A cura di Paola Lanza, Consulente del lavoro, Responsabile del Settore Paghe di CNA Biella.

La legge di bilancio si innesta quest’anno in un vorticoso sistema di norme emergenziali volte a frenare l’emergenza economica scaturita dalla pandemia da Covid 19.

Da qui una serie di previsioni che dovrebbero generare innanzitutto lavoro e liquidità mediante un meccanismo di agevolazioni e decontribuzioni, esoneri e gli oramai immancabili “ammortizzatori sociali”.

Eppure, molti restano i nervi scoperti e poche le concrete novità rispetto alla Manovra dello scorso anno, nonostante del tutto diverso sia il contesto globale.

Tra le principali previsioni, troviamo le seguenti.

Stabilizzazione ulteriore detrazione lavoro dipendente (ex bonus Renzi per redditi superiori a 28.000 e fino a 40.000)

Inizialmente era stato confermato solo il trattamento integrativo di 100.00 € e non l’ulteriore detrazione per redditi superiori a 28.000 €.

Sgravi contributivi per under 35

Tale agevolazione pari al 50% dei contributi con il massimale di € 3.000 annui, è stata confermata e raddoppiata per il 2021, ovvero 100% dei contributi con il massimale di € 6.000 annui.

Sgravio contributivo per l’assunzione di donne

Anche in questo caso lo sgravio è raddoppiato dal 50% dei contributi senza massimale al 100% dei contributi senza massimale, ma riguarda solo alcune casistiche e l’assunzione deve comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti.

Il beneficio è subordinato all’autorizzazione della Commissione Europea.

Congedo paternità

È stata elevata da 7 a 10 giorni la durata obbligatoria del congedo di paternità.

Decontribuzione Sud

30% dei contributi previdenziali fino al 31/12/2025.

20% dal 2026 al 2027.

10% dal 2028 al 2029.

Per il periodo 01/01/2021 – 30/6/2021 la misura è concessa in conformità al “Quadro temporaneo per le misure di aiuti di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid 19”, mentre per il periodo dall’1/7/2021 al 31/12/2029 è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea.

Rinnovo contratti a tempo determinato

Proroga fino al 31 marzo 2021 del termine fino al quale i contratti a tempo determinato possono essere rinnovati o prorogati per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta, anche in assenza delle causali previste dalla norma vigente.

Proroga Cig Covid

Sono stati prorogati per ulteriori 12 settimane i trattamenti di cassa integrazione, ordinaria, in deroga e di assegno ordinario.

I periodi in cui è possibile richiedere tali trattamenti sono differenziati a seconda della tipologia di Cig:

1° gennaio 2021 – 31 marzo 2021 per i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria;

1° gennaio 2021 – 30 giugno 2021 per i trattamenti di Cassa integrazione in deroga, nonché i trattamenti di integrazione salariale (FIS e FSBA).

Blocco dei licenziamenti

Proroga al 31 marzo 2021 il divieto di procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e a quelli collettivi per motivi economici.

Il divieto non si applica:

  • in caso di cessazione definitiva dell’attività dell’impresa;
  • in caso di fallimento;
  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale.

Come dichiarato poi dal nostro presidente nazionale Daniele Vaccarino nel corso dell’incontro con il neo Ministro del Welfare Andrea Orlando, la Confederazione si attende che l’eventuale prosecuzione della Cassa integrazione sia accompagnata da ulteriori settimane di integrazione salariale e dallo stanziamento delle relative risorse, precisando che comunque occorre modificare l’inammissibile disparità di trattamento prevista dall’ultima Legge di Bilancio per le imprese che fanno ricorso al Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato.

Sul tema della riforma degli ammortizzatori sociali, evidenziamo che universalità di tutele non deve significare unicità di strumenti. Vanno evitate scelte che vanifichino esperienze positive come quella di FSBA che ha erogato le prestazioni Covid-19 con grande rapidità ma ha sofferto il ritardo con cui il ministero ha trasferito i fondi e ancora oggi è in attesa dell’ulteriore tranche di risorse stanziate con il decreto agosto.

FSBA oggi copre circa il 65% delle imprese artigiane e il 90% dei lavoratori del settore ed è indispensabile un chiaro pronunciamento del legislatore per fugare ogni dubbio sull’obbligatorietà dell’iscrizione e del versamento dei contributi al Fondo.

Sulle politiche attive riteniamo sia necessario investire sui centri per l’impiego e valorizzare il ruolo che le Agenzie per il lavoro hanno svolto e possono continuare a svolgere, specialmente quelle costituite all’interno delle associazioni di rappresentanza delle imprese.

Sin dall’inizio della pandemia abbiamo auspicato una semplificazione dei processi per consentire un accesso veloce agli strumenti di sostegno al reddito. E l’emendamento approvato al decreto-legge n.183/2020 rappresenta certamente un primo passo in questa direzione.

Attendiamo ancora che con il neoeletto Presidente del Consiglio Mario Draghi, chiamato con il suo governo a decidere le misure da adottare alla scadenza del Dpcm lasciato in eredità dal suo predecessore Giuseppe Conte, si muova su due assi: fronteggiare le varianti Covid intensificando le vaccinazioni e dare sostegno all’economia.

È poi fondamentale potenziare la formazione continua. Il Fondo Nuove Competenze rappresenta un intervento di assoluto rilievo, ma è necessario adattarlo anche alle piccole imprese e all’artigianato.

Sul costo del lavoro, CNA ritiene indispensabile intervenire sul cuneo fiscale, e ha chiesto al neo Ministro Orlando di “scommettere nuovamente sul valore del contratto collettivo attraverso la decontribuzione degli aumenti contrattuali nella prossima tornata di rinnovi”.

Infine CNA ricorda l’esigenza di intervenire sui contratti a tempo determinato, tornando ai criteri precedenti il Decreto Dignità e ha messo in evidenza la situazione “insostenibile” dei patronati per i quali sono necessari altri 56 milioni per scongiurare gravi rischi nella capacità di assicurare prestazioni di welfare ai cittadini.