Inaugurazione Making Stories

Svelate le stagioni di una città creativa: si è concluso il progetto Making Stories ideato dai Giovani Imprenditori di CNA Biella


Making Stories ha mandato in scena il suo atto conclusivo: nel fine settimana, negli spazi del Terzo Paradiso di Fondazione Pistoletto, le opere immaginate dagli studenti delle scuole biellesi hanno preso forma grazie al contributo delle imprese artigiane di CNA.

Il Gruppo Giovani Imprenditori di CNA Biella ha finalmente svelato ed esposto le quattro opere rappresentative delle “Stagioni di una città creativa”, inserite nella programmazione di Biella Città Unesco.

L’inaugurazione di venerdì ha svelato un lavoro lungo due anni, che ha coinvolto moltissime persone e creato molta attesa intorno a sé. 

Il risultato ha soddisfatto ampiamente le aspettative degli organizzatori, con quattro installazioni che hanno colto nel segno e saputo legare temi sociali di stretta attualità ad un profilo artistico curioso e a tratti misterioso, arricchito dall’utilizzo, su ogni opera, della realtà aumentata, che oltre a definire e completare la visione delle opere stesse ora contribuirà a renderle uniche e autentiche anche nella loro versione digitale grazie all’utilizzo di un NFT (Non Fungible Token), un codice univoco che le seguirà nell’universo digitale.

Quattro opere, quattro stagioni: il racconto di un territorio 

Ciò che è stato immediatamente chiaro, quando sono state presentate le quattro opere, è che non si è trattato del lavoro di un unico artista, ma di un esperimento (ottimamente riuscito) di “open source”, di comunità, che è partito dalle idee delle opere, dalla loro ideazione concettuale affidata agli studenti delle scuole superiori coinvolte (Fablab Biella, CnosFap d Vigliano, Iis Gae Aulenti, Itis Q. Sella e Istituto Eugenio Bona), migliorata con un effetto catalizzatore dall’artista Roberta Toscano con l’ausilio del suo collaboratore, Armando Riva e quindi concretamente realizzata dalle imprese artigiane di CNA Biella e dai professionisti digitali.

La primavera: Climate change cake

La stagione della primavera è stata rappresentata da una torta, la “Climate Change Cake”: non soltanto la prima stagione dell’anno, ma un vero e proprio messaggio sul cambiamento climatico che di anno in anno risulta sempre più visibile nel nostro pianeta ad ogni latitudine e anche sul nostro territorio. 

L’obiettivo di questa opera, il suo focus, è stato conseguito realizzando una torta candida, bianca, con inserti oscuri (minacciosi) che con la realtà aumentata ha presentato una sorta di effetto nero che cola sulla torta in contemporanea al sole che la scalda e fa sciogliere. Un chiaro messaggio su un tema delicato, rappresentato metaforicamente in modo molto interessante.

L’estate senza confini: Dance has no borders

Poi l’estate, con “Dance Has no borders”, un’installazione con un’idea concettuale molto raffinata:  quella di rappresentare la comunità con un gomitolo dorato, a simboleggiare il territorio, con la gente al suo interno che si apre al mondo (il filo che esce). Aprirsi quindi verso l’esterno, ad altre influenze multiculturali e comunità diverse.

La vista dell’opera è stata anticipata da una serie di drappi che nascondevano la teca in cui era riposto il gomitolo e che avvicinavano l’osservatore esterno attraverso una traccia audio di realtà aumentata. 

L’autunno con la luna e “Lady Lake”

Il lago del Mucrone, un simbolo per i Biellesi, è stato il protagonista dell’installazione che ha rappresentato l’autunno. La luna che si specchia sul lago per offrire un’idea di rinascita. Con l’ausilio della realtà aumentata è stato possibile vedere, sull’opera, la comparsa di una figura femminile che osserva la luna: il concetto di rinascita scandito dai cicli lunari.

Il ghiaccio si scioglie e al suo interno si scopre “Defrosting fashion”

Lo scioglimento dei ghiacci è un altro tema che interessa ognuno di noi, non soltanto chi possiede una maggiore sensibilità ambientale. L’ultima installazione, collegata alla stagione dell’inverno, è stata “Defrosting fashion”, un cubo di ghiaccio vero che lentamente si è sciolto durante la tre giorni di esposizione e ha “liberato” al suo interno una figura umana stilizzata, con indosso un cappotto nero.

Il blocco di ghiaccio, che col passare dei giorni si è fuso, è stato un’allegoria, anche in questo caso, dei cambiamenti climatici in atto, certamente, ma ha anche rappresentato, più idealmente, lo “scioglimento” delle persone, con accezione positiva, ovvero il liberarsi dagli schemi e dai preconcetti ed aprirsi agli altri e al mondo.

La soddisfazione degli organizzatori

Matteo Buranello ha seguito e coordinato il lavoro per circa due anni per i Giovani Imprenditori di CNA Biella. E al termine dell’esposizione si è detto molto soddisfatto: “La cosa più importante ha coinciso con un lavoro di collaborazione, di rete, molto intenso e non semplice, ma decisamente produttivo. Abbiamo lavorato per due anni interi e quando abbiamo visto le opere esposte, il lavoro di tante persone che ha preso forma, è stato molto bello e soddisfacente. Sono stato colpito dai ragazzi delle scuole che quando hanno visto le loro idee aver preso fisicamente forma si sono emozionati. 

Making Stories non aveva l’ambizione di cambiare le sorti di un territorio e non succederà, ma rimane un piccolo gesto importante e frutto del cambio di paradigma che abbandona  le individualità per concentrarsi sul fare qualcosa insieme. Il mio augurio è che questo accada sempre di più in futuro. E’ stato un progetto realizzato per Biella Città Creativa Unesco e speriamo che il lavoro svolto possa contribuire al mantenimento del titolo. Non posso che ringraziare le tante persone coinvolte per il lavoro svolto. Le opere, che erano in parte deperibili, ora resteranno nel futuro in versione digitale e sul metaverso saranno sempre visibili. Making Stories, nella memoria di chiunque vi abbia lavorato resta qualcosa che è stato fatto non per l’individualità ma per tutto il territorio biellese”.

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