Monitor CNA delle imprese 2021: anche nel Biellese la ripresa si è vista, ma a tardare è la digitalizzazione


Daniele Marini, professore di Sociologia dell’Università di Padova e Direttore del Centro Studi Community Group, ha presentato il Monitor 2021 sulle imprese biellesi, in base ad uno specifico questionario loro proposto, illustrando i principali indicatori di quanto è accaduto nel corso del 2021, dividendo il periodo in due fasi: il consolidato e le aspettative della seconda parte dell’anno nei confronti del futuro.

Il primo semestre del 2021 si apre dopo che nel 2020 l’economia generale internazionale aveva subito un crollo del 3% del Pil, ovvero tre volte il dopo Lehman Brothers. E questo, da solo, come dato, rende bene l’idea della gravità della ripartenza che l’economia è stata chiamata a fare.

Nel 2020 tutti gli indicatori della congiuntura erano in profondo rosso, ma le imprese Biellesi, così come quelle piemontesi, hanno provato a mettere dei freni alla crisi. Come lo hanno fatto? Prevalentemente con l’utilizzo della cassa integrazione e quindi ricorrendo a ferie e permessi. Quasi tutte le imprese intervistate nel Biellese hanno dimostrato buone aspettative per il futuro. Se la cassa integrazione è stata utilizzata nel 2021 dal 49,9% delle imprese, per 2022 si immagina un ricorso minore (20%).

Ma se il 2022, dal punto di vista della ripresa da pandemia poteva presentare i primi, tangibili, segnali di ripresa, dovrà invece ancora fare i conti con la guerra in Ucraina, un altro evento che sta sconvolgendo il mondo sotto il profilo umanitario e che, al contempo, sta creando innumerevoli ricadute negative anche per l’economia. Come ha ricordato il presidente di CNA Biella Gionata Pirali nell’introdurre l’annuale approfondimento Monitor del Biellese.

E così le ipotesi sul futuro restano fortemente condizionate e solo in questo periodo del prossimo anno sarà possibile comprendere quali siano state le ricadute reali sulle piccole e medie imprese piemontesi e biellesi. Il Monitor CNA ha comunque offerto diversi elementi di spunto e riflessione.

 

Dallo smart working all’indice di performance: come le imprese biellesi hanno superato il 2020

Lo smart working in Piemonte è stato un ottimo modo di affrontare la ripartenza del 2021. Le imprese piemontesi intervistate ne hanno fatto ricorso per il 19,7% e il dato prevede una riduzione nel futuro, scendendo, come era logico immaginare, al 14,1%. Al contrario, il ricorso ai licenziamenti, magari frenato dalle disposizioni governative, passa dal 5,1% a un’ipotesi di ricorso per il 6,3% delle imprese.

Il prof. Marini, nel corso della sua presentazione, ha posto l’attenzione sul grado di apertura dei mercati: nel Biellese, rispetto al Piemonte, tendono a diminuire, pur restando equivalenti, le imprese che guardano solo al mercato domestico mentre crescono al 15,1% quelle che guardano al mercato estero in in modo diretto. Erano il 22% nel 2018, ma soltanto l’8,1% nel 2020.

Nel Biellese l’indice di performance dei vari indicatori congiunturali, dopo essere costantemente calato fino al 2020, quando era addirittura precipitato a -55, nel 2021 è risalito fino a 12,5, doppiando, di fatto, il risultato del Piemonte. In altri termini, nel primo semestre del 2021 le imprese biellesi hanno avuto una ripartenza ancor più accelerata rispetto alle imprese piemontesi.

Il secondo semestre del 2021: le aspettative degli imprenditori biellesi associati CNA

Se il primo semestre del 2021 si è chiuso con buone sensazioni di ripresa, gli imprenditori biellesi associati a CNA nel secondo semestre avevano ottime sensazioni per una ripartenza netta. Sono forse i dati più suscettibili di variabilità, non tenendo conto, quando sono stati rilevati a fine 2021, della situazione bellica attuale.

Quali sono gli scenari che prevedono dunque gli imprenditori? Dal punto di vista economico in molti si aspettano un aumento del fatturato, in generale. Ma come arrivare al risultato? La maggioranza sostiene che aggregarsi, mettersi assieme e collaborare resta la soluzione maggioritaria (53,6% delle imprese), ma ci sono anche altri temi su cui vale la pena fare delle considerazioni: la sostenibilità resta un tema di particolare importanza (71,2%) per le imprese. C’è poi ancora una certa distanza quando si tratta di realizzare iniziative sostenibili ed etiche: solo un’impresa su due opera  già in quest’ottica. E in generale un quarto degli intervistati è convinto di non progredire abbastanza velocemente. Manca poi un po’ di conoscenza generale sui temi maggiormente di attualità: solo il 21,8% delle imprese biellesi conosce il PNRR, e Agenda 2030 dell’Onu è conosciuta soltanto dal 10,3%. Solo il 17,1% degli intervistati conosce gli obiettivi di Sviluppo Sostenibili.

I temi qualitativi delle imprese Biellesi: le competenze

Il contesto da cui si parte ad analizzare le imprese del Biellese iscritte a CNA sotto il profilo delle competenze, ovvero quello nazionale, all’interno di uno scacchiere europeo, non è dei più edificanti: sia sotto il profilo della formazione terziaria della fascia di età 30-34 che sotto quello della formazione continua della fascia 25-64, l’Italia è tra gli Stati peggiori in Europa. 

E a livello locale, se si vuole, le cose vanno anche peggio: solo il 18,7% degli intervistati biellesi dichiara di aver fatto della formazione contro il 19,7% in Piemonte e il 27,7% della media nazionale: se ne fa di meno e quella poca riguarda temi di carattere tecnico. Visto il dato, quali sono le difficoltà ad organizzare formazione? Il dato peggiore è il dove farla: mancano gli spazi e servirebbero strutture per realizzarla. 

