Con l’avvicinarsi della chiusura di un anno anomalo e molto complicato, è tempo di bilanci e previsioni per il 2021. In coincidenza con le festività natalizie è spesso consuetudine aziendale elargire premi e riconoscimenti legati ai risultati, ma come orientarsi quando l’andamento economico è stato tutt’altro che brillante? Come sostenere i propri collaboratori, non solo in termini monetari, ma dando valore ai bisogni di conciliazione in un periodo in cui l’organizzazione casa/lavoro è stata stravolta?

Una risposta immediata ed efficace può arrivare dall’opportunità data dal “Decreto Agosto” (Decreto-Legge 14 agosto 2020, n. 104) che ha previsto all’articolo 112 il raddoppio del limite di esenzione per il welfare aziendale, modificando quanto previsto all’articolo 51, comma 3 del TUIR, la soglia di esenzione fiscale per i fringe benefit (buoni acquisto) che passa da € 258,23 a € 516,46.

Cosa significa? Dal buono spesa alimentare ai capi di abbigliamento, dalla bigiotteria agli articoli regalo, al buono carburante, il datore di lavoro può investire fino a € 515,46 per ogni proprio lavoratore in benefit non soggetti ad Irpef; un’azione concreta in un momento così delicato, che può andare inoltre a sostegno del commercio locale, stipulando accordi con esercenti territoriali.

Tuttavia, tenendo conto dello scenario legato all’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, è necessario da parte delle imprese pensare ad un piano di welfare aziendale che possa accompagnare le esigenze dei propri collaboratori durante tutto l’anno, anche in linea con le necessità di conciliazione emerse durante l’emergenza. Così, il welfare diventa un piccolo ma tangibile sostegno, dove sarebbe limitativo fermarsi al solo buono spesa.

Ed il vantaggio si traduce in risparmio: mediamente l’impresa risparmia il 33% in contributi previdenziali, i dipendenti l’Irpef, guadagnando una capacità d’acquisto approssimativamente del +56%, in una logica “win-win” per entrambe le parti.

Un’opportunità su cui CNA Biella sta lavorando, grazie all’avvio del progetto “W.INN-Welfare innovativo per le PMI del Biellese”, che nell’arco di un anno attiverà una serie di azioni finanziate dalla Regione Piemonte, a favore di quattro realtà imprenditoriali territoriali aderenti al progetto che usufruiranno di beni e servizi di portata locale con una positiva ricaduta sul territorio.

Come attivare un piano welfare efficace?

Gli investimenti devono essere adattati alle reali necessità, per trovare soluzioni concrete ed ovviare allo svantaggio di non avere più a disposizione una fetta di servizi erogabili alla persona in presenza.

Molte soluzioni, quindi, spingono verso la digitalizzazione, integrando nei programmi di conciliazione vita/lavoro anche le pratiche di smart working come un elemento consolidato e non più straordinario, ovvero strutturato nell’organizzazione del lavoro. Certamente la base di partenza per strutturare un buon piano di welfare è l’analisi dei bisogni della popolazione aziendale ed un buon allineamento tra premio e risultato aziendale, integrato nella contrattazione di secondo livello, ove possibile.

Queste sono le attività preparatorie e necessarie per l’avvio di un progetto così impattante sulla popolazione aziendale e a vantaggio dei sempre più complicati equilibri di conciliazione vita/lavoro.

Quali sono le dimensioni del welfare in Italia?

In Italia il welfare è in costante crescita, dal 2016 in poi si è registrata una crescita esponenziale dei contratti integrativi che prevedono il premio di produttività erogabile in welfare. Ad inizio 2020, su diecimila contratti integrativi attivi, oltre 6.000 prevedono misure di welfare aziendale, con un tasso di incidenza sul premio di produttività in continuo aumento: dal 46% del 2018 al 57% del 2020, un dato di fondo sui comportamenti delle aziende che emerge dall’osservatorio welfare Endered Italia.

I settori produttivi dell’industria e la manifattura sono il principale comparto di diffusione di welfare aziendale and flexible benefit, grazie alla quota pro capite di € 200,00 in welfare prevista dal contratto nazionale di categoria.

Nel 2019 si è stimato che la cifra media nazionale disponibile per dipendente sotto forma di credito e welfare aziendale è stata di € 860,00. Tale cifra è in aumento di circa il 10-15% ogni anno; basti pensare che nel 2018 era di € 780,00 e nel 2017 di € 645,00.

I settori bancario e assicurativo garantiscono l’importo economico in welfare più elevato, segue il comparto sanità-assistenza sociale e commercio, mentre i più bassi sono i settori del digit&media e degli istituti di istruzione e ricerca.

L’industria e la manifattura hanno un credito welfare medio per dipendente tra gli € 500,00 e gli € 750,00.

Ovviamente molto più bassi sono gli importi relativi alla micro e piccola impresa, ed è per questo che CNA Biella ha colto l’opportunità offerta lo scorso anno dalla Regione Piemonte, vedendosi approvato un bando in cui il Welfare aziendale viene proposto ad alcune micro e piccole imprese.

Per saperne di più è possibile contattare la sede di CNA Biella, in via Repubblica 56, al numero telefonico 015351121, oppure attraverso l’indirizzo mail: mailbox@biella.cna.it.