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Obbligo fattura elettronica dal 2019

By |10 Gennaio 2019|News|

Dal 1° gennaio 2019 è scattato l’obbligo fattura elettronica: tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, devono essere solo fatture elettroniche.

Obbligo fattura elettronica dal 2019: chi coinvolge e come funziona

L’obbligo di fattura elettronica entra in vigore:

  • tra soggetti passivi IVA residenti, stabiliti o identificati in Italia (operazioni B2B), attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate;
  • nei confronti dei consumatori finali (operazioni B2C).

Mentre ne sono esclusi i soggetti rientranti nel regime dei minimi e nel regime forfetario.

A tali categorie di operatori si possono aggiungere i “piccoli produttori agricoli ”, i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

Gli operatori in regime di vantaggio o forfettario possono comunque emettere fatture elettroniche seguendo le disposizioni del provvedimento del 30 aprile 2018.

Le regole per predisporre, trasmettere, ricevere e conservare le fatture elettroniche sono definite nel provvedimento n.89757 del 30 aprile 2018 pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Per supportare gli operatori Iva, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione diversi servizi gratuiti per predisporre agevolmente le fatture elettroniche, per trasmetterle e riceverle, per conservarle nel tempo in maniera sicura e inalterabile nonché per consultare e acquisire la copia originale delle fatture elettroniche correttamente emesse e ricevute.

È sempre possibile utilizzare software e servizi reperibili sul mercato, purché conformi alle specifiche tecniche allegate al citato provvedimento del 30 aprile 2018. Le regole tecniche definite nel provvedimento del 30 aprile 2018 sono valide solo per le fatture elettroniche tra privati.

Per le fatture elettroniche emesse verso le Pubbliche Amministrazioni restano valide le regole riportate nel Decreto Ministeriale n. 55/2013 e nel sito www.fatturapa.gov.it.

Cos’è la fattura elettronica e che differenze ci sono rispetto alla fattura di carta

La fattura elettronica deve essere un file in formato XML e deve transitare dal Sistema di Interscambio. Il file XML (fattura elettronica B2B e B2C) può essere predisposto utilizzando alternativamente:

  • una procedura web resa disponibile gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate;
  • un’app utilizzabile da dispositivi mobile resa disponibile gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate;
  • un software da installare su PC reso disponibile gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate;
  • software, app e altri dispositivi forniti da privati.

La fattura elettronica B2B può essere emessa senza firma digitale. L’apposizione della firma elettronica è comunque fortemente consigliata per garantire l’integrità, l’autenticità e l’originalità del documento e per dare piena valenza legale al documento tra le parti.

La firma può essere apposta dal soggetto che emette la fattura, o da un soggetto terzo rispetto al cedente/prestatore. In questo caso deve apporre la firma il soggetto emittente, pur rimanendo in capo al cedente/prestatore la responsabilità del contenuto della fattura.

La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea, in generale, solo per due aspetti:

  • va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone;
  • deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il c.d. Sistema di Interscambio (SdI).

Il SdI è una sorta di “postino” che svolge i seguenti compiti:

  • verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali nonché l’indirizzo telematico (c.d. “codice destinatario” ovvero indirizzo PEC) al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura;
  • controlla che la partita Iva del fornitore (c.d. cedente/prestatore) e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente (c.d. cessionario/committente) siano esistenti.

In caso di esito positivo dei controlli, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario e invia una “ricevuta di recapito” a chi ha emesso la fattura contenente la data e l’ora di consegna del documento.

In definitiva, quindi, i dati obbligatori da riportare nella fattura elettronica sono gli stessi che si riportavano nelle fatture cartacee oltre all’indirizzo telematico dove il cliente vuole che venga consegnata la fattura.

Quali sono i vantaggi della fattura elettronica

La fatturazione elettronica innanzitutto permette di eliminare il consumo della carta, risparmiando i costi di stampa, spedizione e conservazione dei documenti. Quest’ultima può essere eseguita gratuitamente aderendo all’apposito servizio reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate.

Inoltre, potendo acquisire la fattura sotto forma di file XML (eXtensible Markup Language), è possibile rendere più rapido il processo di contabilizzazione dei dati contenuti nelle fatture stesse, riducendo sia i costi di gestione di tale processo che gli errori che si possono generare dall’acquisizione manuale dei dati.

Infine, essendo certa la data di emissione e consegna della fattura (poiché la stessa viene trasmessa e consegnata solo tramite SdI), si incrementa l’efficienza nei rapporti commerciali tra clienti e fornitori.

