Lo scorso 24 aprile è stato definito tra le parti sociali, tra cui CNA Nazionale, e il Governo il nuovo “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Virus COVID-19 negli ambienti di lavoro” che aggiorna la prima revisione del 14 marzo u.s. e che tutte le aziende alla riapertura delle loro attività dovranno attuare.

Al punto 13 del documento si cita che:

  • è costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e dell’RLS;
  • laddove, per la particolare tipologia di impresa e per il sistema delle relazioni sindacali, non si desse luogo alla costituzione di comitati aziendali, verrà istituito, un Comitato Territoriale composto dagli Organismi Paritetici per la salute e la sicurezza, laddove costituiti, con il coinvolgimento degli RLST e dei rappresentanti delle parti sociali.

Ne consegue che il Protocollo debba essere condiviso, oltre che con il Medico Competente, anche con il Rappresentante dei Lavoratori (RLS) se eletto in azienda.

Se non eletto è necessario inviare il Protocollo all’Ente Bilaterale di riferimento, presso cui operano i Rappresentanti dei lavoratori Territoriali (RLST).

Le aziende artigiane prive di RLS, ma aderenti all’Ente Bilaterale Artigianato Piemontese (EBAP), possono adottare, personalizzare e infine inviare all’ente Bilaterale il protocollo condiviso tra le parti sociali lo scorso 30 aprile, per la sua validazione finale da parte del Comitato Territoriale.

Il modello e i suoi allegati possono essere scaricati direttamente dal sito www.ebap.piemonte.it o richiesti al nostro ufficio Ambiente e Sicurezza, che è a disposizione per l’assistenza diretta in azienda, e a sostegno per la sua compilazione e invio.

Tutte le altre aziende, aderenti o meno ad altri Enti Bilaterali, potranno adottare il Protocollo Condiviso il 24 aprile all’interno dei propri luoghi di lavoro, applicando eventuali ulteriori e più incisive misure di precauzione secondo le peculiarità della propria organizzazione, sempre previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali interne o territoriali, per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.

Ricordiamo infine che la mancata attuazione del Protocollo che non assicuri adeguati livelli di protezione, oltre a sanzioni, può determinare la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.