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Pensione artigiani requisiti: tutto quello che devi sapere


Sul tema delle pensioni artigiani, ma più in generale sulle novità in materia di previdenza, si resta in attesa di una vera e propria riforma del sistema, Nell’attesa sono state introdotte una serie di proroghe al 2022 delle misure di flessibilità in uscita, come “Opzione donna” e “Ape sociale”.  

La prima verrà prorogata con i requisiti attuali, senza l’innalzamento di età che era stato inizialmente paventato. Per quanto riguarda il secondo, invece, viene cancellato il vincolo che destinava l’indennità ai disoccupati che avessero terminato il trattamento di disoccupazione da almeno 3 mesi.
Per il calcolo della pensione artigiani è superata la cosiddetta “Quota 100”, che diventa “Quota 102”, ma solo per un anno.
Infine, per quanto riguarda anche la pensione da artigiani, è previsto un fondo per favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni.
Di seguito, più nel dettaglio e voce per voce, tutto ciò che bisogna sapere sulle pensioni e in particolare sulle pensioni per artigiani. 

Quali sono le differenze tra pensione artigiani e pensione commercianti

Il fondo pensione per i commercianti e il fondo pensione artigiani sono inseriti nelle gestioni speciali dell’Inps per i lavoratori autonomi. Sono le gestioni alle quali devono essere iscritti gli imprenditori artigiani e i commercianti assieme ad altri fondi pensione per specifiche categorie tra cui: coltivatori diretti, mezzadri e imprenditori agricoli.

I sistemi previdenziali per artigiani e commercianti restano abbastanza simili. La legge identifica l’imprenditore artigiano come chi svolge un’attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazione di servizi escluse le attività agricole e commerciali, di intermediazione nella circolazione di beni o ausiliarie di queste ultime, salvo il caso in cui siano solamente strumentali ed accessorie all’esercizio dell’impresa. Il Commerciante, diversamente, è il titolare di un’impresa che opera nel settore del commercio, terziario e turismo e che, a prescindere dal numero dei dipendenti, è organizzata prevalentemente con lavoro proprio ed eventualmente dei componenti la famiglia. 

L‘aliquota contributiva degli artigiani per il 2021 è attualmente fissata al 24%; mentre quella dei commercianti al 24,09%. La leggera differenza è giustificata poiché contiene al suo interno una maggiorazione pari allo 0,09%, destinata al cosiddetto fondo per la rottamazione negozi. Vediamo nel dettaglio le possibili opzioni per ottenere la pensione a seconda della condizione nella quale ci si trova.

Pensione di vecchiaia a 67 anni ma con alcune differenze

Pensione di anzianità (oggi chiamata anticipata) e pensione di vecchiaia differiscono sostanzialmente per i requisiti necessari ad accedervi. La pensione di anzianità può essere richiesta e ottenuta prima del compimento dell’età massima prevista dalla legge, con almeno 35 anni di contributi effettivamente versati. Invece la pensione di vecchiaia viene riconosciuta soltanto a quei lavoratori che hanno raggiunto l’età massima pensionabile e più precisamente 67 anni.

La pensione di vecchiaia si applica a quei lavoratori che hanno raggiunto l’età massima pensionabile, ma con delle differenze. Per gli iscritti ante 1996 e post 1995, infatti, il requisito congiunto di 67 anni di età (da adeguarsi all’aspettativa di vita negli anni successivi) e 20 anni di contribuzione; per gli iscritti post 1995 deve essere rispettato un ulteriore requisito, l’importo della pensione deve essere pari a 1,5 volte l’importo dell’Assegno Sociale in vigore al momento della domanda di pensione (per il 2022 pari a 702,15 euro).

Per gli Iscritti alla gestione separata post 1995 il requisito congiunto deve essere di 71 anni di età e 5 anni di contribuzione effettiva.

Per i lavoratori impiegati da almeno sette anni nei dieci precedenti la quiescenza in mansioni gravose, il pensionamento di vecchiaia è accessibile a 66 anni e 7 mesi a condizione che sussistano almeno 30 anni di anzianità contributiva. 

