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Mutua: chi non ha obbligo di reperibilità?

By |6 Luglio 2016|News|

Reperibilità durante la mutua e la malattia: quali sono i casi di esclusione? È prevista l’esclusione dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità in caso di malattia (dalle ore 10 alle 12 e dalle 17 alle 19) per i lavoratori subordinati del settore privato che si assentino per questi motivi:

  1. patologie gravi, risultanti da idonea documentazione, che richiedono terapie salvavita, comprovate da idonea documentazione della Struttura sanitaria. In particolare, la patologia “grave” viene definita come considerevole disordine funzionale, in grado di coinvolgere sensibilmente e in modo severo la funzione dell’organo o apparato. Per terapia salvavita si intende, invece, quella che consente di salvare la vita al paziente ossia quelle cure «indispensabili a tenere in vita» la persona. Solo laddove vi sia contestualmente la patologia grave e il ricorso alla terapia salvavita come conseguenza della patologia, allora il dipendente malato è esonerato dal rispetto delle fasce di reperibilità;
  2. situazione di invalidità del soggetto a condizione che la predetta invalidità abbia determinato una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al 67 per cento. Vi è, infatti, l’esonero dalle fasce di reperibilità nel caso in cui la malattia sia riconducibile a quelle medesime patologie che hanno determinato una riduzione della capacità lavorativa nella misura pari o superiore al 67 per cento.

L’INPS, insieme al Ministero del lavoro e al Ministero della salute, fornisce l’elenco dettagliato delle malattie che esonerano il dipendente del settore privato dall’applicare le fasce di reperibilità durante la mutua, rendendo così operativa la misura dell’esonero prevista dalla norma. L’elenco delle malattie verrà utilizzato dai medici del servizio sanitario nazionale o convenzionati per redigere il certificato medico di malattia.

In particolare, i medici che si trovano a certificare le patologie elencate dalla circolare valorizzano nel certificato telematico il nuovo campo relativo a “terapie salvavita” / “invalidità”.

Il datore che trova valorizzato nel certificato medico il nuovo campo non può richiedere la visita di controllo domiciliare tramite il Cassetto previdenziale. Tuttavia, resta ferma la possibilità per lo stesso segnalare, mediante il canale di posta PEC istituzionale, alla sede Inps territorialmente competente possibili eventi, riferiti a lavoratori esentati dalla reperibilità, per i quali ravvisino la necessità di effettuare una verifica. Sarà cura dell’INPS valutare, mediante il proprio centro medico legale, l’opportunità o meno di esercitare l’azione di controllo, dandone conseguente notizia al datore di lavoro richiedente.

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