Tutto quello che devi sapere sulle detrazioni delle spese legali


Nel labirinto fiscale italiano, esistono numerose opportunità di detrazione per le spese sostenute dai contribuenti. 

Tra queste, le spese legali detraibili rivestono un’importanza particolare, non solo per il significativo impatto economico che possono avere sulla vita delle persone, ma anche per la complessità che a volte le circonda. 

Questo articolo ha lo scopo di chiarire ogni dubbio, attraverso una disamina dettagliata e ricca di esempi, per aiutarti a comprendere quando e come puoi fruire di questo beneficio.

Cosa sono le spese legali?

Le spese legali sono sostanzialmente quelle spese che un contribuente o un’impresa sostiene per ottenere assistenza legale. 

Queste possono includere le parcelle di avvocati, consulenti, periti e altre figure professionali legate al mondo del diritto. Tali spese possono sorgere in diverse circostanze, come durante un processo civile, penale, amministrativo o tributario. Di particolare interesse, quando parliamo di parcella avvocato in deduzione, ci riferiamo specificamente ai compensi dovuti all’avvocato per la sua assistenza e rappresentanza.

Quando si possono detrarre le spese legali?

Mentre per alcune spese è prevista la possibilità di detrazione, per i contribuenti privati questa opportunità non è garantita quando si tratta di spese legali. 

Questa circostanza assume particolare importanza quando si affronta la questione di una consulenza legale o si riceve un preventivo da un avvocato.

Infatti, bisogna sempre avere presente che la parcella dell’avvocato non è detraibile tramite il modello 730. L’esclusione delle spese legali dalle detrazioni fiscali rappresenta un peso significativo per il contribuente, considerando quanti possono trovarsi nella necessità di ricorrere a una consulenza legale. Affrontare le spese legali può risultare, in molti casi, un impegno economicamente oneroso.

Il panorama cambia, invece, se si parla di imprese. In questi casi, esistono delle possibilità di detrazione, ma con specifiche limitazioni.

La Cassazione, infatti, ha chiarito che la detrazione delle spese legali per le imprese è consentita solo al termine del processo o mandato, escludendo dunque le liti pendenti. Ciò significa che, se la spesa legale è correlata alla produzione del reddito di impresa o al lavoro autonomo, imprenditori e professionisti hanno la possibilità di detrarre sia l’IVA che l’intero costo della fattura legale, in accordo con il proprio regime fiscale. 

Questa è una distinzione fondamentale che offre alle imprese un certo grado di sollievo fiscale, ma lascia i singoli contribuenti senza questa opportunità.

E le spese notarili?

Le spese notarili rappresentano quei costi sostenuti per ottenere servizi da un notaio, una figura professionale incaricata di autenticare documenti, contratti e altri atti giuridici, garantendo la loro legalità e autenticità. La natura delle operazioni notarili varia enormemente, dal trasferimento di proprietà immobiliari alla costituzione di società, dalle donazioni alle successioni.

Nonostante la loro ubiquità nelle operazioni legali, le spese notarili non sono sempre e automaticamente detraibili dal punto di vista fiscale. Il loro trattamento varia in base alla natura dell’operazione per cui sono state sostenute.

Acquisto della prima casa 

Una delle situazioni più comuni in cui si sostenute spese notarili è l’acquisto della prima casa. In questo caso, le spese notarili possono beneficiare di detrazioni fiscali. Ciò significa che una parte dell’importo sostenuto per pagare il notaio può essere recuperato attraverso una riduzione delle tasse dovute. Questa detrazione è concepita per incentivare l’acquisto della prima abitazione, agevolando le famiglie e i singoli nella loro prima esperienza immobiliare.

Stipula di mutui

Anche quando si contrae un mutuo, spesso si incide nel pagare spese notarili, specialmente se il mutuo è garantito da un’ipoteca. In questo scenario, alcune di queste spese notarili possono essere detraibili, a patto che il mutuo sia stato stipulato per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione della prima casa.

Altre operazioni

Esistono molte altre operazioni per cui si potrebbero sostenere spese notarili. Ad esempio, nella costituzione di società, nella stipula di contratti complessi o nelle operazioni di successione. In molti di questi casi, le spese notarili non sono detraibili. Tuttavia, potrebbero esistere altre agevolazioni fiscali o incentivi specifici a seconda della natura dell’operazione.

È importante notare che le normative fiscali cambiano e si aggiornano con una certa frequenza. Pertanto, se si prevede di sostenere delle spese notarili per una specifica operazione, è sempre consigliabile consultarsi con un commercialista o un esperto fiscale per comprenderne l’effettivo impatto sul proprio bilancio e verificare la possibilità di accedere a detrazioni o agevolazioni.

Come contabilizzare spese legali?

La questione si articola principalmente su due aspetti fondamentali: la deducibilità oggettiva del costo sostenuto e l’individuazione del soggetto che ha diritto a effettuare tale deduzione.

Rispetto al primo punto, è essenziale sottolineare che, come qualsiasi altro onere, il requisito imprescindibile per dedurre una spesa legale è la sua rilevanza rispetto all’attività svolta. Ciò significa, come detto in precedenza, che il costo deve essere stato sostenuto nel contesto dell’attività d’impresa o nell’esercizio di un’arte o professione.

Il secondo punto, tuttavia, richiede una considerazione particolare. Spesso, infatti, può emergere una certa ambiguità, soprattutto per gli operatori economici, quando si tratta di aspetti amministrativi, contabili e documentali legati alla deducibilità delle spese legali.

Un caso tipico è quando avviene il rimborso delle spese direttamente alla controparte. In questa situazione, il legale emette una fattura al proprio cliente. Quest’ultimo, dopo aver saldato la fattura, riaddebita l’intero importo alla controparte soccombente in giudizio. Da un punto di vista contabile e fiscale, è importante notare che:

  • L’importo che il legale addebita al proprio cliente rappresenta un costo che può essere dedotto dal reddito d’impresa o professionale.
  • Il rimborso successivo ricevuto dalla controparte è considerato un ricavo imponibile. Questo meccanismo crea una neutralità fiscale per la parte che ha vinto in giudizio.
  • Il soggetto che ha perso la causa, e che dunque si trova a dover sostenere l’onere del rimborso, dovrebbe avere il diritto di dedurre tale spesa. Questo perché l’obbligo di risarcimento, sancito dalla sentenza di condanna, è collegato a una controversia legata all’attività d’impresa o professionale.

In sintesi, la gestione contabile delle spese legali, pur presentando alcune complessità, segue delle linee guida chiare. La chiave sta nell’approccio accurato all’analisi e all’attribuzione dei costi, garantendo che ogni transazione sia adeguatamente documentata e giustificata.

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