REC, una garanzia in più per il mondo edile. Da CNA Biella una certificazione “responsabile, etica e certificata”. Lo racconta il presidente degli Edili Roberto Botosso
Impresa REC: responsabile, etica e certificata. Non è soltanto uno slogan, ma un’idea che da qualche anno è stata sviluppata e approfondita dall’Unione degli Edili di CNA Biella sino a trovare un proprio disciplinare e diventare una vera e propria certificazione di garanzia per quegli artigiani che operano in campo edile.
Il settore dell’edilizia, infatti, diversamente dall’impiantistica, non dispone di veri e propri certificati di corretta posa o esecuzione di un lavoro. In certa misura manca sovente anche una vera e propria formazione specifica da parte di chi opera e il REC nasce proprio con l’idea di compensare, almeno parzialmente, questa lacuna e poter offrire alle imprese, e di conseguenza ai clienti, alcune importanti consapevolezze.
Così, CNA Biella ha pensato ad una serie di linee guida necessarie per “certificare” come eccellente, responsabile ed etica un’impresa edile, o operante a diretto contatto con il mondo dell’edilizia, che voglia quindi distinguersi e presentarsi al cliente in maniera più professionale e trasparente.

Da queste riflessioni e confronti è nato il REC e, per acquisirlo, CNA Biella ha elaborato, di concerto con i propri consulenti, una serie di requisiti che dovranno essere valutati da una commissione interna. Intanto l’iscrizione all’albo delle imprese artigiane superiore ai 5 anni. Poi il requisito di onorabilità, per il quale l’impresa deve risultare senza procedimenti civili/penali in corso e non avere sentenze di condanna per delitti relativi a riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina, illecita concorrenza con violenza o minaccia. Non devono poi sussistere procedure fallimentari o concorsuali ed è necessario essere in regola con il versamento dei contributi (DURC) e con il pagamento delle retribuzioni dei dipendenti. Devono essere assolti gli obblighi su Ambiente, Sicurezza, Medicina del Lavoro e poi tutta un’altra serie di aggiornamenti e adeguamenti svolti fra i quali: la valutazione dei rischi, i corsi obbligatori, la sorveglianza sanitaria attivata.
Bisognerà poi essere in regola con una serie di requisiti fiscali e contabili tra cui: la regolarità almeno triennale nella presentazione di denunce fiscali e contabili e nei versamenti fiscali e tributari, anche con rateazioni concesse, la regolarità almeno triennale del pagamento contributo CCIAA, l’iscrizione nelle White List (antimafia). Possedere infine una adeguata struttura operativa e la formazione di un preventivo scritto al cliente oltre all’obbligo di possedere una copertura assicurativa.
Il progetto parte da lontano, tra la fine del 2014 e il 2015. Poi, durante quella che doveva essere la fase di sviluppo, il covid ha fermato tutto ed oggi il Presidente degli Edili di CNA Biella Roberto Botosso intende rilanciare il REC: “Il principale problema per gli edili è la mancanza di una normativa specifica che fornisca un attestato ai clienti che garantisca che chi viene a fare un lavoro possegga l’esperienza maturata oltre che sul campo anche da un punto di vista qualitativo ed etico. Oggi CNA Biella lancia una “certificazione” che va in queste direzioni, ovvero di garantire professionalità ed etica”.
Presidente Botosso, da dove nasce l’esigenza di creare una sorta di certificazione?
Nasce dalla necessità di avere una sorta di professionalità certificata. Anche se “certificazione” può sembrare una parola grossa, la necessità di sapere che chi opera in un cantiere abbia le necessarie competenze per farlo. Con il REC l’idea è quella di avvicinarsi alle garanzie che possono fornire gli installatori impiantisti, gli installatori idraulici ed elettrici che devono rilasciare una dichiarazione di conformità di posa”.
Come è possibile aderire a questa certificazione?
“Quando abbiamo rilasciato il progetto REC abbiamo pensato di poter estendere la possibilità di iscriversi a tutti gli artigiani del territorio che al contempo desiderano poter offrire un valore aggiunto ai propri clienti e magari anche di poter usufruire loro stessi dell’ampia gamma di servizi offerti da CNA. L’iscrizione ovviamente non è automatica, ma tutte le domande vengono valutate da un’apposita commissione interna alla CNA che ne valuta i requisiti. Poi, c’è da considerare che il REC non è pensato esclusivamente per agli artigiani e impresari, ma può interessare decoratori, piastrellisti, vetrai, falegnami e in generale tutte quelle professioni che rientrano nelle categorie di quelli che non hanno alcuna certificazione e che lavorano in ambito edilizio. Inoltre, possono naturalmente richiederlo anche gli installatori e gli impiantisti perché si tratta comunque di una garanzia in più che possono offrire”.
Il lancio del REC avviene in un periodo storico piuttosto complicato, ma che forse, proprio per questa ragione, ha bisogno di garanzie e certezze. Che aspettative avete a riguardo?
“Quando è nata l’idea siamo partiti in quarta, ma poi siamo stati costretti ad una brusca frenata. La crisi si è fatta sentire anche in questo grande settore: sono diminuite le imprese ed il numero degli operatori, così come le richieste di lavoro. Il bonus 110 ha sicuramente dato slancio al comparto edilizio, ma si sta rilevando con più ombre che luci, tuttavia, sono ottimista sul fatto che il REC possa diventare attrattivo e che possa interessare chi magari non ha ricevuto una grande formazione, ma ha intenzione di migliorare la propria condizione professionale attuale. Ci sono decoratori e piastrellisti, ad esempio, a cui non va fatta alcuna colpa, che si sono approcciati al mestiere per necessità, magari a seguito di un lavoro perso, e a cui può essere molto utile uno strumento come il REC per accrescere la propria professionalità”.
CNA Edili si è posta un obiettivo per attirare al REC le imprese del territorio?
“Intanto sarà nostra cura diffondere il messaggio a tappeto, per far sapere a più imprese possibili (ma anche ai clienti) di questa possibilità. Credo che sia una positiva opportunità, che va colta, ma è necessario farla conoscere. Oggi siamo in un periodo migliore, superata almeno in parte la crisi più acuta della pandemia. E poi sarà importante trovare possibilità di sinergia e collaborazione. Mi riferisco ad esempio una proposta di CNA Piemonte che recentemente ha parlato di un loro progetto legato ai dipendenti delle imprese operanti nell’edilizia: una sorta di certificazione per le nuove imprese che fornisce credenziali ai dipendenti. In pratica degli attestati che vengono dati ai dipendenti valutati da capomastri esperti nel settore. Secondo me può essere interessante valutare delle collaborazioni con la finalità di far uscire il nostro marchio di qualità anche al di fuori dei confini della nostra provincia. Sarebbe bello ed estremamente utile se questo approccio prendesse piede anche al di fuori dei nostri confini territoriali e venisse attuato a livello nazionale”.








