Trasferte dipendenti: ancora novità. Lo scorso 14 giugno il Ministero del Lavoro, e due giorni dopo l’Inps, hanno fornito chiarimenti in merito alla disciplina del regime sanzionatorio applicabile in caso di disconoscimento della prestazione lavorativa effettuata in regime di trasferta, con particolare riferimento all’applicazione della sanzione di infedele registrazione sul Libro Unico del Lavoro. Si può configurare la condotta di infedele registrazione tutte le volte in cui venga riscontrata una difformità tra la realtà dei fatti accertata da funzionari ispettivi e quanto registrato sul LUL. Tale difformità si configura sicuramente qualora le trasferte dipendenti non siano state realmente effettuate o la relativa indennità occulti emolumenti dovuti ad altro titolo, con fine evidentemente elusivo, ad esempio superminimi individuali o prestazioni di lavoro straordinario.

I due istituti confermano che la misura delle sanzioni è la seguente:

  • da 150 a 1.500 euro, se la violazione riguarda meno di 5 lavoratori;
  • da 500 a 3.000 euro, nel caso in cui la violazione riguardi più di 5 lavoratori dipendenti o un periodo superiore a 6 mesi;
  • da 1.000 a 6.000 euro, nel caso in cui la violazione riguardi più di 10 lavoratori dipendenti o un periodo superiore a 12 mesi.

Il Ministero ha individuato l’infedele registrazione sul LUL nelle ipotesi di:

  • scritturazione di dati che abbiano riflesso immediato sugli aspetti legati alla retribuzione o al trattamento fiscale o previdenziale del rapporto di lavoro;
  • difformità tra i dati registrati il “quantum” della prestazione lavorativa resa o l’effettiva retribuzione o compenso corrisposti.

La sanzione è irrogabile a condizione che, dall’infedele registrazione sul LUL, discendano differenze sotto il profilo retributivo, previdenziale o fiscale. Il Ministero del lavoro e l’Inps ritengono che si può configurare la condotta di infedele registrazione tutte le volte in cui venga riscontrata una difformità tra la realtà dei fatti accertata da funzionari ispettivi e quanto registrato sul LUL: ciò infatti determina una non corretta esposizione dell’imponibile contributivo. Tale difformità si configura sicuramente qualora la trasferta non sia stata realmente effettuata o la relativa indennità occulti emolumenti dovuti ad altro titolo, con fine evidentemente elusivo. Nel caso in cui, invece, il personale ispettivo riscontri che sotto la voce trasferta sono esposte somme che compensano le prestazioni lavorative rese dai trasfertisti, la difformità rilevata, oltre a determinare l’applicazione di un diverso regime previdenziale e fiscale, comporta la registrazione di un dato – la voce trasferta – che non corrisponde sotto il profilo qualitativo alla causale o titolo che sta alla base delle erogazioni effettuate dal datore di lavoro.

Se hai curiosità in merito alle trasferte dipendenti, il nostro Ufficio Paghe è a disposizione per chiarimenti in merito, contattaci.