Premio Bimbo Faber. Il Presidente Pirali: “Sempre più aperti al territorio”


Giovedì 29 giugno scorso, a Palazzo Gromo Losa, è stato nominato il vincitore della seconda edizione del Premio Bimbo Faber, messo in palio da CNA Biella. A sbaragliare la concorrenza nella cinquina finalista selezionata dalla Giuria è stato un progetto davvero molto importante e qualificante per il territorio, ovvero l’acquisizione del Lanificio Fratelli Cerruti 1881 da parte di un altro storico brand biellese, il Lanificio Fratelli Piacenza.

Poco meno di un anno dopo la scomparsa di Nino Cerruti, il marchio rischiava concretamente e pericolosamente di finire nelle mani del miglior offerente, e molto probabilmente all’estero. Averlo ancorato al territorio è stata una sfida vinta sia sotto il profilo industriale che socio-culturale. Il fatto che 200 dipendenti abbiano potuto continuare a lavorare in azienda, senza doversi crucciare pensando al domani come ad un complicatissimo rompicapo, ha ricadute importanti sul sistema socio-economico locale.

Il Presidente di CNA Biella Gionata Pirali, non ha fatto mistero della sua grande soddisfazione per l’epilogo di questa seconda edizione del Premio Bimbo Faber. Al termine della serata di premiazione, gli abbiamo chiesto cosa “porterà a casa” da questa tornata.

«Sicuramente la felicità per il grande coinvolgimento dimostrato dal territorio – ha dichiarato il Presidente Pirali -. Abbiamo praticamente bissato il numero di candidature rispetto alla prima edizione, 18 lo scorso anno, 17 quest’anno, ma la cosa che reputo più importante per il futuro è che stiamo davvero riuscendo a trasmettere la nostra idea di Premio. È proprio questa consapevolezza a spingerci verso le prossime edizione con una convinzione ancora maggiore».

Presidente, la giuria ha scelto all’unanimità, ed è assolutamente comprensibile vista la caratura del progetto vincitore. Ma la cinquina finalista proponeva altri progetti molto validi.

«Proprio così. Come membro della Giuria sono convinto che sia stato fatto un ottimo lavoro in fase di selezione. La cinquina finalista per il 2022 presentava un livello ancora superiore, se possibile, a quella dello scorso anno. Grande affluenza e partecipazione alle candidature sono testimonianza del fatto che il territorio ci tiene e condivide il nostro progetto».

Quest’anno, tra l’altro, il Premio Bimbo Faber si è arricchito di un… claim!

«Esattamente. Abbiamo lavorato moltissimo in termini di comunicazione per fare arrivare fino in fondo, ai quattro angoli del Biellese, il senso profondo di questa nostra iniziativa. E in termini di comunicazione sappiamo tutti quanto siamo strategiche le cosiddette keywords: Passione, Territorio e Progetto rappresentano la declinazione più coerente dell’idea che ci ha portato a sviluppare e promuovere l’idea sottesa al Premio Bimbo Faber».

Cosa possiamo aspettarci per il futuro, ovvero per le prossime edizioni?

«Prima di tutti il nostro costante impegno nel portare avanti l’iniziativa. Poi, come ho avuto modo di accennare durante la premiazione, speriamo di riuscire a far uscire il più possibile “Bimbo Faber” dal perimetro della nostra Associazione. E lo abbiamo già dimostrato in questa seconda edizione, modificando il regolamento e aprendo la Giuria, prima solo interna, al nostro territorio».

La sera della premiazione, durante il suo discorso introduttivo, ha puntato molto sul ruolo degli Ambasciatori del Premio Bimbo Faber.

«Non avrei potuto fare diversamente, perché gli Ambassador sono l’elemento portante del nostro lavoro: sono loro a veicolare il progetto del Premio e ci aiutano nella ricerca delle candidature. Senza di loro, sarebbe tutto molto più complicato. Per questo mi permetto di nominarli ancora una volta, perché il mio ringraziamento per il loro lavoro è davvero sentito e pieno di gratitudine: un grazie speciale a Luisa Bocchietto, Michele Colombo, Franco Ferraris, Marco Fulcheris, Maurizio Ribaldone, Federico Sella, Gianluca Spagnolo, Paolo Zegna e Christian Clarizio».

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