Impianti elettrici condominiali: qualche informazione

In un edificio in condominio possiamo distinguere due impianti elettrici:

  • quello di proprietà comune;
  • quello di proprietà esclusiva.

Gli impianti elettrici, dice l’art. 1117 n. 3 c.c., sono comuni «fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza». Come ogni impianto indicato nel D.m. n. 37/08 anche quello elettrico condominiale deve possedere determinati requisiti che devono risultare da specifiche certificazioni.

 

La situazione in Italia

Nel nostro Paese circa il 30% degli impianti elettrici all’interno dei condomini (cantine, scale, garage) sono datati e pericolosi. E gli amministratori e i condomini stessi sono responsabili civilmente e penalmente in caso di incidenti. Per alcune delle ristrutturazioni necessarie in questi casi, per fortuna, ora esistono finanziamenti fino a 1.200 euro che consentono di rimettersi in regola e di svolgere per tempo i lavori.

 

Infatti, dal 1° gennaio 2020 esiste la possibilità di ricevere un contributo per promuovere il rinnovo dei vecchi impianti elettrici interni ai condomini per migliorarne sicurezza ed efficienza, con rimborsi al condominio per i lavori edili effettuati fino a 1.200 euro per appartamento coinvolto e fino a 900 euro per ogni piano.

 

Non lo sapevi?

Proprio così: questo bonus premia i lavori di ammodernamento degli impianti elettrici più datati all’interno dei condomini. Infatti, il bonus impianti elettrici previsto da Arera, l’Autorità per l’energia e l’ambiente (delibera n.467/2019), interessa tutti quei condomini che stanno valutando di ristrutturare le colonne montanti o centralizzare i contatori, e varia a seconda del livello di pregio delle finiture dell’immobile.

 

In che cosa consiste e come funziona

La fase sperimentale della regolazione durerà 3 anni: dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022 si possono così ammodernare la distribuzione degli impianti elettrici condominiali per renderli più sicuri e permettere un aumento di potenza. E chi rinnoverà i vecchi impianti riceverà un rimborso spese di importo variabile. Questi devono essere stati realizzati prima del 1970 oppure nel periodo compreso tra il 1970 e il 1985, se sono in condizioni critiche.

Per avere diritto a questa agevolazione il condominio dovrà rivolgersi a una ditta di fiducia (abilitata secondo il Dm 37/08) e conservare tutti i documenti relativi alla spesa effettuata. Solo così potrà poi chiedere il rimborso.

In particolare, ai condomini viene data la possibilità di potenziare gli impianti elettrici fino a 6,6 kW. Il bonus è previsto per gli interventi che vengono effettuati sulla colonna montante, ovvero i cavi che raggiungono i contatori dei diversi appartamenti o il pannello comune, se i misuratori sono installati in un unico spazio.

Si tratta in particolare degli interventi su quella che viene definita tecnicamente “la linea in sviluppo prevalentemente verticale che attraversa parti condominiali”, cioè i cavi che giungono fino ai contatori elettrici dei singoli appartamenti (o al pannello comune quando i contatori sono tutti raggruppati in un unico spazio).

 

Quali sono gli importi del rimborso

L’importo del bonus impianti elettrici ha un importo variabile e viene concesso a determinate condizioni: ecco quali sono.

  • Per i lavori svolti dal condominio, il bonus avrà un importo di minimo 400 euro e massimo 600 euro per piano e di 700 fino a 900 euro per utenza.
  • Gli importi aumentano da 700 a 900 euro per piano e da 1000 a 1200 euro per utenza, se il condominio contestualmente ai lavori relativi alla colonna montante centralizza in un unico vano tutti i misuratori. In tal caso il contributo è maggiore perché vengono effettuati anche i lavori di posa dei nuovi collegamenti elettrici tra i contatori centralizzati e gli appartamenti, collegamenti che resteranno di proprietà del condominio.
  • Inoltre, è prevista un’integrazione di altri 100 euro per ogni metro lineare, fino a un massimo di 1500 metri, se il cavo collega la colonna montante con il confine della proprietà. Una volta rinforzata la rete elettrica e resa più sicura, per i condomini dovrà essere possibile attivare anche potenze contrattali fino a 6 kW.

Per evitare eventuali abusi saranno effettuati controlli a campione.

Infine, attraverso le disposizioni finali della delibera, Arera ha istituito un censimento nazionale del parco colonne montanti vetuste e potenzialmente ammodernabili obbligatorio per ogni distributore, anche al fine di disporre di una valutazione il più possibile puntuale dei potenziali investimenti e dell’impatto in tariffa.

Per qualsiasi domanda o informazione, il Gruppo Installatori Elettrici di CNA Biella è a tua completa disposizione: contattaci!