Comuni sia un doppione della Provincia e ricorda di essere stato tra coloro che lo hanno chiuso. Continua sostenendo che la Regione è un ente che legifera, la Provincia deve progettare i lavori e i Comuni li devono svolgere. E il Sindaco di Biella si deve comunque sentire anche Sindaco del Biellese e lo deve essere autorevolmente. Infine, Corradino pensa all’istituzione di una Multiutility che abbia un manager in grado di occuparsi di acque e rifiuti, svolgendo linee comuni su queste importanti politiche.

 

Interventi finali

 

Corradino

Vuole una città più collegata, più bella e più pulita, ma anche efficiente e sicura, in grado di attrarre investimenti e rioccupare il posto che merita nel panorama nazionale e internazionale. Una città che dovrà essere molto più conosciuta e riconosciuta, per attrarre nuova popolazione, anche a livello di comunicazione digitale.

 

Cavicchioli

Nonostante le tante difficoltà, pensa di continuare a sviluppare l’asse sul Piazzo, lavorando con concordia, come la sua amministrazione in questi 5 anni ha fatto.

 

Gentile

Si impegna per una connettività che deve essere raggiunta a tutti i costi, predicando competenza e meritocrazia. Ritiene sia necessario pensare e investire ad una vera azione di marketing territoriale.

 

Rinaldi

Si sente in debito con la città, che gli ha dato tanto, e quindi vorrebbe contraccambiare. Rinaldi ha anche uno sguardo esterno su Biella e auspica una politica che non si richiuda su se stessa, ma che invece ascolti la gente e le imprese tutti i giorni, e non solo durante la campagna elettorale.

 

Pizzi

Crede che chiunque abbia seguito attentamente il dibattito, potrà farsi una chiara opinione di chi voglia cambiare veramente le cose a Biella con idee e passione, ed abbia serie intenzioni di lavoro ed una buona dose di coraggio. Vorrebbe perciò vedere una città diversa, che con coraggio decide di cambiare.

 

Infine, la nostra Associazione chiede a tutti i candidati di ricordarsi del ruolo delle Associazioni di Categoria sul territorio: siamo una risorsa per la nuova amministrazione, qualunque essa sarà.

E CNA è a disposizione per fornire nuove e concrete idee alla politica.

Sperando anche che, dopo tante parole spese soprattutto sul che cosa fare, chi si insedierà in Comune riesca a farci capire, dimostrandolo, come è possibile farlo.

Altrimenti, come dice una canzone: sono solo parole…

 

Photo credits: Giuliano Beduglio