Pensione di vecchiaia per lavoratori impegnati in attività gravose

La pensione di vecchiaia cambia nella sostanza quando si riferisce a quei lavoratori impegnati in attività gravose (il cui elenco è consultabile dal D.M.5/02/2018 All. A.).

In generale, per poterla richiedere, è necessario possedere il requisito congiunto di: 66 anni e 7 mesi di età e 30 anni di contributi.

Per gli iscritti post 1995, inoltre, deve essere rispettato un ulteriore requisito: l’importo della pensione deve essere pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale in vigore al momento della domanda di pensione (per il 2022 tale importo è pari a 702,15 euro).

Pensione anticipata (ex anzianità)

Quante settimane servono per andare in pensione? 

La pensione anticipata (un tempo pensione di anzianità) può essere richiesta da coloro che si trovano in possesso del requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi (pari a 2.2175 settimane) se donne e 42 anni e 10 mesi (pari a 2.227 settimane) se uomini.

Per quanto riguarda gli iscritti post 1995 servirà il requisito congiunto di 64 anni di età, 20 anni di contribuzione effettiva e un importo minimo della pensione pari a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale in vigore al momento della liquidazione (per il 2022 pari a 1310,68 euro).

Pensione anticipata Quota 102 (requisiti maturati entro il  31.12.2021)

La pensione sostituisce Quota 100, ma con i requisiti maturati entro il 31 dicembre 2021 per poterne fare richiesta, si pone l’obiettivo di far raggiungere la pensione a coloro che hanno raggiunto i 64 anni di età e allo stesso tempo raggiunto i 38 anni di contribuzione. Due anni in più di Quota 100 e al momento per tutto il 2022.

È consentita una finestra di 3 o 6 mesi a seconda del settore di appartenenza (pubblico o privato), al momento della domanda. Per finestra si intende quel periodo che si può decidere di lavorare e cumulare tale periodo sul montante complessivo, percependo poi una pensione sensibilmente più alta oppure non lavorarla e per il periodo di 3 o 6 mesi non ricevere né stipendio né pensione.

Pensione per lavori usuranti

Prevede un sistema di  quote (età + contributi), è richiesto il riconoscimento, da parte dell’INPS, dell’appartenenza alla “categoria”. Non c’è adeguamento all’aspettativa di vita fino al 31.12.2025.

Per gli iscritti alla previdenza prima del 1996 si rivolge a: lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti; lavoratori addetti alla “linea catena”; conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, sia lavoratori diurni che notturni; lavoratori notturni che prestano attività per periodi di durata pari all’intero anno lavorativo.

Opzione donna

Il trattamento pensionistico “Opzione donna” viene calcolato secondo le regole del sistema contributivo ed erogato, a fronte di richiesta, in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre 2021. Nello specifico i requisiti sono: 58 anni di età (59 se autonome) e 35 anni di contribuzione effettiva. La finestra, che è di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti, è estesa ai 18 mesi per le lavoratrici autonome. La pensione è calcolata interamente con il sistema contributivo.

APE sociale (requisiti da perfezionarsi entro il 31.12.2022)

L“Anticipo Pensionistico Sociale”, noto anche come APE Sociale, introdotto con la legge di bilancio 2017, consiste in un sussidio economico che accompagna al raggiungimento della pensione di vecchiaia alcune categorie di lavoratori che necessitano di una particolare tutela, ma condizione di avere raggiunto il 63° anno di età unitamente ad almeno 30 o 36 anni di contributi. Più nel dettaglio le casistiche sono le seguenti: disoccupati (63 anni di età e 30 di contribuzione); chi assiste un familiare portatore di handicap con gravità (63 anni di età e 30 di contribuzione); persone con invalidità pari o superiore al 74% (63 anni di età e 30 di contribuzione); addetti a lavori gravosi/usuranti (63 anni di età e 36 di contribuzione (32 se operai edili/ceramisti/conduttori di impianti per formatura articoli in ceramica e terracotta).