La fattura elettronica, poi, determina ulteriori vantaggi dal punto di vista strettamente fiscale. Infatti:

  • per gli operatori Iva in regime di contabilità semplificata che emettono solo fatture e che si avvalgono dei dati che l’Agenzia delle Entrate mette loro a disposizione, sulla base delle regole previste da provvedimento dell’Agenzia stessa, viene meno l’obbligo di tenere i registri Iva;
  • per tutti gli operatori Iva che emettono e ricevono solo fatture, ricevendo ed effettuando pagamenti in modalità tracciata sopra il valore di 500 euro, i termini di accertamento fiscale sono ridotti di 2 anni;
  • qualsiasi operatore, così come i consumatori finali, possono – in qualsiasi momento – consultare e acquisire copia delle proprie fatture elettroniche emesse e ricevute attraverso un semplice e sicuro servizio online messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Se la fattura viene predisposta ed inviata al cliente in forma diversa da quella XML ovvero con modalità diverse dal Sistema di Interscambio, così come previsto dal provvedimento del 30 aprile 2018, tale fattura si considera non emessa, con conseguenti sanzioni a carico del fornitore e con la impossibilità di detrazione dell’Iva a carico del cliente.

Come si predispone e si invia una fattura elettronica al cliente

Per compilare una fattura elettronica è necessario disporre di:

  • un PC, un tablet oppure uno smartphone;
  • un programma (software) che consenta la compilazione del file della fattura nel formato XML previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018.

Le fatture elettroniche vanno sempre inviate ai propri clienti attraverso il SdI (Sistema di Interscambio), altrimenti sono considerate non emesse.

Per trasmettere al SdI il file XML della fattura elettronica ci sono diverse modalità:

  • si può utilizzare un servizio online presente nel portale “Fatture e Corrispettivi” che consente l’upload del file XML preventivamente predisposto e salvato sul proprio PC;
  • si può utilizzare la procedura web ovvero l’App FatturaE messa a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate;
  • si può utilizzare una PEC (Posta Elettronica Certificata), inviando il file della fattura come allegato del messaggio di PEC all’indirizzo “sdi01@pec.fatturapa.it”;
  • si può utilizzare un canale telematico (FTP o Web Service) preventivamente attivato con il SdI o fornito da soggetti privati.

Per inviare correttamente una fattura elettronica è indispensabile che al suo interno sia riportato l’indirizzo telematico che il cliente ha comunicato al fornitore. Tale indirizzo potrà solo essere:

  • un indirizzo PEC, e in tal caso occorrerà compilare il campo della fattura “Codice

Destinatario” con il valore “0000000” (sette volte zero) e il campo “PEC Destinatario” con l’indirizzo PEC comunicato dal cliente;

  • un codice alfanumerico di 7 cifre, e in tal caso occorrerà compilare solo il campo della fattura “Codice Destinatario” con il codice comunicato dal cliente.
  • nel caso di fatture emesse a privati consumatori, il campo “Codice Destinatario” deve essere valorizzato con sette zeri e il campo “PEC” può non essere compilato. In questo caso si deve consegnare al cliente copia cartacea del documento.

Come si conservano le fatture elettroniche

Per legge sia chi emette che chi riceve una fattura elettronica è obbligato a conservarla elettronicamente.

La conservazione elettronica, tuttavia, non è la semplice memorizzazione su PC del file della fattura, bensì un processo regolamentato tecnicamente dalla legge (CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale). Con il processo di conservazione elettronica a norma, infatti, si avrà la garanzia – negli anni – di non perdere mai le fatture, riuscire sempre a leggerle e, soprattutto, poter recuperare in qualsiasi momento l’originale della fattura stessa (così come degli altri documenti informatici che si decide di portare in conservazione). Il processo di conservazione elettronica a norma è usualmente fornito da operatori privati certificati facilmente individuabili su Internet.

Quali sono le sanzioni

La fattura non emessa in formato elettronico o non emessa in formato XML o non inviata tramite il Sistema di interscambio si considera non emessa.

La sanzione va dal 90 al 180% dell’Iva relativa alla fattura non emessa per le operazioni imponibili oppure dal 5 al 10% dei corrispettivi non documentati se si tratta di operazioni non imponibili, esenti, non soggette ad Iva o soggette a reverse charge.

Per regolarizzare le operazioni (casi di non ricezione della fattura o di ricezione di fattura irregolare) il cessionario/committente:

  • trasmette l’autofattura al Sistema di Interscambio indicando nel campo «TipoDocumento» il codice TD20;
  • compila le sezioni anagrafiche indicando i dati del cedente/prestatore (fornitore) e quelli del cessionario/committente (dati propri);
  • paga l’imposta.

Per qualsiasi domanda o richiesta di chiarimento sull’obbligo fattura elettronica, il nostro ufficio è sempre a disposizione.

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