Il neo presidente di CNA Installazione Impianti Biella Davide Marcello lancia un duplice allarme che sta causando situazioni di grande difficoltà.

Se oggi chiedessimo a un istallatore di qualsiasi settore quale sia la sua più grande preoccupazione (a differenza di qualche mese fa in cui avrebbe risposto con il solito elenco che da anni la categoria lamenta ovvero burocrazia, eccessiva tassazione, accesso al credito), molto probabilmente vi sentirete rispondere che la cosa che lo preoccupa di più è riuscire a fare un preventivo che rispecchi l’andamento dei prezzi dei materiali, e a cui possa far fronte indicando una data di consegna.

Come mai tutto ciò?

Dalla ripresa delle attività dopo le ripetute restrizioni e chiusure, si è sviluppato un fenomeno alquanto strano: i produttori lamentano l’impossibilità di reperire le materie prime e far fronte all’enorme mole di richieste per la produzione dei componenti. Le conseguenze sono un’impennata senza precedenti dei prezzi al dettaglio e la carenza dei materiali. Una situazione che sembra di giorno in giorno aggravarsi sempre di più.

L’aumento dei metalli quali ferro (+230%), rame, della plastica, delle componenti elettroniche, solo per fare alcuni esempi, può far capire cosa sta accadendo.

Sommiamo il fatto che con gli sgravi fiscali legati all’edilizia si è verificato un boom di richieste, i fornitori della provincia di Biella nell’ultimo mese hanno applicato un aumento ai listini che vanno dal 10 al 20% su gran parte delle forniture di uso quotidiano, mentre in alcuni casi particolari tali aumenti sfiorano il 50%.

Solo per esemplificare alcuni prodotti:

  • Valvolame e rubinetteria +10%
  • Caldaie e Condizionatori + 5%
  • Materiali in plastica e compositi + 14%
  • Cavo elettrico +20%
  • Interruttori e dispositivi elettrici + 10%
  • Bulloni in inox + 25%

E le disgrazie non sono ancora finite perché chiunque potrebbe pensare: d’accordo, pago di più il materiale, ma almeno lo avrò subito e potrò andare avanti con il lavoro.

Invece no, l’altro grande problema è relazionare al cliente che il materiale risulta in ritardo -quando va bene- di qualche settimana, ma il più delle volte si parla di mesi.

I tempi di consegna sono raddoppiati e molto spesso ci si sente dire che non si sa quando verranno consegnati.

Serve un intervento urgente del Governo per adeguare i prezzi degli appalti in essere, pena il rischio concreto di un blocco dei cantieri pubblici e privati.

Occorre poi agire rapidamente in tema di Superbonus 110%; dopo un anno di stasi, i cantieri stanno finalmente partendo ma questa situazione rischia di compromettere anche l’efficacia di questa misura e di tutte le altre misure agevolative in materia di ristrutturazione e riqualificazione degli edifici.

Per usufruire delle agevolazioni fiscali occorre la congruità dei costi che va calcolata con riferimento ai prezzari ufficiali, che rischiano di essere obsoleti in poco tempo.

Se non si interviene velocemente, l’aumento dei prezzi rischia di erodere completamente l’utile delle imprese. Con una tale volatilità dei prezzi è veramente difficile per le imprese presentare ai clienti dei preventivi affidabili.

La spirale di rincari delle materie prime e dei semilavorati allarma in particolare le micro imprese, sulle quali l’impatto degli aumenti dei prezzi è più rilevante.

Infatti, un’indagine condotta dall’Ufficio Studi della CNA su un campione di circa mille tra micro e piccole imprese, presenta tinte fosche: il 55% subirà una contrazione della redditività, un’impresa su sei teme rallentamenti dell’attività e una su cinque un calo di ordini e fatturato (24,3% per le micro imprese e 10,9% per quelle con più di 10 addetti). Inoltre i rialzi delle materie prime potrebbero generare spinte inflazionistiche e mortificare la ripresa della domanda con riflessi negativi anche sull’occupazione.

Questo aumento dei prezzi delle materie prime rischia di rimettere in discussione la ripresa del settore impiantistico ed edile che, grazie anche ai bonus, si stava riprendendo dopo anni di crisi, e l’aumento dei prezzi rischia di creare danni significativi soprattutto alle microimprese, che sono più esposte e con capacità limitate a far fronte, e avrà possibili ripercussioni negative anche sull’occupazione.

CNA Installazione Impianti Biella, con oltre 200 aziende iscritte che danno occupazione a più di 600 addetti, è il più grande sindacato del settore, e non mancherà nelle prossime settimane di monitorare questa delicata situazione, rappresentandone le criticità agli Enti del Territorio.