Sul punto di vista delle assunzioni di personale, il passaparola è ancora il metodo più utilizzato. Ma quali sono le competenze più importanti? Resta in pole postition tra le preferenze di scelta del candidato l’abilità tecnica, anche se ci sono tuttavia due “soft skills” quali le abilità cognitive e le competenze relazionali che stanno acquisendo ancora più importanza di quelle tecniche.

L’innovazione non decolla: le imprese restano ferme alle innovazioni più semplici

L’indice di innovazione delle imprese biellesi restituisce un dato interessante, visto che il 38,7% dichiara di aver fatto innovazioni sia di prodotto sia di processo. Resta abbastanza stabile la quota di coloro che non hanno effettuato innovazione. Anche su questo tema, come già visto in precedenza tende a bipolarizzare la realtà complessiva, tra quelle che intervengono con l’innovazione chi non fa nulla.

Andando però ad analizzare il livello degli investimenti si nota che la quota di imprese che hanno aumentato gli investimenti aumenta relativamente e in controtendenza rispetto al Piemonte ma per contro aumenta anche la quota di quelli che li hanno diminuiti: molto poche quelle che hanno investito sopra i 50.000 euro e moltissime si sono fermate entro i 5.000 euro, tanto che queste innovazioni, per la maggior parte sono state finanziate in proprio. Qualcuno si è rivolto alle banche e il resto delle opzioni non è stato quasi considerato. Su che cosa hanno investito in digitalizzazione le imprese biellesi? Su app e cloud, oppure software gestionali, ma molto poco su sistemi ERP o IoT particolarmente costosi.

Uno sguardo sui movimenti socio economici del Biellese, il focus della Camera di Commercio

La Provincia di Biella, dal punto di vista sociale e demografico, non può dirsi altrettanto allineata su un clima di cauto ottimismo. Il dott. Rocco Casella ha illustrato durante il Monitor le cifre che ha espresso il territorio nel 2021, secondo dati Istat. I risultati parlano di una fortissima riduzione della popolazione residente, che passa dai 174.170 abitanti nel 2020 ai 170.724 del 2021, l’anno che, non solo a livello locale, è diventato l’anno con la più bassa natalità dall’Unità d’Italia. Percentuale non aiutata dalla popolazione straniera, che resta bassa nel Biellese. Se poi si va più nel dettaglio nella fascia tra i 17 anni (un ragazzo che si appresta a terminare le superiori) e i 35 (età nella quale si dovrebbe aver terminato la formazione ed aver avviato una carriera professionale), il calo supera addirittura il 12%.

E per le imprese? Calano le aziende artigiane, dal 2017 in modo costante, con punte legate alle imprese manifatturiere in senso stretto e le imprese di costruzioni. Ci sono poi anche piccoli segnali di crescita e sono legati alla crescita delle imprese legate ai servizi innovativi d’impresa: ovvero chi offre, in generale, servizi innovativi mostra un trend in crescita.

Il commercio è invece un settore in sofferenza, ma il dato è particolarmente legato al calo del commercio di vicinato: un fenomeno che investe tutte le aree del Biellese. Cala poi anche il turismo, pesantemente frenato dalla pandemia.

Anche le imprese femminili seguono l’andamento generale della congiuntura: a Biella valgono un quinto delle imprese iscritte e sono concentrate ai servizi e in particolare ai servizi alla persona. Anche in questo caso c’è un calo ma in modo più graduale. Tengono invece le imprese giovanili (under 35), che restano costanti rispetto al 2020 ma sono soltanto il 6,8% delle imprese contro una media regionale che supera il 9%.

Unico forte rimbalzo positivo quello del comparto industriale che torna a salire con punte che collocano il Biellese al primo posto in Piemonte. Bene anche il dato sulla presenza delle startup innovative.

Il ruolo del sistema bancario nello scenario congiunturale. UniCredit: “Vicini ai nostri clienti”

Sandro Petretto, vice area manager Small Business di UniCredit, racconta come l’istituto bancario si pone in una situazione congiunturale come quella appena illustrata: “Siamo una banca del territorio e vogliamo essere vicino ai nostri clienti”.

Il 2021 per quanto riguarda l’osservatorio bancario è divisibile in due parti. La prima, che ha visto UniCredit rifinanziare le imprese nell’ottica di metterle in protezione. La seconda parte in cui c’è stata invece una certa vivacità e molti investimenti bancari sono stati finanziamenti dedicati agli investimenti produttivi come ad esempio Industria 4.0. 

Nel 2021, a livello Corporate, UniCredit ha contribuito con 1 miliardo e 100 milioni di euro su 1000 operazioni. Per le altre aziende, quelle sotto i 5 milioni di fatturato, sono state effettuate circa 6500 operazioni per quasi 500 milioni di euro di interventi: numeri molto più importanti rispetto al 2019. UniCredit si è strutturata per il PNRR, per dare consulenza alle imprese. Molte delle imprese oggi sono liquide e ricorrono, spiega Petretto, come visto, a risorse proprie per gli investimenti: a queste realtà la banca si mette a disposizione, per aiutarle e supportarle, ha concluso il manager UniCredit, anche dal punto di vista delle fasi progettuali.

La chiusura del presidente di CNA Biella Gionata Pirali sintetizza il monitor 2021: “La crescita deve essere importante e forte per il prossimo futuro, su questo non ci sono dubbi. E affinché ciò avvenga dobbiamo mettere in campo tutte le energie e le condizioni necessarie”.

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