Il calcolo della pensione

Il sistema di calcolo della pensione, anche per le pensioni per artigiani, varia a seconda dell’anzianità contributiva che l’artigiano ha maturato al 31.12.1995: per coloro che sono in possesso di anzianità contributiva al 31.12.1995 la pensione è calcolata con il sistema retributivo e misto (una quota con il sistema retributivo ed una con il sistema contributivo); oppure per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31.12.1995 la pensione è calcolata con il sistema contributivo.

Dal 1° gennaio 2012 il sistema contributivo viene applicato a tutti i lavoratori sulla quota di pensione corrispondente all’anzianità contributiva  maturata dal 1° gennaio 2012.

Il sistema retributivo

Si applica alle anzianità contributive maturate fino al 31.12.2011 per i lavoratori artigiani e non, in possesso di almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995. La pensione è rapportata alla media delle retribuzioni (o dei redditi per i lavoratori autonomi) degli ultimi anni lavorati e si basa su tre elementi: l’anzianità contributiva, intesa come il   totale dei contributi, fino ad un massimo di 40 anni, che il lavoratore può far valere alla data del pensionamento; la retribuzione/reddito pensionabile, intesa come la media delle retribuzioni o dei redditi percepiti negli ultimi anni di attività, rivalutati sulla base degli indici ISTAT fissati annualmente; l’aliquota di rendimento che si intende pari al 2% annuo della retribuzione/reddito percepiti, entro determinati limiti stabiliti per legge che decresce per fasce di importo superiore. Ad esempio, se la retribuzione pensionabile non supera questo limite, con 35 anni di contributi la pensione è pari al 70% della retribuzione, con 40 anni all’80%.

L’importo della pensione si divide poi in 2 quote: la quota A si determina sulla base della contribuzione maturata al 31.12.1992 e sulla media delle retribuzioni degli ultimi 5 anni (10 anni per i lavoratori autonomi) immediatamente precedenti la data di pensionamento. La quota B si determina sulla base della contribuzione versata dal 1° gennaio 1993 alla data di pensionamento e sulla media delle retribuzioni degli ultimi 10 anni (15 anni per i lavoratori autonomi).

Il sistema misto

Il sistema misto per il calcolo pensione degli artigiani viene applicato ai lavoratori che, alla data del 31.12.1995, sono in possesso di un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni di contributi ed anche a coloro che sono in possesso di più di 18 anni di contribuzione alla stessa data,  a decorrere dal 1° gennaio 2012.

Come? Per i primi, alla contribuzione versata fino al 31.12.1995 si applica il sistema retributivo, per quella versata a partire dal 01.01.1996 il sistema contributivo. Per i secondi si applica il sistema retributivo per i contributi versati fino al 31.12.2011 ed il contributivo per quelli versati successivamente al 1° gennaio 2012.

Il sistema contributivo

La pensione si calcola interamente con il sistema contributivo per quei lavoratori artigiani e non che sono privi di contribuzione alla data del 1° gennaio 1996.

Per calcolare la prestazione si deve: 

•  individuare la retribuzione annua del lavoratore dipendente od il reddito conseguito dal lavoratore autonomo o para subordinato;

•  calcolare i contributi di ogni anno sulla base dell’aliquota di computo;

•  determinare il montante individuale (somma dei contributi di ciascun anno rivalutati sulla base del tasso annuo di capitalizzazione derivante dalla variazione media quinquennale del PIL determinata dall’ISTAT;

•  applicare al montante contributivo, il coefficiente di trasformazione, che varia a seconda dell’età del lavoratore al momento del pensionamento.

Sul tema del pensionamento artigiani e sul calcolo pensione per artigiani molto, come visto, dipende dalle situazioni individuali. Gli uffici di CNA Biella sono disponibili a fornire qualsiasi informazione aggiuntiva e approfondimento.

 

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